25 aprile cinese, i praticanti del Falun Gong «danno coraggio a milioni di persone»

Di Rita Li

Un raduno pacifico di circa 10.000 persone nella Cina comunista più di due decenni fa «continua a dare coraggio a milioni di persone in tutto il mondo». Lo ha affermato il 21 aprile il deputato americano Scott Perry (Rpa).

Perry si riferiva a un appello dei praticanti del gruppo spirituale Falun Gong al quartier generale del Partito Comunista Cinese (Pcc) a Pechino nel 1999, che descrive come la «più grande protesta pacifica nella storia cinese moderna».

Il 25 aprile 1999, diecimila praticanti del Falun Gong hanno fatto appello per il rilascio di circa una decina di praticanti che erano stati arrestati senza giusta causa giorni prima e affinché le autorità revocassero la loro soppressione della pratica spirituale.

«Il coraggio del Falun Gong quel giorno continua a dare coraggio a milioni di persone in tutto il mondo che credono e bramano la fine della repressione del Pcc», ha detto Perry in una dichiarazione a Ntd, un affiliata di Epoch Times.

Oltre 10.000 praticanti del Falun Gong sono andati a fare appello il 25 aprile 1999 a Pechino, in Cina. (Minghui.org)

La dichiarazione di Perry è arrivata pochi giorni prima del 23° anniversario dell’appello pacifico, quando i praticanti del Falun Gong all’estero in tutto il mondo si riuniscono in varie città e Paesi, per commemorare l’evento e protestare contro la persecuzione in corso del Pcc nei confronti del gruppo religioso.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, consiste in cinque esercizi meditativi e insegnamenti morali focalizzati sui valori fondamentali di Verità, Compassione e Tolleranza. Ha guadagnato popolarità in Cina negli anni ’90, raggiungendo dai 70 milioni a 100 milioni di aderenti entro la fine del decennio.

«La Repubblica popolare cinese ha presto iniziato a considerare l’intensa popolarità di questo movimento apartitico come una minaccia al suo controllo del Paese», ha spiegato Perry.

Nel luglio 1999, il Pcc ha lanciato una vasta campagna di persecuzione cercando di eliminare la pratica del Falun Gong.

«Fin dalla sua nascita cento anni fa, il Partito Comunista Cinese si è dedicato alla promozione di un marxismo culturale omicida, che ha contribuito alla morte di decine di milioni di persone innocenti», ricorda Perry.

La notte stessa dell’appello del 25 aprile 1999, i praticanti riuniti avevano poi lasciato il complesso del Pcc dopo aver ricevuto la notizia che i compagni arrestati erano stati rilasciati e che l’allora premier Zhu Rongji aveva assicurato che il Falun Gong poteva essere praticato liberamente. Molti pensavano che la questione fosse stata risolta, ma tre mesi dopo, il Pcc, guidato dall’allora segretario generale Jiang Zemin, ha avviato quella che è diventata una delle persecuzioni più longeve contro un gruppo religioso in Cina. Perry ha descritto questa mossa come un atto compiuto da «malvagi codardi».

I praticanti del Falun Gong prendono parte a una parata a Flushing, New York, il 18 aprile 2021, per commemorare il 22° anniversario dell’appello pacifico del 25 aprile di 10.000 praticanti del Falun Gong a Pechino. (Samira Bouaou/The Epoch Times)

Secondo il Falun Dafa Information Center, dall’inizio della persecuzione, milioni di aderenti sono stati imprigionati in carceri, centri di detenzione e campi di lavoro, dove sono stati sottoposti a tortura, prelievo di organi e altre forme di abuso. Alcuni esperti hanno definito la campagna del Pcc contro il Falun Gong un genocidio.

Secondo un documento interno trapelato, anche mentre cercava di contenere la pandemia in Cina, il regime comunista ha continuato a perseguitare gli aderenti e sostenitori del Falun Gong.

Secondo Minghui.org, un sito web con sede negli Stati Uniti che segue la persecuzione del Falun Gong in Cina, nel 2021 sono stati confermati 5.886 arresti e 10.527 casi di molestie ai praticanti da parte del regime.

 

Articolo in inglese: Falun Gong Adherents Who Sought Religious Freedom in China Give ‘Courage to Millions’: Rep. Perry

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