20 luglio, anniversario di una persecuzione che colpisce il mondo

Di John A. Deller

In Occidente tutti abbiamo sentito parlare di persecuzione, ma di solito capita a qualcun altro.

Ebbene, in Cina il Partito Comunista usa la paura della gente di diventare il «qualcun altro» come strumento di repressione e controllo.

Il 20 luglio 1999, il regime comunista ha lanciato la sua brutale campagna per eliminare il Falun Gong, e ha etichettato decine di milioni di cittadini cinesi pacifici e rispettosi della legge come ‘nemici dello Stato’: i camion pattugliavano le strade della Cina con altoparlanti che riproducevano propaganda anti-Falun Gong, mentre la polizia trascinava fuori le persone dalle loro case; la Tv controllata dallo Stato trasmetteva costantemente filmati che demonizzavano la pratica, mentre i praticanti venivano arrestati e trattenuti negli stadi sportivi, e i centri di detenzione e le prigioni traboccavano. Innumerevoli praticanti sono stati licenziati dal lavoro, messi in detenzione illegalmente, condannati al carcere e nei ‘centri di lavaggio del cervello’.

E dopo 22 anni, questa brutale repressione continua ancora: milioni di persone sono state imprigionate, torturate o uccise, anche mediante l’atto criminale dei prelievi di organi per dei trapianti illeciti.

Inizialmente il Falun Gong si è diffuso soprattutto tra i cinesi Han, la stessa etnia dell’allora leader del partito Jiang Zemin e dei i funzionari stessi che hanno istituito e imposto la persecuzione. C’erano praticanti del Falun Gong anche tra i membri del Partito o tra le persone che erano state indottrinate da bambini e adolescenti nei Giovani Pionieri e nella Brigata Giovanile del Partito. Tra coloro che praticavano il Falun Gong c’erano membri delle forze armate, della polizia, dell’ufficio di pubblica sicurezza, funzionari governativi, accademici, così come agricoltori e lavoratori ordinari di tutte le età. La pratica del Falun Gong era apolitica allora, e lo è ancora oggi.

Xu Xinyang tiene in mano una foto di suo padre, morto a causa delle torture subite in Cina, solo per la sua fede nel Falun Gong, durante una fiaccolata in ricordo vittime della persecuzione durata 22 anni in Cina, al Monumento a Washington il 16 luglio 2021. (Samira Bouaou/The Epoch Times).

Ciò che il Partito non poteva tollerare era invece il riaccendersi della fiamma spirituale e morale della Cina a causa del Falun Gong, una fiamma fondamentale che era stato sepolta durante la Rivoluzione Culturale. Per migliaia di anni, molto prima del trapianto del comunismo dalla Russia nel 1921, i cinesi conoscevano la connessione divina tra cielo e terra mediante gli insegnamenti del Taoismo e del Buddismo.

Infatti il Falun Gong, chiamato anche Falun Dafa e insegnato per la prima volta pubblicamente nel 1992, è una pratica spirituale nella tradizione buddista che consiste in esercizi meditativi e insegnamenti morali incentrati sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza.

La Religione sotto il comunismo in Cina

Dall’acquisizione comunista della Cina nel 1949, il Partito ha organizzato regolari campagne antireligiose per imporre l’ateismo ufficiale di Stato. Tuttavia, la Costituzione cinese consente la libertà di credo, purché sia ​​conforme alle «normali attività religiose», dove la «normalità» è determinata dallo Stato-partito.

Sebbene il Partito cerchi di mantenere il potere «ribattezzandosi» come custode del nazionalismo cinese, l’ideologia del marxismo-leninismo è ancora ciò che lo guida oggi. Questo dogma dichiara che le religioni sono creazioni umane, nega la possibilità della vita dopo la morte e l’esistenza di Dio o di esseri soprannaturali. Sotto il materialismo comunista, le vite umane individuali sono sacrificabili.

Rovesciare la verità attraverso la propaganda

Il Dipartimento di Propaganda del Comitato Centrale del Pcc dispone di vaste risorse. Il comunismo non vede la propaganda come immorale o una falsificazione della verità. La vede come una pratica positiva e un meccanismo cruciale per mantenere il governo del Partito. Sin dal suo inizio nel 1921, il Pcc ha condotto continue campagne di propaganda contro il popolo cinese e le democrazie occidentali.

Internamente, significa controllo totale di tutte le piattaforme mediatiche, censura completa, sorveglianza su Internet, indottrinamento sistemico e coercizione o incarcerazione. Esternamente, è più sfumato, poiché il Pcc utilizza l’apertura delle società occidentali e le debolezze umane e gli attaccamenti dei loro obiettivi d’élite, per impiantare la sua propaganda straniera in Australia e in altre nazioni democratiche.

Gli sforzi del Pcc per controllare l’opinione pubblica si basano sull’idea che la mente umana può essere modellata per conformarsi alle credenze richieste dal Partito. Basandosi su ciò che ha imparato dai sovietici e risalendo al dottor Joseph Goebbels, ministro della propaganda di Hitler, e alla manipolazione della mente umana da parte dei nazisti, il Pcc ha anche attinto alle opere occidentali di Walter Lippmann e Edward Bernays nel campo della «pubbliche relazioni» e «pubblicità».

Utilizzando le pubbliche relazioni, la propaganda e la manipolazione della mente umana, insieme all’applicazione della tecnologia avanzata dall’Occidente, il Pcc è diventato pericolosamente efficace nell’estendere i suoi meccanismi di controllo sia in Cina che nel mondo.

Resistenza pacifica

Rappresentanti del Tuidang Center (dimissioni dal Partito Comunista Cinese) partecipano alla parata del capodanno lunare cinese a Flushing, Queens, Ny, il 13 febbraio 2016. (Benjamin Chasteen/Epoch Times)

Nel novembre 2004, Epoch Times in lingua cinese ha pubblicato i Nove Commentari sul Partito Comunista, che hanno catturato l’attenzione del popolo cinese, il quale ha potuto leggere la brutalità e l’inganno che il Partito Comunista Cinese hanno usato per controllare la Cina. In seguito è nato un movimento sociale noto in cinese come «Tuidang» o «Dimettiti dal Pcc». Ad oggi, oltre 380 milioni di cinesi in Cina e nel mondo hanno rinunciato ai loro legami con il Pcc e le sue organizzazioni affiliate e hanno depositato dichiarazioni sul sito web di Tuidang .

In Cina, i praticanti del Falun Gong hanno anche gestito oltre 200 mila tipografie clandestine per produrre informazioni da distribuire in tutta la Cina, che hanno aiutato milioni di persone a comprendere la bontà della Falun Dafa e a conoscere la natura malvagia del Pcc.

Non tutti i perseguitati lo sono in modo visibile

Per alcuni in Cina e in Occidente, può essere difficile distinguere l’impatto di una persecuzione che non ti prende di mira direttamente, ma che comunque ti colpisce se hai bisogno di cambiare la tua vita per adattarti ad essa.

La persecuzione del Falun Gong ha preso di mira 100 milioni di persone che cercavano di vivere la propria vita secondo Verità, Compassione e Tolleranza. Tuttavia, è stato attuato un sistema di punizione delle persone buone e di ricompensa per i comportamenti immorali, persino criminali. Pertanto, tutti in Cina sono vittime di questa persecuzione e sono stati colpiti dal decadimento della moralità nella società.

La mancanza di consapevolezza da parte dei governi occidentali della minaccia posta dal Pcc e la fiducia mal riposta nell’impegnarsi con un regime brutale, sono anch’essi indicatori dei successi delle tecniche di propaganda e di public relations del Partito.

L’influenza del regime cinese si vede anche nel silenzio pubblico del governo australiano sulle atrocità dei diritti umani, come la persecuzione del Falun Gong o la denuncia delle atrocità del prelievo forzato di organi, che è diventato un circolo vizioso in cui l’Australia compromette i suoi valori essenziali.

La Falun Dafa sta cercando di ripristinare le fondamenta della moralità umana. Il Partito Comunista Cinese sta cercando di distruggerle. Poiché l’impatto della persecuzione della Falun Dafa si estende al di fuori della Cina, diventiamo tutti vittime e tutti dobbiamo fare una scelta. I cinesi che «si sono dimessi dal Pcc» o gli occidentali che rifiutano il Partito Comunista Cinese stanno contribuendo a creare un futuro migliore.

 

John A. Deller è un membro del comitato dell’Associazione Falun Dafa dell’Australia.

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

Articolo in inglese: 20 July—Anniversary of a Persecution Targeting the World

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