Censura, documenti rivelano portale segreto di Twitter per il gov. Usa

Di Patricia Tolson

Nuovi documenti rivelano come il governo degli Stati Uniti abbia utilizzato un portale segreto su Twitter per censurare i contenuti Covid-19 che contraddicevano la propria narrazione dei fatti.

Nella sua indagine in corso sulle pratiche di censura su Twitter, America First Legal ha ottenuto una quarta serie di documenti (pdf) che rivelano un portale segreto in Twitter che l’amministrazione Biden ha utilizzato per censurare i post sui social media riguardanti Covid-19 che non erano d’accordo con la sua versione approvata.

I documenti rivelano come i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani si siano coordinati con aziende come Mafindo per censurare ciò che l’amministrazione Biden considerava «disinformazione». Mafindo, una società di verifica dei fatti con sede in Indonesia che collabora con Facebook, è finanziata da Google, noto anche per aver censurato alcuni risultati di ricerca sotto parole chiave come coronavirus e Covid-19, oltre a bloccare le informazioni relative a reazioni avverse e decessi causati da vaccini contro il Covid-19.

Facebook ha avviato il suo programma di verifica dei fatti di terze parti nel 2016, collaborando con verificatori di fatti di tutto il mondo certificati dall’International Fact-Checking Network (Ifcn) di Poynter per valutare e rivedere l’accuratezza dei contenuti sulla loro piattaforma. Secondo il sito web dell’Ifcn, ritengono che «il controllo dei fatti imparziale e trasparente possa essere un potente strumento di giornalismo responsabile». Tuttavia, nel loro comitato consultivo, i rappresentanti con sede negli Stati Uniti sembrano provenire da testate di orientamento liberale come il Washington Post e PolitiFact, che è di proprietà di Poynter.

Il portale Twitter

Il 10 marzo 2021 l’e-mail di un dipendente della US Public Policy presso Facebook, indirizzata a diversi dipendenti del Cdc ha parlato della «sincronizzazione settimanale con i Cdc» da parte del gigante dei social media e di come i Cdc dovessero «invitare altre agenzie se necessario».

Un’e-mail del 24 marzo 2021 dagli stessi dipendenti di Facebook ai dipendenti del Cdc diceva «questa è la mia normale riunione su Fb e vorrebbero discutere di 2 argomenti di disinformazione» e «disinformazione che è stata rimossa».

Il 10 maggio 2021, un funzionario del Cdc ha iscritto il proprio account Twitter personale al Partner Support Portal di Twitter, che forniva «un canale speciale e veloce per riferire al Twitter Help Center».

L’11 maggio 2021, il funzionario del Cdc ha registrato il suo account Twitter personale nel portale di supporto per i partner di Twitter, cosa che ha consentito «un flusso di segnalazione speciale e accelerato nel Centro assistenza di Twitter».

Un manuale sugli standard della comunità di Facebook del 19 maggio 2021 rivela come l’azienda collabora con i legislatori e il consiglio legale, nonché con gli attivisti per i diritti umani nello sviluppo di politiche nei loro obiettivi di «avvicinare 50 milioni di persone alle vaccinazioni», «combattere Covid-19 e disinformazione sui vaccini» e «superare le sfide globali nella vaccinazione». I metodi utilizzati per ottenere ciò includevano la rimozione di «informazioni false che sono state smascherate da esperti di sanità pubblica» e il rifiuto di annunci che violano le loro politiche, «compresi quelli che scoraggiano la vaccinazione». Hanno anche ridotto la distribuzione di «affermazioni fuorvianti valutate da verificatori di fatti indipendenti».

Contenuto rimosso

I post che Facebook avrebbe cancellato, che il Cdc o qualsiasi altra autorità di sanità pubblica considerava «falsi e che possano probabilmente contribuire a violenza imminente di danno fisico», includevano:

  • Affermazioni secondo cui il Covid-19 non sarebbe più pericoloso della comune influenza o raffreddore.
  • Affermazioni secondo cui il Covid-19 non può essere trasmesso in determinati climi, condizioni meteorologiche o località.
  • Affermazioni secondo cui per la persona media qualcosa può garantire la prevenzione dal contrarre Covid-19 o può garantire il recupero da Covid-19 prima che tale cura o prevenzione sia stata approvata.
  • Affermazioni secondo cui i test Covid-19 causano il cancro.
  • Affermazioni sulla disponibilità o l’esistenza di vaccini Covid-19.
  • Affermazioni sulla sicurezza o sui gravi effetti collaterali dei vaccini Covid-19.
  • Affermazioni sull’efficacia dei vaccini Covid-19.
  • Affermazioni su come è stato sviluppato il vaccino Covid-19 o sui suoi ingredienti.
  • Affermazioni che coinvolgono teorie del complotto sui vaccini Covid-19 o sui programmi di vaccinazione.

I contenuti ritenuti «debunked» includevano, tra le altre cose, «i vaccini causano la malattia contro la quale intendevano proteggere o fanno sì che la persona abbia maggiori probabilità di contrarre la malattia», che «l’immunità naturale è più sicura dell’immunità acquisita dal vaccino», e che «i vaccini non sono efficaci per prevenire la malattia contro la quale dovrebbero proteggere».

I trasgressori recidivi avrebbero affrontato restrizioni «incluse (ma non limitate a) distribuzione ridotta, rimozione dalle raccomandazioni» o rimozione dal sito.

«Il più bello spaccio anti-disinformazione»

Nell’agosto 2021, il responsabile di Google per il News Lab per la regione Asia-Pacifico ha invitato il Vaccine Confidence Strategist del Cdc al «Trusted Media Summit» dell’Apac. Questo ‘strategist’ ha inoltrato l’invito all’organizzatore dell’evento per l’Apac Trusted Media Summit di Google, indicando quanto fosse entusiasta di un invito a quello che ha descritto come «il più bello spaccio anti-disinformazione».

Lo stesso dipendente del Cdc è stato successivamente invitato a tenere un discorso programmatico all’evento in cui si parla della collaborazione del Cdc con l’Organizzazione mondiale della sanità e altre organizzazioni sulla scena internazionale per discutere di una cosiddetta «infodemia» e di come utilizzare l’«inoculazione sociale» per ridurre il suo impatto.

Un’e-mail del 28 ottobre dal Cdc al team di Twitter riguardava discussioni preliminari sui piani del Cdc per la comunicazione di indicazioni sui «vaccini pediatrici».

Un’e-mail del 2 novembre 2021 inviata da un dipendente di Facebook a più dipendenti del Cdc era correlata alla «disinformazione sui vaccini» relativa all’autorizzazione all’uso di emergenza (Eua). Il dipendente di Facebook ha informato i dipendenti del Cdc di aver «lanciato una nuova funzionalità su Instagram, in cui gli account che pubblicano ripetutamente contenuti che violano le nostre politiche su Covid-19 o la disinformazione sui vaccini, potevano perdere la possibilità di essere taggati o menzionati o potrebbero vedere pop-up che chiedono di eliminare determinati post che potrebbero violare le nostre norme.

Infine, Facebook si vanta di aver rimosso oltre 16 milioni di post su Facebook e Instagram, di cui oltre 2 milioni tra febbraio e maggio 2021.

I primi documenti rilasciati da Afl hanno rivelato la collusione tra il Cdc e le società di social media per censurare le informazioni sul Covid-19 non approvate dal governo. Il secondo lotto ha scoperto le informazioni specifiche inviate dal Cdc a Facebook e Twitter, inclusi i post che volevano eliminare, limitare, censurare o contrassegnare. Il terzo rilascio di documenti da parte dell’Afl ha mostrato come la guida del Cdc che imponeva le mascherine per i bambini in età scolare sia derivata da sondaggi politicamente motivati, finanziati dalla Kaiser Family Foundation, che sostiene fortemente i candidati e le organizzazioni democratiche.

 

Articolo in inglese: Documents Reveal Secret Twitter Portal US Government Used to Censor COVID-19 Content

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