Tony Blair: È il Pcc il vero pericolo, non la Russia

Di Alexander Zhang

Non dalla Russia ma dal Pcc verrà il più grande cambiamento geopolitico. Ne è convinto l’ex primo ministro britannico Tony Blair.

Il 16 luglio Blair ha fatto appello alle nazioni occidentali affinché si uniscano strategicamente per contrastare l’ascesa del Pcc come «seconda superpotenza» del mondo.

Un livello completamente diverso

Nonostante la significativa potenza militare russa, l’economia del Paese è pari al 70% delle dimensioni di quella italiana, ha fatto notare Blair durante l’annuale conferenza della Fondazione Ditchley, che sostiene l’alleanza tra gli Stati Uniti e l’Europa.

Il potente Pcc a confronto è di un livello completamente diverso, con i suoi 1,3 miliardi di persone e con un’economia molto simile in grandezza agli Stati Uniti.

Negli ultimi due decenni, il Pcc ha perseguito i suoi obiettivi attivamente ma in maniera disonesta; difatti c’è una profonda riluttanza nei suoi confronti da parte di tutti gli alleati degli Stati Uniti. 

Nondimeno, anche a livello di tecnologia la Cina ha ormai raggiunto l’America e potrebbe addirittura superarla in altri campi.

In competizione per l’influenza

È noto che Xi Jinping, leader del Partito Comunista Cinese, stia cercando di invadere Taiwan.

E le grandi potenze mondiali non si stanno attenendo più ai patti internazionali. Lo ha notato molto bene l’Occidente dopo la «brutale e ingiustificata» invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin.

A seguito di ciò non si può pretendere un comportamento razionale dalla leadership cinese, secondo Blair.

«Anche tralasciando Taiwan, la cruda realtà è che il Pcc sta combattendo per il potere assoluto, non solo contro il nostro sistema: vuole intrufolarsi nel nostro modo di governare e di vivere».

Soft power

Secondo Blair, l’Occidente deve essere forte nel difendere i propri sistemi e valori. Vanno aumentate le difese per mantenere la superiorità militare e allo stesso tempo estendere il soft power, costruendo legami con le nazioni in via di sviluppo.

L’Occidente non deve dimenticare l’importanza del soft power, mentre la Cina – così come Paesi come la Russia, la Turchia e l’Iran – stanno riversando risorse nei Paesi in via di sviluppo, costruendo al contempo forti legami politici e di difesa.

«Non bisogna dimenticare che i Paesi in via di sviluppo preferiscono fare affari con gli Occidentali,  essendo più scettici nei confronti dei contratti cinesi rispetto a dieci anni fa», ha spiegato Blair: «Abbiamo tra le mani una grande opportunità»

 

Articolo in inglese: Biggest Geopolitical Change Comes From China Not Russia, Blair Warns

 
 
 

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