Cina, moglie di un avvocato per i diritti umani letteralmente rapita dalla polizia

La moglie di un importante avvocato per i diritti umani è stata rapita – è proprio il caso di dirlo – dalla polizia cinese mentre si recava a un evento presso l’ambasciata americana a Pechino.

Il 17 settembre, l’ambasciata degli Stati Uniti ha commemorato anniversario del Giorno della Costituzione degli Stati Uniti insieme a diversi familiari di avvocati per i diritti umani perseguitati.

Tra loro c’era Wang Qiaoling, moglie dell’avvocato Li Heping, uno tra le centinaia di avvocati e attivisti per i diritti umani che sono stati arrestati dal regime cinese in una repressione a livello nazionale il 9 luglio 2015, spesso definita ‘l’Incidente 7-09’. Li è stato condannato al carcere per «incitamento alla sovversione del potere statale», un’accusa universale che Pechino usa spesso contro i dissidenti. Quando nel maggio 2017 è stato rilasciato, la moglie ha riferito che sembrava emaciato ed era a malapena riconoscibile.
Li era noto per aver difeso dissidenti politici e gruppi vulnerabili in Cina, inclusi i cristiani indipendenti, le vittime di sgomberi forzati e i praticanti della pratica spirituale perseguitata del Falun Gong.

La scomparsa di sua moglie Wang Qiaoling è stata segnalata da Li Wenzu, a sua volta moglie di un altro avvocato per i diritti umani.

Li Wenzu ha raccontato che Wang Qiaoling (moglie dell’avvocato Li Heping) è scomparsa mentre si stava recando all’evento dell’ambasciata, subito dopo essere entrata nella metropolitana; le sue amiche non sono riuscite più a contattarla se non in tarda serata.

Li aveva parlato con la Wang quella mattina, che le aveva accennato di quattro poliziotti in borghese che stavano seguendo il marito. Il giorno prima, infatti, la polizia locale aveva ordinato all’avvocato Li Heping che né lui né la moglie avrebbero dovuto recarsi all’evento dell’ambasciata degli Stati Uniti.

Verso le 22:24 ora locale del 17 settembre, Li Wenzu ha finalmente ricevuto un sms dalla Wang, che le raccontava di essere stata fermata da due poliziotti in borghese mentre camminava verso ovest dalla stazione della metropolitana di Dongfeng Beiqiao alle 17:19 quella sera. I poliziotti hanno cercato di afferrare il suo telefonino. Lei ha lottato e cercato di telefonare a un’amica, ma i due uomini l’hanno inchiodata a terra e le hanno afferrato il cellulare.

Poi, cinque o sei persone sono uscite da tre auto della polizia, l’hanno spinta su una di esse e l’hanno portata in una comunità vicino a casa sua. La polizia l’ha lasciata lì. Tornata a casa, le duolevano braccia e spalle per essere stata trascinata in quel modo.

Anche Xu Yan, moglie di Yu Wensheng, un altro avvocato per i diritti umani arrestato nel 2015, è stata invitata a partecipare all’evento del Giorno della Costituzione. Sui social media ha scritto di sentirsi onorata di aver partecipato e di aver scattato una foto con l’ambasciatore in Cina Terry Branstad e sua moglie. All’evento, la Xu ha esortato Branstad ad aiutare a far liberare e tornare a casa il prima possibile suo marito. L’avvocato Yu è stato condannato a quattro anni di reclusione nel giugno 2020 per «incitamento alla sovversione del potere statale». Non gli è stato permesso di incontrare la sua famiglia o il suo avvocato.

Nel suo post, la Xu ha inoltre espresso la sua gratitudine all’ambasciatore a nome di vari familiari di avvocati, per «averli ascoltati con preoccupazione sul caso dell’avvocato Yu Wensheng e di altri difensori dei diritti umani».

La Xu ha anche rivelato di essere stata fermata da più di una dozzina di persone, comprese le guardie di sicurezza nel suo complesso residenziale, quando l’anno scorso ha cercato di partecipare a un evento dell’ambasciata degli Stati Uniti.

 

Articolo in inglese: Wife of Human Rights Lawyer Detained by Police on the Way to US Embassy Event in Beijing

 
 
 

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