Comandante militare cubano divenuto una spia racconta la rivoluzione cubana

Di Ella Kietlinska e Joshua Philipp

Facendo parte della cerchia ristretta dell’ex leader cubano Fidel Castro, Julio Antonio del Marmol ha avuto accesso a molte informazioni segrete sui piani e le operazioni del regime cubano.

All’inizio della rivoluzione cubana, nel 1959, del Marmol fu presentato a Castro da suo padre, un appassionato patriota che credeva con tutto il cuore nei valori democratici e nell’uguaglianza.

Il padre di Antonio non solo era ideologicamente impegnato nella rivoluzione cubana, sostenendo che sarebbe stata «democratica», ma forniva anche finanziamenti al regime di Castro.

Impressionato dal giovane del Marmol, che all’epoca aveva appena 11 anni, Castro lo nominò comandante in capo delle giovani pattuglie dell’esercito rivoluzionario. Oggi Julio Antonio del Marmol ha raccontato la sua storia a Crossroads, un programma dell’edizione americana di Epoch Times.

Dato che interagiva regolarmente con Castro e Che Guevara, un giorno del Marmol ha assistito a un incontro segreto in cui i rivoluzionari si stavano preparando ad acquisire tutte le industrie e le imprese private cubane, dalle società di comunicazione ed elettriche, fino alle bancarelle per le strade.

Nella riunione Guevara spiegò che il governo doveva prendere il controllo dell’intera economia affinché la rivoluzione potesse mantenere il potere e il controllo: l’unico modo per garantire che le persone facciano ciò che il governo vuole che facciano «è portargli via il pane e il burro».

Il giovane del Marmol si rese quindi conto che la nazionalizzazione pianificata dell’economia cubana avrebbe significato che suo padre, un uomo d’affari, avrebbe perso il lavoro di una vita, così lo avvertì dei piani del regime. Tuttavia suo padre, dedito alla causa della rivoluzione, lo definì un traditore e lo cacciò dalla casa di famiglia.

Demoralizzato, Antonio informò lo zio della situazione. Il quale gli rivelò, con sua grande sorpresa, che lavorava per una rete di intelligence internazionale, che includeva anche la Cia. Fu allora che il giovane decise di unirsi alla rete di spionaggio per cui lavorava lo zio, per diventare una brillante spia e contrastare l’oppressione comunista a Cuba. Al contempo, si mise in una posizione molto pericolosa.

«Sono diventato una fonte di intelligence per l’Occidente, così potente che ho inviato le immagini dei nuovi missili che la Russia aveva portato a Cuba», ha spiegato del Marmol. Si trattò di un risultato tanto incredibile che ci sono voluti mesi alla comunità dell’intelligence per convalidare le informazioni che aveva fornito.

I piani per conquistare gli Stati Uniti senza sparare un solo proiettile

Il rivoluzionario cubano Fidel Castro (a sinistra) accende il suo sigaro mentre il rivoluzionario argentino Che Guevara (1928-1967) lo guarda, all’inizio della loro campagna di guerriglia nelle montagne della Sierra Maestra di Cuba, intorno al 1956. Castro indossa un’uniforme militare, mentre Guevara indossa la tuta da lavoro e un berretto. (Archivio Hulton / Getty Images)

Durante l’intervista, del Marmol ha spiegato che Castro e il suo stretto alleato, Che Guevara, avevano diversi piani finalizzati a sovvertire e prendere il controllo degli Stati Uniti, molti dei quali sono in corso ancora oggi.

Ha spiegato che «gli Stati Uniti rappresentavano per loro un nemico mortale, perché sono una mecca per la democrazia e il mondo capitalista», e che i socialisti credevano che se avessero conquistato l’America, avrebbero controllato il mondo. La loro strategia era quella di penetrare lentamente nelle più potenti agenzie americane, come il Dipartimento di Stato, la Cia e l’Fbi, dato che li consideravano i pilastri della democrazia. Secondo lui, Cuba è stata il più grande sponsor del terrorismo nel mondo: ospita terroristi, produce terrorismo, finanzia ed esporta terrorismo.

Del Marmol ha anche rivelato che i dirottatori che hanno preso parte all’attacco dell’11 settembre erano stati addestrati in una base militare cubana per quasi un anno prima dell’attacco. Poi sono arrivati in Florida passando per il Canada e il Messico, al fine di ricevere ulteriori «addestramenti» e ottenere le licenze di pilota.

L’ex 007 ha spiegato anche che il sostegno finanziario alle operazioni terroristiche sponsorizzate da Cuba viene ora fornito in gran parte dalla Cina, un fatto reso possibile dalla decisione di integrare la Cina comunista nel mercato mondiale, una scelta che del Marmol ha definito un grosso errore.

A marzo, i deputati degli Stati Uniti Bobby L. Rush (D-Ill.), Steve Cohen (D-Tenn.), Barbara Lee (D-Calif.) e Gwen Moore (D-Wis.), a capo di un gruppo di 75 deputati democratici hanno inviato una lettera al presidente Biden esortandolo ad abrogare le sanzioni imposte a Cuba dall’amministrazione Trump e a impegnarsi nuovamente nelle relazioni con Cuba.

Inoltre, la lettera esortava Biden ad abrogare la designazione di Cuba come sponsor statale del terrorismo, ripristinata dall’amministrazione Trump a gennaio.

La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha dichiarato in una conferenza stampa ad aprile che un cambiamento della politica su Cuba «attualmente non è tra le massime priorità di politica estera del Presidente, ma è un problema, ovviamente, su sui resteremo impegnati e concentrati».

Secondo del Marmol, la rimozione della designazione terroristica vorrebbe dire che Cuba è riuscita a prendere gli Stati Uniti senza sparare un solo proiettile, che era il piano di Che Guevara dall’inizio della rivoluzione. Annullare la designazione terroristica e le sanzioni contro Cuba equivarrebbe a liberare tutti i criminali che il precedente sceriffo ha messo in prigione, ha aggiunto l’ex agente segreto.

Secondo un rapporto del Congressional Research Service (pdf), Cuba è stata sulla lista degli sponsor statali del terrorismo dal 1982, ma nel 2015 l’amministrazione Obama ha revocato quella designazione, come parte del suo cambiamento politico nei confronti di Cuba. Il presidente Barack Obama ha certificato davanti al Congresso che il governo cubano «non ha fornito alcun sostegno al terrorismo internazionale durante il precedente periodo di 6 mesi» e «ha fornito garanzie che non sosterrà atti di terrorismo internazionale in futuro».

Ad ogni modo, del Marmol ha spiegato che il piano di Che Guevara per conquistare gli Stati Uniti prevedeva di conquistare prima tutti i Paesi del Sud e Centro America, attraverso la guerriglia, e convertirli al socialismo o al comunismo, per poi infiltrarsi negli Stati Uniti. Nel frattempo, la droga e la pornografia sarebbero state usate per corrompere la gioventù americana.

Fidel Castro controllava la distribuzione della cocaina nel mondo. Gli aerei e le navi del governo cubano sono stati utilizzati per trasportare enormi carichi di cocaina dalla Colombia a Panama, dato che beneficiavano dell’immunità diplomatica. Cuba ha quindi utilizzato i soldi ricavati dal traffico illegale della droga per acquistare armi, comprese quelle di distruzione di massa.

Il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy firma l’ordine per un blocco navale di Cuba, il 24 ottobre 1962, durante la crisi dei missili cubani. (Afp tramite Getty Images)

Del Marmol ha dichiarato che i missili nucleari installati a Cuba dai sovietici nel 1962, che avrebbero dovuto essere rimossi a seguito di un accordo raggiunto tra il presidente John F. Kennedy e l’allora leader sovietico Nikita Krusciov, si trovano ancora a Cuba, con lo scopo di «tenere in ostaggio gli Stati Uniti».

L’accordo vincolava la parte sovietica a rimuovere i missili nucleari da Cuba in cambio dell’impegno degli Stati Uniti a non invadere Cuba. Ma del Marmol sostiene che i missili non sono mai stati rimossi da Cuba: Kennedy ha accettato di non ispezionare la nave sovietica inviata per rimuovere i missili, e i sovietici hanno mentito, caricando sulla nave della spazzatura al posto dei missili, mentre i veri missili sono stati «ricollocati e nascosti nei silos sulla terra ferma».

Al contempo, gli Stati Uniti hanno accettato di rimuovere i propri missili nucleari dalla Turchia in un accordo separato.

Secondo la National Security Archives, un’istituto non governativo indipendente di ricerca e archiviazione, le ultime testate nucleari sovietiche lasciarono Cuba nel dicembre 1962. Tuttavia, la direttrice del National Security Archive, Svetlana Savranskaya, ha scritto che non è chiaro se anche le armi nucleari tattiche, non esplicitamente coperte dall’accordo tra Kennedy e Krusciov, furono rimosse.

I funzionari statunitensi non erano a conoscenza della presenza di armi tattiche nucleari quando l’accordo fu concluso, quindi copriva solo «armi offensive», scrisse Savranskaya per il Wilson Center. Sarebbe stato anche difficile sostenere che le armi nucleari tattiche fossero offensive a causa del loro breve raggio d’azione.

Ad ogni modo, l’isola di Cuba occupa una posizione strategica a sud degli Stati Uniti e si trova a cavallo delle principali rotte marittime per il Golfo del Messico. «Cuba è la chiave del Golfo del Messico, chiunque controlli Cuba controlla tutto il Sud e Centro America americano», ha dichiarato del Marmol.

Quando nel 1971 l’attività di spionaggio di del Marmol venne scoperta, il regime minacciò di uccidere la sua famiglia se non avesse lasciato Cuba entro 72 ore. Durante l’intervista ha ricordato che decise quindi di fuggire da Cuba, camminando attraverso i campi minati e nuotando fino alla base navale degli Stati Uniti a Guantanamo Bay.

 

Articolo in inglese: Cuban Military Commander Turned Spy Reveals Inside Story of Cuban Revolution



 
 
 

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