+1,8 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti. Disoccupazione al 10,2 per cento

Di Tom Ozimek

L’economia statunitense ha aggiunto 1 milione e 763 mila posti di lavoro nel mese di luglio, portando il tasso di disoccupazione al 10,2%. Questo mostra come l’attività economica si stia stabilmente riprendendo, dopo la fine della fase più dura del lockdown.

Nel suo studio «nonfarm payrolls» [stipendi relativi ai settori non agricoli, ndr], pubblicato venerdì 7, il Dipartimento del Lavoro ha fatto presente che la stragrande maggioranza degli aumenti di posti di lavoro si è verificata nel settore dei servizi, con +1,72 milioni di posti, mentre in quello manifatturiero i nuovi posti sono solo 26 mila.

Le previsioni degli economisti intervistati dal fornitore di dati FactSet erano che i nuovi posti di lavoro sarebbero stati un milione e 600 mila. Il dato reale è quindi migliore del previsto, tuttavia l’aumento di posti di lavoro a luglio è stato molto inferiore all’aumento di 4,8 milioni a giugno e di 2,7 milioni di maggio, e indica che solo il 40 per cento circa dei posti di lavoro persi a causa delle chiusure dovute alla pandemia sono tornati. Ciò riflette un rallentamento nella ripresa del mercato del lavoro, a fronte dell’aumento dei casi di infezioni da Covid-19 in alcune parti del Paese.

Sung Won Sohn, professore di economia e finanza alla Loyola Marymount University di Los Angeles, ha spiegato: «Il vapore è uscito dal motore e l’economia sta cominciando a rallentare. La perdita di slancio continuerà e la mia preoccupazione è che la combinazione della rinascita del virus e la mancanza di azione da parte del Congresso potrebbe davvero avere un effetto negativo sull’occupazione».

Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha mostrato che i settori che hanno visto i maggiori guadagni sono stati quelli del tempo libero e quello alberghiero, seguiti dal commercio al dettaglio, dal governo, dai servizi professionali e commerciali, dall’istruzione e dall’assistenza sanitaria.

Cambiamenti occupazionali per settore; rapporto del Bureau of Labor Statistics, pubblicato il 7 agosto 2020. (Bls)

Altri dati sul mercato del lavoro pubblicati questa settimana hanno mostrato che il numero di americani in cerca di sussidi di disoccupazione è sceso la scorsa settimana a 1,2 milioni da circa 1,4 milioni della settimana precedente, mentre il trend di crescita delle richieste di disoccupazione è in controtendenza rispetto al precedente. Il numero di nuove richieste di disoccupazione settimanali è arrivato a oltre 1 milione per la ventesima settimana consecutiva, suggerendo che la ripresa del mercato del lavoro sta perdendo vigore.

Un rapporto di giovedì dell’azienda globale di ricollocamento ‘Challenger, Gray & Christmas’, ha mostrato che i tagli del personale annunciati dai datori di lavoro statunitensi sono aumentati del 54 per cento a luglio (raggiungendo il valore di 262.649), rispetto al mese precedente. Gli annunci di assunzione sono stati pari a 246.507 il mese scorso, quasi in linea con i licenziamenti.

Andrew Challenger, vicepresidente senior di Challenger, Gray & Christmas ha specificato: «La recessione è tutt’altro che finita, soprattutto perché i casi Covid sono in aumento in tutto il Paese. I consumatori stanno acquistando meno beni e servizi, le aziende stanno chiudendo e i fallimenti sono in aumento».

Molti economisti ritengono che le decine di milioni di lavoratori disoccupati evidenzino la necessità di un altro pacchetto di aiuti. La Casa Bianca e il Congresso stanno lavorando alla prossima ondata di aiuti, con negoziati che cercano di trovare un equilibrio tra un ampio pacchetto di 3 mila 500 miliardi di dollari (circa 3 mila 100 miliardi di euro) proposto dai democratici e un tetto di mille miliardi di dollari (circa 895 miliardi di euro) richiesto dai repubblicani.

 

Articolo in inglese: US Economy Adds 1.8 Million Jobs and Unemployment Falls to 10.2 Percent

 
 
 

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