Dipartimento di Stato Usa: «Molto preoccupati» per la repressione del Falun Gong in Russia

Di Eva Fu

Gli Stati Uniti sono «molto preoccupati» per la recente decisione di un tribunale russo di sopprimere un ramo regionale del gruppo spirituale del Falun Gong, bollandolo come «estremista», ha affermato il Dipartimento di Stato americano il 9 luglio.

Un giorno dopo che un tribunale russo ha confermato il divieto del ramo regionale del Falun Gong di Khakassia, il portavoce del Dipartimento, Ned Price, ha dichiarato che la decisione del tribunale criminalizza ingiustamente la «pacifica pratica e il loro credo. Le autorità russe – continua il portavoce – molestano, multano e imprigionano i praticanti del Falun Gong per atti così semplici come meditare e possedere testi spirituali. Esortiamo quindi il governo russo a porre fine alla sua pratica di designazione ‘estremista’, come un modo per limitare i diritti umani e le libertà fondamentali». Price ha aggiunto che la decisione del tribunale è «un altro esempio delle autorità russe che etichettano i gruppi pacifici come ‘estremisti’, ‘terroristi’ o ‘indesiderabili’ unicamente per stigmatizzare i loro sostenitori, giustificare i soprusi contro di loro e limitare le loro pacifiche attività religiose e civili».

Il portavoce del Dipartimento ha poi fatto anche notare come un tribunale di Mosca il mese scorso si sia mosso per classificare tre gruppi legati al leader dell’opposizione incarcerato – Alexey Navalny – come «estremisti», il che  dimostra ulteriormente «l’applicazione arbitraria ed espansiva di questa etichetta da parte della Russia».

In Cina, dal 1999, la disciplina della meditazione Falun Gong affronta una continua repressione per mano del Partito Comunista Cinese, con diversi praticanti che sono stati incarcerati, costretti a lavoro forzato, torturati fisicamente e mentalmente, e persino sottoposti al prelievo forzato dei loro organi: il tutto solo per aver perseverato nella loro fede.

Praticanti del Falun Gong tengono una manifestazione per commemorare il 21° anniversario della persecuzione del Falun Gong, a Vancouver, Canada, il 19 luglio 2020. (Da Yu/The Epoche)

Nel corso degli anni, più di una ventina di praticanti del Falun Gong sono stati costretti a lasciare la Russia anche se ad alcuni di loro è stato concesso lo status di rifugiato delle Nazioni Unite. Nel 2007, gli ufficiali russi dell’immigrazione hanno caricato con la forza i praticanti del Falun Gong Ma Hui e sua figlia di otto anni su un aereo per rimpatriarli in Cina (nonostante fossero designati come rifugiati). Il luogo in cui si trovano ora è sconosciuto.

In un rapporto intitolato Inventing Extremists del 2018, la Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale ha osservato come la «definizione vaga e problematica di ‘estremismo’» avesse conferito alle autorità russe ampi poteri per perseguitare i credenti religiosi.

Tra il 2011 e il 2017, ci sono stati almeno tre procedimenti giudiziari relativi alla distribuzione o al possesso di materiali relativi al Falun Gong. Nel 2013, i pubblici ministeri avevano emesso un avvertimento a Vladimir Sheremetyev, funzionario locale del Partito Russia Unita, il più grande partito politico del Paese, dopo che aveva utilizzato nelle lezioni di gruppo il libro del Falun Gong Zhuan Falun, bandito nel Paese nel 2011.

Il Parlamento europeo in una risoluzione del 2012 ha censurato la «proibizione impropria» della letteratura del Falun Gong da parte della Russia.

 

Articolo in inglese:US ‘Deeply Concerned’ by Repression of Falun Gong in Russia: State Department

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