Alitalia, il punto della situazione sulla Newco. Delta conferma interesse

Più di due anni sono passati dalla spaccatura con Etihad. Da quel giorno, Alitalia è ancora in cerca del suo nuovo padrone. E ora che i commissari straordinari incaricati di far rilevare l’ex compagnia di bandiera erano riusciti a individuare una cordata di possibili acquirenti, è arrivata anche la crisi di governo (la seconda dal commissariamento) a gettare nuove ombre e dubbi sull’infinito dossier. Malgrado tutto comunque, per ora i negoziati proseguono e Delta ha confermato il suo interesse.

Infatti, secondo quanto ha riportato Il Sole 24 Ore, ci sarebbe ancora in programma per fine agosto un meeting negli Stati Uniti tra i vertici della Delta Air Lines, a quanto pare la compagnia aerea maggiormente interessata a entrare nell’azionariato Alitalia, e quelli di Ferrovie dello Stato, Mef e della holding Atlantia dei Benetton, che si è aggiunta all’ultimo momento; questo indica che, almeno per ora, i capricci a Palazzo Chigi non stanno influendo sul negoziato e non hanno nemmeno spaventato il vettore americano, ma questo non significa che la crisi di governo lasci del tutto indifferenti gli attori coinvolti.

In effetti, non è escluso che in caso di voto anticipato tutto possa nuovamente cambiare, a cominciare dal ministro dell’Economia. Non va dimenticato difatti che secondo i piani di Luigi Di Maio, il Tesoro dovrebbe avere una quota pari al 15 per cento nell’azionariato della ipotetica Newco. A Fs e Atlantia spetterebbero altre due quote del 35 per cento ciascuna, e a Delta il restante 15 per cento.
Ad ogni modo, il danno minore della crisi di governo sul negoziato potrebbe comportare solamente l’uscita di scena del Tesoro per motivi politici e, secondo Mf-Milano Finanza, a quel punto Delta dovrebbe rilevarne la partecipazione mancante e arrivare così al 30 per cento. D’altronde anche i sindacati chiedono che arrivati a questo punto, a prescindere dai moti politici si prosegua con la trattativa fino alla definizione della nuova società.
Epoch Times ha tentato di contattare la compagnia aerea statunitense Delta Airlines, e l’aviolinea ha risposto il 22 agosto in modo generalizzato, confermando comunque il suo interesse sul dossier nonostante le dimissioni del premier Conte: «Delta continua a collaborare con Ferrovie dello Stato (Fs) e conferma di essere interessata a diventare azionista di minoranza in una Alitalia riorganizzata. I negoziati proseguono e qualsiasi investimento rimane soggetto all’approvazione del consiglio di amministrazione di Delta. Delta si impegna a mantenere la propria partnership con Alitalia in futuro».

A inizio agosto, comunque, fonti industriali di Mf-Milano Finanza avevano appreso che durante l’ultimo Cda guidato dall’ad del gruppo ferroviario Gianfranco Battisti, era stato formalizzato il primo step, con il via libera formale alla costituzione della newco.
Ora siamo quasi a fine agosto e il tempo stringe, dal momento che l’offerta vincolante, assieme al piano industriale, vanno chiusi e presentati entro la scadenza fissata del 15 settembre.

Per quanto riguarda la parte gestionale, Il Sole24Ore ha fatto sapere che il vertice ad Atlanta (sede di Delta Air Lines), dovrebbe decidere l’amministratore delegato della Newco Alitalia. Tra i più papabili ci sono quelli dell’ex ad di Meridiana Roberto Scaramella e anche del commissario attuale Stefano Paleari.
Tra gli altri nodi del piano ci sono gli esuberi, che potrebbero essere 2.800, la riduzione della flotta di una decina di aeromobili, lo sviluppo dei ricavi e del lungo raggio.

In attesa dei nuovi acquirenti, i commissari az continuano con il lavoro di risanamento: a luglio è stato registrato un incremento dei ricavi del 2,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A giugno i ricavi dal traffico passeggeri sono cresciuti del 4,4 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre sono stati registrati risultati record sulle rotte intercontinentali a lungo raggio con un incremento dei passeggeri del 4,7 per cento rispetto al 2018.

Nel complesso, nei primi sette mesi del 2019 i ricavi az sono aumentati dell’1,9 per cento; cifre piccole ma positive considerando che un anno fa la compagnia perdeva 2 milioni di euro al giorno, e ora poco meno di mezzo milione. E chissà che questo non attiri altri acquirenti che avevano già dimostrato interesse in passato.

 

 
 
 

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