Cina, un piano «epico» per salvare il settore immobiliare. Funzionerà?

Di Alex Wu

Le autorità di vigilanza finanziaria cinesi hanno emesso un piano di 16 punti per salvare il mercato immobiliare cinese in difficoltà.

La misura è vista finora come il più forte sostegno mai concesso al settore in difficoltà, ed include l’espansione dei canali di finanziamento per le imprese immobiliari.

Le misure stabiliscono che i fondi per «l’alloggio garantito» dovrebbero provenire dalle banche politiche; inoltre sono state concesse varie estensioni dei prestiti. A partire dall’11 novembre, i prestiti per lo sviluppo e i prestiti fiduciari con scadenza entro i prossimi sei mesi potranno essere prorogati per un altro anno.

La nuova misura fornisce anche indicazioni sul finanziamento obbligazionario. Per riscattare le obbligazioni, le società immobiliari possono negoziare con gli obbligazionisti per effettuare ragionevoli estensioni, sostituzioni e altri accordi per risolvere in modo proattivo i rischi.

«3 linee rosse»

A causa della politica delle «Tre linee rosse» del leader del Partito Comunista Cinese (Pcc) Xi Jinping negli ultimi anni, il mercato immobiliare cinese è quasi crollato.

Xi ha stabilito le linee guida normative nell’agosto 2020 per limitare il rapporto tra debito e liquidità, capitale proprio e attività nel tentativo di frenare il settore dello sviluppo immobiliare altamente indebitato.

Le società immobiliari come Evergrande hanno continuato a sperimentare una crisi di liquidità, che si è estesa ad altri settori.

Oltre a un gran numero di edifici incompiuti (noti come edifici a «coda marcia») e alle interruzioni dell’offerta di mutui, la crisi del settore immobiliare colpisce direttamente le finanze dei governi locali che fanno affidamento sulla vendita dei terreni come principale fonte di reddito.

Poiché il settore immobiliare rappresenta oltre il 25% del prodotto interno lordo (Pil) della Cina, quando è in crisi, anche il sistema bancario è sotto pressione. Inoltre le misure «Zero-Covid» del regime hanno ulteriormente sottoposto l’economia cinese a un’enorme pressione.

Le misure in 16 punti ora hanno anche allentato due delle tre «linee rosse» di Xi per le banche.

È stata inoltre introdotta una rara «clausola di esenzione», che afferma: «Se il finanziamento corrispondente di nuova emissione non è ben formato e le istituzioni e il personale competenti hanno svolto la dovuta diligenza, possono essere esentati».

Poco, a confronto degli enormi debiti

Tuttavia, secondo i dati pubblici, entro la fine del 2023 saranno necessari almeno 284 miliardi di euro di prestiti nazionali ed esteri nel settore immobiliare cinese, di cui 52 miliardi quest’anno e 70 nel primo trimestre del prossimo anno. Gli analisti cinesi ritengono che la nuova misura di salvataggio potrebbe non essere in grado di alleviare la crisi immobiliare cinese.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, a settembre i prezzi delle case sono scesi più dei ultimi otto anni.

Citigroup stima che la proporzione dei prestiti  delle banche relativi al settore immobiliare in difficoltà, sia salita al 30%. Per evitare di innescare una crisi nel settore immobiliare, le autorità di regolamentazione finanziaria cinesi hanno emesso un avviso per sostenere «lo sviluppo costante e sano del mercato immobiliare», considerato da alcuni analisti come un segnale che il Pcc sta cercando di salvare l’economia malconcia che è stata duramente colpita dalla sua politica «Zero-Covid».

Nonostante le radicali misure di salvataggio, secondo i media il nuovo mercato immobiliare cinese da 2.300 miliardi di euro rimane fragile e le insolvenze sul debito immobiliare sono aumentate.

L’«epico» tentativo non salverà l’economia cinese

Il commentatore di attualità con sede negli Stati Uniti Qin Pen ha dichiarato nella sua intervista per Epoch Times del 15 novembre che questa politica radicale costituisce un «epico» salvataggio immobiliare. Le autorità cinesi possono salvare l’economia cinese solo salvando il settore immobiliare perché le industrie legate al settore immobiliare rappresentano oltre il 25% del Pil cinese; e quando il settore non va bene, le tasse sugli immobili non possono sostituire quelle pagate direttamente al govenro e le entrate governative della vendita di terreni.

Ma secondo Qin «questo ha anche portato a un dilemma ‘politico’. Se gli sforzi di salvataggio sono troppo elevati, si tornerà alla passata economia immobiliare e al modello di debito elevato, il che aumenterà il rischio economico. Se gli sforzi sono troppo pochi, non sarà in grado di cambiare la situazione per cui gli sviluppatori immobiliari continuano a chiudere e il settore immobiliare manca di vitalità.

«Personalmente nutro dei dubbi sull’effetto del salvataggio del mercato da parte del governo cinese. Per coloro che possiedono più proprietà in Cina, questa è una buona opportunità per fare una mossa per venderle».

Per quanto riguarda le prospettive dell’economia cinese, Qin dice che dopo il congresso del partito del Pcc, il primo ministro uscente Li Keqiang (che si occupa di economia) non può fare altro che stabilizzare la situazione generale ed evitare gravi problemi. Pertanto, tra oggi e le riunioni di alto livello del Pcc del prossimo anno a marzo, l’economia cinese potrebbe non vedere un miglioramento significativo.

 

Articolo in inglese: China Rolls Out Unprecedented Plan to Rescue Ailing Property Sector

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