Biden ha torto: Un salario minimo di 15 dollari porterebbe più danni che benefici agli americani

Di Michael Busler

Il candidato presidenziale Joe Biden ha dichiarato di voler aumentare il salario minimo americano a 15 dollari l’ora (circa 13,5 euro).

Biden ritiene che tutti i lavoratori dovrebbero essere in grado di guadagnare un salario dignitoso. Fissare il minimo federale a 15 dollari, osserva, aumenterebbe la paga di quasi 40 milioni di americani, ed è la cosa giusta da fare. L’Economic Policy Institute condivide il punto di vista di Biden, affermando che i lavoratori «meritano» un salario più alto. Tuttavia, uno studio pubblicato di recente da David Macpherson del Trinity College in Texas e da William Even della Miami University in Ohio, ha concluso che un salario minimo di 15 dollari comporterebbe la perdita del lavoro per 2 milioni di persone. E che le categorie più colpite dal calo dell’occupazione sarebbero le donne e i giovani.

Supponendo che il Partito Repubblicano mantenga il controllo del Senato, aumentare il salario minimo federale a 15 dollari sarebbe quasi impossibile, poiché i conservatori ritengono che pagare un lavoratore più del valore della sua produzione provocherebbe distorsioni del mercato che finirebbero per danneggiare l’economia. Tuttavia la fazione della Camera controllata dai Democratici, che ha la stessa opinione di Biden, ha già accettato l’aumento del salario minimo orario a 15 dollari.

Secondo il Bureau of Labor Statistics, 1 milione 600 mila lavoratori americani percepiscono attualmente il salario minimo, o anche meno. L’Economic Policy Institute stima che se il salario minimo fosse aumentato a 15 dollari l’ora, circa 40 milioni di lavoratori ne beneficerebbero. Tuttavia, il cambiamento porterebbe inevitabilmente con sé una serie di effetti a catena.

In altre parole, se un lavoratore guadagna attualmente 13,75 dollari l’ora (circa 12,3 euro), ovvero 6 dollari in più del lavoratore pagato il minimo sindacale, quale diventerebbe la sua paga se il salario minimo fosse aumentato a 15 dollari l’ora? Vedrebbe realmente il suo salario crescere fino a 21 dollari l’ora (circa 18,9 euro), così da mantenere il vantaggio di 6 dollari l’ora rispetto ai lavoratori retribuiti con il minimo sindacale? Il fenomeno scatenerebbe un grande inflazionsimo. Circa 80 milioni di americani vengono pagati su base oraria. Aumentare artificialmente i salari della metà di essi comporterebbe un aumento del costo del lavoro per le imprese, che finirebbe poi per ripercuotersi sui consumatori.

Un aumento indistinto dei salari, il che significa che i lavoratori verrebbero pagati più del valore della loro produzione, comporterebbe una grande perdita di posti di lavoro. E il motivo è molto semplice.

Tra le persone che perderebbero il lavoro ci sarebbero ad esempio molti dipendenti dei fast food. E questi invece dovrebbero essere proprio le persone che i Democratici vogliono aiutare. Il motivo della perdita del lavoro è semplice: questi lavoratori non valgono 15 dollari l’ora per il loro datore di lavoro, e ci sono alternative meno costose, come sostituire il loro lavoro con degli investimenti.

Nella maggior parte dei fast food un lavoratore a salario minimo prende gli ordini, gestisce i pagamenti e gira gli hamburger. Se il salario minimo fosse di 15 dollari l’ora, ciò significherebbe che il costo del lavoro per l’azienda supererebbe i 33 mila dollari (circa 29.700 euro) all’anno per ogni lavoratore non qualificato, il che porterebbe inevitabilmente le imprese ad assumere meno lavoratori e sostituirli con la tecnologia (investimenti). Sistemi dotati di touch screen possono essere utilizzati per prendere gli ordini ed effettuare i pagamenti, e ormai ci sono anche robot capaci di girare gli hamburger. In questo modo l’azienda riuscirebbe a eliminare abbastanza posti di lavoro da poter operare in modo efficiente e mantenere una certa redditività, senza dover aumentare significativamente i prezzi.

Dopo che l’anno scorso Seattle, San Francisco e Portland hanno aumentato il loro salario minimo a 15 dollari l’ora, Restaurants Unlimited, una catena che conta 35 ristoranti sulla costa occidentale, ha dichiarato bancarotta. Nel suo comunicato ha scritto: «Negli ultimi tre anni, la redditività dell’azienda è stata influenzata in modo significativo dalle leggi sui salari progressivi lungo la costa del Pacifico […], il risultato è stato un aumento delle spese salariali annuali dell’azienda per un totale di 10,6 milioni di dollari (circa 9,54 milioni euro)».

Questo dimostra che, indipendentemente da ciò che possono sostenere alcuni economisti liberali, la verità è che l’aumento del salario minimo riduce sempre il numero dei posti di lavoro disponibili, aumentando di conseguenza il tasso di disoccupazione. Prima del Covid-19, il tasso di disoccupazione complessivo era del 3,5 percento, ma il tasso per coloro che guadagnano il salario minimo era di circa il 13 percento. Ma se il salario orario minimo venisse realmente portato a 15 dollari, quella cifra aumenterebbe significativamente.

In realtà, l’aumento dei salari senza un incremento della produzione avrebbe effetti negativi anche sui lavoratori che non perderebbero il proprio lavoro. Questi lavoratori infatti vedrebbero il loro stipendio raddoppiare da un giorno all’altro, e di conseguenza non si impegnerebbero più per ottenere un aumento di stipendio.

Ciò causerà problemi a lungo termine poiché i lavoratori crederanno di avere diritto a salari più alti, non importa quanto siano produttivi. Ma il modo in cui funziona il nostro sistema, è che una persona viene pagata in base al valore di quello che produce. Per guadagnare di più, le persone devono capire come contribuire di più.

L’aumento del salario minimo non avvantaggia i consumatori, che pagherebbero prezzi leggermente più alti. Non avvantaggia in alcun modo le aziende, poiché avrebbero costi di manodopera più elevati. Non porterebbe vantaggi neanche alla maggior parte dei lavoratori, poiché fino a 2 milioni di persone rischierebbero di perdere il lavoro. Ma come se non bastasse, anche quei lavoratori non qualificati con salario minimo che non perderebbero il lavoro non ne trarrebbero un vantaggio a lungo termine, in quanto l’aumento del salario minimo finirebbe per far calare drasticamente la motivazione a migliorarsi e apprendere nuove competenze.

Poiché solo pochi americani ne trarrebbero realmente vantaggio, il salario minimo non dovrebbe aumentare.

 

L’autore Michael Busler, PhD, è un analista di politiche pubbliche e professore di finanza alla Stockton University, dove tiene corsi universitari e post-laurea in finanza ed economia.

 Le opinioni espresse in quest’articolo sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di The Epoch Times.

 

Articolo in inglese: Biden Is Wrong: A $15 Minimum Wage Would Hurt Far More People Than It Would Help

 
 
 

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