Elezioni Usa, l’avvocato Sidney Powell: «Trump ha vinto di parecchio, lo dimostreremo»

Di Jack Phillips

Trump avrebbe non solo vinto, ma «di parecchio». Ne è convinta Sidney Powell, avvocato di spicco del team legale del presidente.

«I patrioti americani sono stufi della corruzione, dal livello locale fino ai più alti livelli del nostro governo – ha sottolineato la Powell – Non ci lasceremo intimidire. Non ci tireremo indietro. Ripuliremo questo marasma adesso. Il presidente Trump ha vinto di parecchio. Lo dimostreremo. E reclameremo gli Stati Uniti d’America in nome delle persone che hanno votato per la libertà».

L’avvocato non le manda a dire e denuncia una cospirazione transnazionale che coinvolge «l’influenza del denaro comunista» di Paesi come Cuba, Venezuela, e «probabilmente la Cina», volta a sovvertire la corsa presidenziale statunitense attraverso il software elettorale. E non sono solo chiacchiere: gli avvocati della campagna Trump hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia di avviare un’indagine penale a tal riguardo.

Durante una conferenza stampa, la Powell ha fatto riferimento a un informatore secondo cui il software per il voto sarebbe in grado di manipolare segretamente i risultati. La persona afferma di aver lavorato con l’esercito venezuelano e ha raccontato di una cospirazione avvenuta anni fa tra i dirigenti della Smartmatic, l’ex dittatore socialista venezuelano Hugo Chavez e i funzionari elettorali del Paese.

L’informatore avrebbe dichiarato che «il software e la struttura fondamentale del sistema elettorale elettronico di Dominion, e di altre società di conteggio elettorale, si basano su un software derivato dal sistema di gestione elettorale Smartmatic. In breve, il software Smartmatic è nel Dna di tutti i software e sistemi di conteggio elettorali». Si tratta, va precisato, di una serie di affermazioni che Epoch Times non ha potuto verificare in modo indipendente, anche considerando che il testimone è al momento anonimo.

Ad ogni modo, la Smartmatic ha negato qualsiasi legame con Dominion, mentre la Dominion ha dichiarato recentemente di non avere «alcun rapporto di proprietà con la famiglia Pelosi, la famiglia Feinstein, la Clinton Global Initiative, Smartmatic, Scytl, o qualsiasi legame con il Venezuela». Sempre Dominion ha tuttavia ammesso di aver acquistato azioni di una società in precedenza controllata dalla Smartmatic, tre anni dopo la sua vendita. La Smartmatic, dal canto suo, ha scritto sul suo sito web che «non ha alcun legame con nessun governo o partito politico in nessun Paese. Non è mai stata posseduta, finanziata o sostenuta da alcun governo».

Ma l’avvocato della campagna Trump Lin Wood, che ha intentato una causa per presunte irregolarità elettorali in Georgia, ha scritto che la dichiarazione di Smartmatic secondo cui non avrebbe legami con la Dominion è una menzogna; ha aggiunto che un sito web di fact-checking, che ha riportato le dichiarazioni delle società, è «pagato per pubblicare propaganda».

Sempre nella conferenza stampa di giovedì, l’ex sindaco di New York nonché avvocato di Trump, Rudy Giuliani, ha osservato che sinora sono state rilasciate un ampio numero di dichiarazioni giurate da parte di testimoni diretti di irregolarità elettorali negli Stati decisivi; quest’ultime presumibilmente indicano l’esistenza di un sistema di brogli elettorali gestito in maniera centralizzata al fine di sovvertire le elezioni a favore dello sfidante democratico Joe Biden.

«Nella città di Atlanta – ha proseguito Giuliani – ai repubblicani non è stato permesso di assistere al processo di scrutinio dei voti per corrispondenza. Verifiche completamente accantonate. E abbiamo numerosi doppi elettori, abbiamo numerosi elettori fuori dallo Stato, e abbiamo prove specifiche di intimidazioni e cambiamenti di voto. Tutto ciò farà parte della causa che verrà presentata domani».

Tuttavia, i segretari di Stato di Arizona, Pennsylvania, Georgia, Michigan, solo per citarne alcuni, hanno riferito di non aver visionato alcuna prova di brogli elettorali tali da poter ribaltare i risultati delle elezioni. All’inizio di questa settimana, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (Cisa) del Department of Homeland Security (Dhs) ha dichiarato che le elezioni del 3 novembre sono state le più «sicure» della storia.

Ma il capo della Commissione Federale per le Elezioni, Trey Trainor, ha neutralizzato molte delle affermazioni dei funzionari secondo cui non ci sarebbero stati brogli: «Ci sono stati brogli» negli Stati chiave.

Nel frattempo, Trump ha licenziato Christopher Krebs, l’ex capo del Cisa, dopo la sua dichiarazione sulla sicurezza delle elezioni. Krebs, il 18 novembre, ha tentato di giustificare le sue dichiarazioni tramite Twitter, scrivendo di non aver «mai sostenuto che non ci sono stati brogli nelle elezioni, [in quanto] non è compito della Cisa. Quella è una questione di applicazione della legge. Abbiamo fornito informazioni sulle misure che i funzionari elettorali usano per prevenire e individuare gli elettori morti».

Articolo in inglese: Trump Lawyer Sidney Powell: ‘President Trump Won by a Landslide, We Are Going to Prove It’

 
 
 

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