14 motivi per cui la vitamina D è fondamentale

L’importanza di mantenere livelli ottimali di vitamina D non può essere sopravvalutata.

La vitamina D regola l’espressione di centinaia di geni ed è parte integrante delle funzioni biologiche che riguardano ogni sistema corporeo. L’insufficienza o la carenza di vitamina D può scatenare diversi sintomi generalizzati che si possono associare ad altre condizioni di salute.

È anche chiamata la vitamina del sole perché la pelle la produce quando è esposta alla luce ultravioletta del sole. La vitamina D svolge molte funzioni all’interno del corpo, compreso il mantenimento di adeguati livelli di calcio e fosfato, essenziali per la normale mineralizzazione delle ossa. Aiuta a ridurre l’infiammazione, che è necessaria per la modulazione della crescita cellulare e della funzione immunitaria, e inoltre influenza anche i geni che aiutano a regolare la differenziazione cellulare e l’apoptosi (morte cellulare programmata).

Il principale indicatore del livello di vitamina D è la 25OHD (25-idrossivitamina D). I dati raccolti dal National Health and Nutrition Examination Survey degli Usa nel 2005-2006 hanno mostrato una prevalenza di carenza del 41,6% nella popolazione degli Stati Uniti. Tuttavia, probabilmente oggi ben l’80% delle persone può essere carente di vitamina D.

È importante notare che il modo in cui viene definita la misurazione dell’insufficienza e della carenza dipende dalle concentrazioni plasmatiche utilizzate. Alcuni ricercatori usano un livello di 20 nanogrammi per millilitro (ng/mL) o 50 nanomoli per litro (nmol/L); il ng/mL è usato più frequentemente negli Stati Uniti e il nmol/L è lo standard in Europa. Tuttavia, il Grassroots Health Nutrient Research Institute, un insieme di esperti della vitamina D di tutto il mondo provenienti da varie discipline, chiede livelli di concentrazione molto più alti. Essi raccomandano livelli di concentrazione di vitamina D da 40 ng/mL a 60 ng/mL o da 100 nmol/L a 150 nmol/L. Seguendo questo parametro, il numero di persone che sono carenti di vitamina D è significativamente più alto.

Segni di carenza

È essenziale mantenere livelli sani di vitamina D per aiutare a ridurre il rischio di malattie virali e batteriche durante la stagione del freddo e dell’influenza, quando le malattie respiratorie sono prevalenti, o se si è immunodepressi e si vuol costruire difese naturali contro altre infezioni.

Un esame del sangue è il modo migliore per determinare i livelli di vitamina D, ma ecco alcuni sintomi che possono indicare che i livelli sono bassi:

Muscoli doloranti

Quasi la metà degli adulti è affetta da dolori muscolari. I ricercatori ritengono che la maggior parte di questi adulti sia carente di vitamina D. Alcuni studi hanno suggerito che i nervi hanno recettori di vitamina D che influenzano la percezione del dolore. In uno studio sugli animali, la ricerca ha dimostrato che una dieta carente di vitamina D può indurre un’ipersensibilità muscolare profonda che non è collegata a bassi livelli di calcio.

Ossa doloranti

La vitamina D regola il livello di calcio nel corpo, necessario per proteggere la salute delle ossa. La carenza di vitamina D può causare l’ammorbidimento delle ossa, chiamata osteomalacia, che può essere un precursore dell’osteoporosi.

Stanchezza

Questo è un sintomo comune di una varietà di condizioni di salute diverse, compresa la mancanza di sonno. I ricercatori hanno scoperto che integrare con vitamina D i pazienti affaticati può ridurre i loro sintomi.

In uno studio su 174 adulti che riportavano affaticamento e condizioni mediche stabili, i ricercatori hanno scoperto che il 77,2% era carente di vitamina D. Dopo aver normalizzato il loro livello, i sintomi di affaticamento si sono ridotti significativamente.

Prestazioni muscolari ridotte

La carenza di vitamina D è comune negli atleti come negli altri. La vitamina D è fondamentale per lo sviluppo muscolare, la forza e le prestazioni. Gli anziani che assumono un supplemento di vitamina D riscontrano un rischio ridotto di cadute e un miglioramento delle prestazioni muscolari.

La correzione attraverso un’integrazione orale o una ragionevole esposizione al sole può ridurre i sintomi delle fratture da stress, del dolore muscolo-scheletrico e delle malattie frequenti. La vitamina D ha anche un effetto diretto sulle prestazioni muscolari. In un articolo del Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons, l’autore ha scritto: «Livelli plasmatici più alti di vitamina D sono associati a tassi di infortunio ridotti e a migliori prestazioni sportive. In un sottoinsieme della popolazione, la vitamina D sembra avere un ruolo nella forza muscolare, nella prevenzione degli infortuni e nelle prestazioni sportive».

Salute del cervello

La vitamina D è anche essenziale per la salute del cervello. I sintomi della carenza possono includere la demenza causata da un aumento della beta-amiloide solubile e insolubile, un fattore del morbo di Alzheimer. La ricerca ha anche trovato un’associazione con la depressione che può essere associata alla funzione della vitamina D che tampona i livelli più alti di calcio nel cervello.

La carenza di vitamina D nelle donne incinte può aumentare il rischio di autismo e di disturbi simili alla schizofrenia nel bambino. Uno studio su persone con fibromialgia ha trovato una carenza di vitamina D più comune in coloro che sperimentavano ansia e depressione. Un altro ha esaminato la carenza di vitamina D in soggetti obesi e ha trovato una relazione tra bassi livelli di vitamina D e depressione.

Dormire male

Il meccanismo che collega la vitamina D e la scarsa qualità del sonno non è stato identificato. Ma la ricerca ha scoperto che le persone con bassi livelli di vitamina D hanno una scarsa qualità del sonno e un rischio maggiore di disturbi del sonno.

Testa sudata

Un’eccessiva sudorazione, specialmente sulla testa, o un cambiamento nel modello di sudorazione, può indicare una carenza di vitamina D.

Perdita di capelli

La vitamina D è fondamentale per la proliferazione dei cheratinociti e gioca un ruolo importante nel ciclo dei capelli. Il recettore della vitamina D sembra avere un ruolo nella fase anagen (periodo di crescita) della crescita dei capelli, il che porta i ricercatori a concludere che «i trattamenti che aumentano la regolazione del recettore della vitamina D possono avere successo nel trattamento dei disturbi dei capelli e sono una potenziale area di ulteriore studio».

Ferite a guarigione lenta

Le ferite croniche sono una grande sfida per la salute pubblica. Negli Stati Uniti, il 2% della popolazione è affetta da ferite croniche e si stima che rappresentino il 5,5% del costo dell’assistenza sanitaria nel National Health Service del Regno Unito. La vitamina D promuove la guarigione delle ferite e la creazione di catelicidina, un peptide che combatte le infezioni delle ferite.

Vertigini

Prove da studi su animali suggeriscono che la vitamina D sia fondamentale nello sviluppo dell’orecchio interno, che influenza l’equilibrio e la coordinazione. L’analisi di persone con neurite vestibolare, caratterizzata da vertigini, ha mostrato livelli sierici di vitamina D più bassi rispetto alle persone senza questo disturbo.

Problemi di cuore

Studi clinici hanno dimostrato che la vitamina D3 migliora la circolazione e può aiutare ad alleviare la pressione alta. In uno studio, i ricercatori hanno scoperto che la vitamina D3 ha anche un effetto significativo sulle cellule endoteliali che rivestono il sistema cardiovascolare. Hanno scoperto che aiuta a bilanciare le concentrazioni di ossido nitrico e perossinitrito, migliorando così la funzione endoteliale.

Eccesso di peso

Come la vitamina D influenzi l’obesità non è stato identificato. Tuttavia, i dati mostrano che c’è un’alta probabilità di carenza di vitamina D, nelle persone obese.

Infezioni ricorrenti

Ci sono stati molteplici studi epidemiologici che dimostrano che la carenza di vitamina D possa aumentare il rischio e la gravità delle infezioni, in particolare delle infezioni del tratto respiratorio. Diversi studi hanno dimostrato che la carenza di vitamina D aumenta il rischio potenziale di malattie gravi e di mortalità, soprattutto in coloro che sono gravemente malati.

Funzione cognitiva ridotta

I dati dimostrano che la carenza di vitamina D aumenta di due volte il rischio di demenza e aumenta il rischio di compromissione della funzione cognitiva.

L’80% delle persone con COVID-19 è carente di vitamina D

La vitamina D gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella gravità di molte malattie. Ecco perché, fin dall’inizio della pandemia di COVID-19, si poteva facilmente sospettare che l’ottimizzazione dei livelli di vitamina D avrebbe abbassato significativamente l’incidenza dell’infezione e della morte nella popolazione generale.

Da allora, prove crescenti hanno rivelato che livelli più alti di vitamina D possono ridurre il tasso di positivi, ricoveri e mortalità legati a questa infezione. Uno studio, pubblicato alla fine del 2020, ha valutato i livelli sierici di 25OHD dei pazienti ricoverati con COVID-19 per valutare l’influenza che potrebbe avere sulla gravità della malattia. I ricercatori hanno trovato che l’82,2 per cento dei pazienti con COVID-19 erano carenti di vitamina D (livelli inferiori a 20 ng/mL).

È interessante notare che hanno anche scoperto che coloro che erano carenti avevano una maggiore prevalenza di malattie cardiovascolari, pressione alta, alti livelli di ferro e degenze ospedaliere più lunghe. Un secondo studio ha trovato risultati simili per le persone che sono risultate positive al COVID-19, senza altre patologie.

In un altro studio pubblicato nell’agosto 2021 nell’American Journal of Physiology, Endocrinology and Metabolism, i dati hanno mostrato che i metaboliti della vitamina possono inibire la replicazione e l’espansione del SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19.

È importante ricordare che i dati che mostrano che le persone carenti di vitamina D hanno un rischio maggiore di malattia grave erano disponibili molto prima della pandemia di COVID-19.

Inoltre, gli studi sulla vitamina D hanno dimostrato che l’insufficienza e la carenza sono associate a una serie di condizioni di salute.

Vitamine che aumentano la vitamina D3

È importante prendere la vitamina K2 MK-7 e il magnesio con l’integratore di vitamina D3. Entrambi giocano un ruolo importante nella salute generale e nella biodisponibilità e applicazione della vitamina D nel corpo. Se non si sta usando magnesio e vitamina K2, si potrebbe aver bisogno di quasi 2,5 volte più di vitamina D, una scoperta fatta da GrassrootsHealth nel suo progetto D*action.

In questo progetto, più di 10 mila persone hanno fornito a GrassrootsHealth informazioni sull’uso degli integratori e sullo stato di salute generale da quando l’organizzazione ha iniziato a condurre ricerche sui nutrienti su larga scala nella popolazione nel 2007.

Queste informazioni hanno portato alla raccomandazione che i livelli di vitamina D nel sangue tra 40 ng/ml e 60 ng/ml (da 100 nmol/L a 150 nmol/L) sono sicuri, efficaci e riducono l’incidenza complessiva delle malattie e i costi sanitari. Come riportato da GrassrootsHealth: «Il 244 per cento in più di vitamina D supplementare è stato necessario al 50 per cento della popolazione per raggiungere 40 ng/ml (100 nmol/L) per coloro che non assumevano magnesio supplementare o vitamina K2 rispetto a coloro che di solito prendevano sia magnesio supplementare che vitamina K2».

In termini pratici, questo significa che quando si prende la vitamina K2 e il magnesio con la vitamina D, si  ha bisogno di molta meno vitamina D per raggiungere un livello sano.

 

Il dott. Joseph Mercola è il fondatore di Mercola.com. Medico osteopata, autore di best-seller e destinatario di molteplici premi nel campo della salute naturale, la sua visione primaria è quella di cambiare il paradigma della salute moderna, fornendo alle persone una risorsa preziosa per aiutarle a prendere il controllo della loro salute.

Articolo in inglese   The Critical Importance of Vitamin D

 
 
 

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