La Cina prende di mira la vulnerabilità degli Stati Uniti sulle ‘terre rare’

Di Emel Akan

Sembra che la Cina stia valutando restrizioni sull’esportazione delle cosiddette ‘terre rare’ verso Stati Uniti e altri Paesi, il che potrebbe provocare nuove tensioni.

Il ministero cinese dell’Industria e della Tecnologia Informatica ha presentato a gennaio una proposta sul controllo della produzione e dell’esportazione dei minerali di terre rare, e ha fornito 30 giorni per la raccolta di un parere pubblico.

Durante questo periodo, è stato chiesto ai professionisti del settore di valutare quali effetti avrebbe sulle aziende statunitensi ed europee un taglio delle esportazioni di terre rare da parte di Pechino durante una disputa bilaterale; questo è quanto riferito dal Financial Times citando persone coinvolte nelle discussioni.

Un consigliere del governo cinese avrebbe infatti dichiarato al Financial Times: «Il governo vuole sapere se gli Stati Uniti potrebbero avere problemi a produrre gli aerei da combattimento F-35 se la Cina imponesse un divieto di esportazione».

Ai dirigenti del settore è stato anche chiesto di valutare quanto velocemente gli Stati Uniti potrebbero assicurarsi le terre rare da fornitori alternativi o aumentare la propria capacità di produzione.

Le terre rare sono un insieme di 17 metalli necessari nella produzione di aerei, computer, telefoni cellulari, sistemi di generazione e trasmissione dell’elettricità, e di altri componenti elettronici avanzati.

La Cina controlla circa l’80 percento della fornitura globale di terre rare e considera il suo primato come una risorsa che all’occorrenza potrebbe essere usata contro l’Occidente. Ma non è chiaro se la Cina possa davvero trasformare le esportazioni di terre rare in un’arma, dato che la mossa potrebbe ritorcerglisi contro, costringendo gli altri Paesi ad aumentare la propria capacità produttiva.

Il tempo necessario per aumentare la capacità di produzione in patria «potrebbe infatti essere molto, molto breve» con un maggiore sostegno del governo e l’innovazione dell’industria, almeno secondo Pini Althaus, Ceo di Usa Rare Earth, una società mineraria che sta sviluppando il deposito di terre rare Round Top in Texas.

In un comunicato, Althaus ha dichiarato: «La scritta è stata sul muro per decenni, e ora stiamo vedendo in prima persona perché abbiamo lanciato l’allarme che il predominio della Cina sulle terre rare e sull’industria dei minerali critici era una preoccupazione geopolitica altamente imprevedibile. Per contrastare il tentativo del Pcc di avere il potere assoluto sui metalli militari e di high tech, gli Stati Uniti e i suoi alleati devono continuare a investire in questo settore».

L’anno scorso, l’ex presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per espandere e rafforzare l’estrazione nazionale di terre rare e di altri minerali critici.
Nel suo ordine esecutivo, Trump affermava: «Gli Stati Uniti attualmente importano l’80% dei loro elementi di terre rare direttamente dalla Cina, e parte del rimanente proviene indirettamente dalla Cina tramite altri Paesi. Negli anni ’80, gli Stati Uniti producevano questi elementi più di qualsiasi altro Paese al mondo, ma la Cina ha usato pratiche economiche aggressive per accaparrarsi strategicamente il mercato globale degli elementi delle terre rare e rimpiazzare i suoi concorrenti».

L’anno scorso, anche un gruppo bipartisan di parlamentari del Congresso americano ha introdotto proposte volte a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina, sostenendo incentivi fiscali per questo mercato.

Il deputato Henry Cuellar (D-Texas) ha dichiarato all’edizione americana di Epoch Times: «La pandemia globale ha evidenziato la nostra dipendenza dalla Cina per soddisfare la nostra domanda di minerali critici che sono utilizzati in prodotti come auto elettriche e ibride, computer e attrezzature militari. È essenziale per la nostra sicurezza nazionale e i nostri interessi economici ridurre la dipendenza della nostra nazione dalla Cina per i minerali di terre rare. Ho co-sponsorizzato il Rare Act per incentivare la produzione nazionale e sviluppare la nostra catena di approvvigionamento stabile. Per rimanere un leader mondiale nell’innovazione tecnologica e militare, dobbiamo agire».

La Casa Bianca non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento da parte di Epoch Times.
Dal canto suo, il presidente Joe Biden, durante la sua campagna elettorale, si è impegnato ad «accelerare l’innovazione nella riorganizzazione della catena di approvvigionamento» e ad affrontare «questioni come la dipendenza dai minerali delle terre rare».

 

Articolo in inglese: China Targets America’s Rare Earth Vulnerability

 
 
 

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