Aggiornamenti sul Covid nel mondo: la vitamina D riduce notevolmente il rischio di morte

Di Epoch Times Staff

Fornire alte dosi di vitamina D ai pazienti ospedalizzati con il covid ridurrebbe i decessi fino al 60 percento_ questo è quanto afferma un recente studio del Social Science Research Network.

Durante lo studio, i ricercatori hanno somministrato calcidiolo – un preormone generato dalla vitamina D3 – a 551 malati di Covid in cura presso un ospedale spagnolo, e hanno osservato che l’80 percento di tali pazienti non ha avuto bisogno di ricorrere alla terapia intensiva. La ricerca afferma che 36 dei pazienti trattati con il calcidiolo sono morti a causa del nuovo coronavirus, contro i 57 decessi tra i 379 pazienti del gruppo di controllo.

Regno Unito: il mondo ha bisogno di un trattato sulla pandemia per garantire la trasparenza

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato lunedì che le potenze mondiali dovrebbero stipulare un trattato globale sulle pandemie per garantire un’adeguata trasparenza. L’epidemia di coronavirus è infatti stata occultata dalle autorità del Partito Comunista Cinese (Pcc) nelle sue prime fasi, alla fine del 2019, ed è anche per questo che il coronavirus è noto come virus del Pcc.

Johnson ha sottolineato che sarebbe entusiasta di sottoscrivere un trattato globale sulle pandemie in cui i Paesi accettino di condividere i propri dati. La dichiarazione arriva proprio mentre le autorità di Regno Unito e Stati Uniti hanno sollevato preoccupazioni per lo scarso accesso garantito alla missione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in Cina.

Stati Uniti sotto i 100 mila nuovi casi di media per la prima volta da mesi

La media giornaliera dei nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti è scesa sotto i 100 mila negli ultimi giorni, per la prima volta dopo mesi, ma gli esperti hanno avvertito domenica che le infezioni rimangono alte e le misure precauzionali per rallentare la pandemia devono rimanere in vigore.

La media giornaliera delle nuove infezioni è rimasta sopra i 200 mila casi per gran parte di dicembre ed ha raggiunto quota 250 mila in gennaio, secondo i dati forniti dalla Johns Hopkins University. Mentre venerdì scorso la media giornaliera è scesa sotto i 100 mila nuovi casi per la prima volta dal 4 novembre, ed è rimasta tale anche durante il fine settimana.

Oms: il virus ‘circolava ampiamente’ a Wuhan alla fine del 2019

Un ricercatore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che il virus del Pcc «circolava ampiamente» a Wuhan, in Cina, già alla fine del 2019.

L’investigatore capo dell’Oms Peter Ben Embarek ha dichiarato alla Cnn che il suo team ha trovato tracce che indicano l’ampia diffusione dell’epidemia a Wuhan già alla fine del 2019 e che in quel momento c’erano almeno 13 ceppi del virus del Pcc, meglio noto come nuovo coronavirus.

La Germania respinge 5 mila persone al confine

Le autorità tedesche hanno dichiarato che la polizia ha respinto circa 5 mila persone alle frontiere con la Repubblica Ceca e con la regione austriaca del Tirolo da quando sono stati introdotti, questa domenica, nuovi controlli più restrittivi.

La Germania ha imposto controlli per rallentare la diffusione della variante inglese del virus del Pcc dalla Repubblica Ceca e la variante sudafricana dal Tirolo. Attualmente l’ingresso da questi Paesi è consentito solo a cittadini e residenti tedeschi, camionisti, lavoratori dei trasporti e dei servizi sanitari, e pochi altri, compresi i pendolari transfrontalieri che lavorano in «settori socialmente rilevanti».

Il Regno Unito inizia la quarantena negli hotel per gli arrivi da Paesi ad alto rischio

Le persone che arrivano nel Regno Unito devono stare in quarantena negli hotel, a partire da lunedì, mentre il governo cerca di evitare che le nuove varianti del virus del Pcc mandino in fumo la campagna di vaccinazione del Paese.

Le persone che arrivano in Inghilterra da 33 Paesi ad alto rischio devono stare in hotel in quarantena per 10 giorni a proprie spese. Mentre in Scozia, la regola si applica agli arrivi da qualsiasi Paese. I critici sostengono però che la mossa arrivi troppo tardi, con la variante sudafricana che già circola nel Paese.

Studio israeliano rileva un calo dei casi sintomatici del 94 per cento tra i vaccinati

Il più grande operatore sanitario israeliano ha riportato domenica un calo del 94% nelle infezioni sintomatiche da virus del Pcc tra 600 mila persone che hanno ricevuto due dosi di vaccino Pfizer; si tratta del più grande studio condotto nel Paese fino ad oggi.

L’organizzazione di assistenza sanitaria Clalit, che copre più della metà di tutti gli israeliani, ha dichiarato che lo stesso gruppo avrebbe anche il 92% in meno di probabilità di sviluppare una malattia grave dal virus. Il confronto è stato fatto con un gruppo di persone della stessa dimensione, con storie mediche corrispondenti, ma che non avevano ricevuto il vaccino.

 

Articolo in inglese: Updates on CCP Virus: Vitamin D Significantly Reduces Deaths, Study Claims

 
 
 

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