Il Cile inizia a somministrare la quarta dose dei vaccini anti Covid-19

Di Autumn Spredemann

Il 10 gennaio, il Cile ha iniziato a somministrare la quarta dose dei vaccini contro il Covid-19 su alcune fasce della popolazione. Lo ha annunciato in conferenza stampa il presidente cileno Sebastian Pinera.

Le persone immunocompromesse di età superiore ai 12 anni che hanno ricevuto la prima dose di richiamo (ovvero la terza dose) prima del 12 settembre 2021 possono ora prenotarsi per la quarta dose.

Pinera ha dichiarato: «Il mondo e il Cile stanno subendo le devastanti conseguenze della pandemia causata dal Covid-19 da più di due anni, e oggi a causa della nuova variante Omicron il mondo sta registrando livelli record di contagio».

La seconda fase della campagna inizierà il 7 febbraio, quando avranno accesso alla quarta dose tutti i residenti di età superiore ai 55 anni che hanno ricevuto la terza dose prima del 15 agosto 2021.

Il Cile, che è la prima nazione dell’America Latina a offrire la seconda dose di richiamo contro il virus, ha il più alto tasso di vaccinazione dell’intera regione, con oltre l’87% della popolazione completamente vaccinata e oltre 44 milioni di dosi somministrate.

I vaccini approvati nel Paese includono Pfizer-BioNtech, AstraZeneca, Johnson & Johnson, il vaccino cinese Sinovac-CoronaVac, il vaccino russo Sputnik V e il vaccino cinese-canadese CanSino.

Secondo i dati ufficiali, il Sars-Cov-2 , anche noto come virus del Pcc, ha ucciso 39 mila 285 persone in Cile a partire dal 3 gennaio 2020.

Il 29 novembre, il governo cileno ha deciso di posticipare l’allentamento dei rigidi requisiti di ingresso nel Paese e ha introdotto nuove restrizioni per i viaggiatori in arrivo da sette Paesi africani, nel tentativo di fermare l’arrivo della nuova variante Omicron.

Tuttavia, né la campagna vaccinale né le restrizioni sono state sufficienti per frenare un picco di nuovi casi, che sono stati attribuiti ai viaggiatori arrivati nel Paese con la variante Omicron.

Il sottosegretario alla Salute Maria Teresa Valenzuela ha dichiarato un mese dopo la scoperta della nuova variante: «Abbiamo un totale di 698 casi confermati, il 95% dei quali sono viaggiatori», mentre ha sottolineato che solo 18 dei casi noti erano ‘locali’.

Il ministro della Salute Enrique Paris ha osservato che i nuovi casi registrati il 6 gennaio (3 mila 134) rappresentano il picco giornaliero più alto dall’8 luglio dello scorso anno. Tuttavia, c’è una differenza fondamentale tra i due picchi: il Paese sta vedendo molti meno casi gravi con la variante Omicron: «Possiamo vedere una notevole differenza, ad esempio nella situazione delle terapie intensive in entrambi i giorni. L’8 luglio avevamo 2.167 pazienti in ventilazione meccanica; oggi quel dato scende considerevolmente a soli 404 pazienti», ha dichiarato Paris.

I funzionari cileni rimangono irremovibili sull’importanza della vaccinazione per difendere la popolazione dal virus: «Ci sono prove dalla popolazione, e a livello di anticorpi neutralizzanti, che suggeriscono che anche l’efficacia dei booster diminuisce nel tempo, ma a un ritmo più lento di quello che vediamo con le prime vaccinazioni. Si stima che circa sei mesi dopo il richiamo, i vaccini utilizzati avranno un’efficacia contro il Covid-19 inferiore al 60 percento», ha affermato Valenzuela.

 

Il Covid-19 è la malattia causata dal Sars-Cov-2, il nuovo coronavirus noto anche come virus del Pcc (Partito Comunista Cinese).

Articolo in inglese: Chile Begins Fourth Vaccine Dose to Prevent the CCP Virus

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