G20, accordo dei leader per una tassa minima globale sulle multinazionali

Di Tom Ozimek

Il segretario del Tesoro americano ha confermato che i leader del G20 hanno avvallato uno «storico accordo» per l’introduzione di nuove regole fiscali internazionali, che includono una tassa minima globale sulle multinazionali.

Venerdì un alto funzionario della Casa Bianca aveva anticipato che i leader del G20 avrebbero formalizzato il loro sostegno per l’accordo che stabilirà una tassazione minima globale del 15% sulle multinazionali.

Secondo una bozza delle conclusioni del G20 di Roma, le regole entreranno in vigore nel 2023, come riportato da Reuters.

Il presidente americano Joe Biden, a Roma per il vertice, ha scritto su Twitter che i leader del G20 «hanno chiarito il loro sostegno per una forte tassa minima globale», che ha definito «più di un semplice accordo fiscale: è la diplomazia che rimodella la nostra economia globale e la consegna alla nostra gente».

L’amministrazione Biden ha incoraggiato la tassazione minima globale al fine di ridurre l’arbitraggio fiscale internazionale da parte delle multinazionali statunitensi e, in parte, per smussare l’impatto dell’aumento della tassazione nazionale sulle società proposto da Biden.

Il segretario del Tesoro Sara Yellen, che è stata una forte sostenitrice della tassa, ha scritto su Twitter: «Piuttosto che competere sulla nostra capacità di offrire aliquote più basse, l’America ora competerà sulle competenze della nostra gente, le nostre idee e la nostra capacità di innovare, che è una gara che possiamo vincere».

L’alto funzionario della Casa Bianca ha citato invece uno studio indipendente secondo cui un’aliquota fiscale minima globale del 15% porterebbe ad almeno 60 miliardi di dollari di entrate aggiuntive all’anno solo per gli Stati Uniti.

La normativa è il risultato dei negoziati coordinati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per gran parte dell’ultimo decennio, e mira a costringere le grandi imprese multinazionali a pagare le tasse dove operano e dove ottengono i loro profitti, cercando al contempo di porre fine alla corsa al ribasso sulle aliquote fiscali delle multinazionali.

«L’accordo funziona perché rimuove gli incentivi per la delocalizzazione dei posti di lavoro americani, aiuterà le piccole imprese a competere su un piano di parità e ci darà più risorse da investire nella nostra gente a casa», ha dichiarato il funzionario della Casa Bianca, definendo l’accordo una «svolta per i lavoratori americani, i contribuenti e le imprese».
«A nostro giudizio, questo è più di un semplice accordo fiscale; è un rimodellamento delle regole dell’economia globale», ha aggiunto infine il funzionario americano.

L’appello dell’amministrazione Biden per la cooperazione internazionale sulla tassazione minima globale per le multinazionali è un tentativo di contrastare almeno in parte gli svantaggi che potrebbero derivare dalla proposta del presidente di aumentare l’aliquota fiscale sulle società negli Stati Uniti, una mossa pesantemente criticata dai repubblicani e dai gruppi imprenditoriali, in quanto danneggerebbe la competitività delle aziende statunitensi e rallenterebbe la crescita dei salari.

L’accordo deve ancora affrontare diversi ostacoli prima che possa entrare in vigore, compreso il fatto che ogni Paese deve ratificare la tassa attraverso un processo legislativo interno. Inoltre, l’approvazione da parte degli Stati Uniti della relativa legislazione fiscale proposta da Biden sarà fondamentale, soprattutto perché gli Stati Uniti sono la patria di molte delle più grandi aziende multinazionali, e perciò un rifiuto da parte del Congresso getterebbe incertezza sull’intero progetto.

 

Articolo in inglese: G20 Leaders Endorse Global Minimum Corporate Tax

 
 
 

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