Attacchi hacker, l’Italia è il terzo Paese più colpito al mondo

In Italia servirebbero almeno 100 mila figure specializzate per contrastare gli attacchi informatici in continuo aumento. I dati emergono dall’analisi ‘2022 Cybersecurity Skills Gap‘ di Fortinet, e in particolare è Massimo Palermo, country manager per l’Italia, a dare un’indicazione del gap di forza lavoro nel settore nel nostro Paese, il terzo più colpito a livello globale.

Secondo il rapporto della multinazionale americana, più della metà delle aziende da loro intervistate, hanno riportato di essere state vittima di attacchi informatici: «Il nostro rapporto ha accertato che il 64 per cento delle imprese da noi interpellate è stata vittima di un’aggressione di questo tipo. Un altro 38 per cento ha dichiarato di avere subito effrazioni che sono costate loro più di un milione di dollari», racconta al sole24ore Massimo Palermo.

Il 2022 Cybersecurity Skills Gap è un’analisi di Fortinet, multinazionale di cybersecurity americana che ha coinvolto 1.223 manager di altrettante società in 29 Paesi e che ha puntato un riflettore sulle lacune nei sistemi di sicurezza del sistema pubblico e privato di tutto il mondo. In oltre, gli attacchi informatici sembrano essere aumentati moltissimo in coincidenza con la pandemia.

Mancanza di personale qualificato

Oltre duemila, gli attacchi informatici gravi a livello globale l’anno scorso, 10 per cento in più dall’inizio della pandemia.

Dunque, le minacce aumentano, ma gli esperti informatici per contrastarli sono insufficienti. Palermo ha dichiarato al Sole 24 Ore che «in Italia servono almeno 100mila figure specializzate». Potrebbe sembrare un numero sproporzionato, se non considerassimo il fatto che «l’Italia è il terzo paese al mondo più colpito da attacchi ransomware».

Secondo il rapporto, in tutto il mondo, l’88 per cento delle organizzazioni riferiscono che il loro Consiglio di amministrazione sta iniziando a interessarsi sempre più sul tema della sicurezza informatica. Negli Stati Uniti, ad esempio, il 90 per cento delle aziende discute della questione con il suo Cda, e nel 77 per cento dei casi viene proposto di incrementare il budget per l’assunzione di personale informatico esperto in cybersecurity.

Si cerca di migliorare

Un problema tutto italiano è quello di avere imprese di piccole e medie dimensioni, che porta ad allocare un budget limitato per la cybersecurity. Ma anche la pubblica amministrazione sembra essere vulnerabile. «A questo proposito il Pnrr, se opportunamente indirizzato, è una straordinaria opportunità per colmare questo gap. Non va mai dimenticato però che la corsa alla digitalizzazione se non contemperata da una solida attrezzatura di contromisure apre le porte a un grande rischio per la sicurezza nazionale», prosegue l’esperto italiano.

Tuttavia, in base al report sopracitato, la vera difficoltà è quella di trovare e assumere tali professionisti. Il 60 per cento delle aziende a livello mondiale denuncia problematiche nel processo di assunzione. Perciò non è un caso che in Italia il 30 per cento delle imprese dichiari di avere difficoltà a trattenere i talenti acquisiti; è come se fosse in atto una gara per arrivare per primi alle migliori risorse.

Per risolvere questo problema, Fortinet ha creato il progetto Network security expert, un sistema di otto livelli di certificazioni che punta a formare talenti in cybersecurity.

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