Dove sono finiti i cento milioni di meditatori cinesi?

Di Daniel Cameron
Chi è stato in Cina ha probabilmente visto persone che praticavano diverse forme di esercizi di qigong all’aperto, soprattutto nei parchi. All’inizio degli anni ’90, un sistema particolare di esercizi meditativi stava diventando sempre più popolare. Tuttavia, all’improvviso le persone che praticavano questa disciplina sono scomparse.

Centinaia di migliaia di persone, di tutti gli strati della società e di tutte le età, che si riunivano ogni mattina nei parchi pubblici di tutta la Cina comunista per praticare gli esercizi di questo qigong prima di andare al lavoro o a scuola, sono improvvisamente scomparse dopo il fatidico 20 luglio 1999.

Di che esercizi si tratta? Perché le persone erano così attratte da questo particolare sistema di meditazione? E perché tutti questi comuni cittadini rispettosi della legge sono scomparsi?

Praticanti della Falun Dafa fanno esercizi di gruppo nella fabbrica di automobili n. 1 della città di Changchun prima del luglio 1999. ( Minghui )

Le origini del qigong in Cina sono antiche e le persone ne sono spesso attratte per i suoi effetti positivi sulla salute. Il qigong è un sistema di esercizi meditativi cinesi e ne esistono di molti tipi. Tuttavia, a differenza di molte altre, la forma di qigong che era emersa nel 1992 era completamente gratuita e incoraggiava le persone a migliorarsi dall’interno.

Introdotta dal signor Li Hongzhi nel 1992, la Falun Dafa (nota anche come Falun Gong) è diventata un nome familiare negli anni ’90. A livello nazionale, molte persone invitavano i loro amici e familiari a praticare questo sistema di auto-coltivazione della mente e del corpo perché era ritenuto veramente valido: molte persone che hanno provato la Falun Dafa hanno affermato di aver notato un miglioramento mentale e del benessere fisico, nonché di aver sperimentato la guarigione da malattie che i trattamenti occidentali o orientali non riuscivano a curare.

E in molti hanno abbracciato la Falun Dafa, non solo per i suoi esercizi meditativi, ma anche per la sua componente di insegnamento morale, che può essere riassunta in tre parole: «Verità, Compassione e Tolleranza».

Quelli con un brutto carattere raccontano di essere riusciti a migliorare se stessi e diventare più tolleranti. Quelli con relazioni tese con il coniuge o i familiari sono stati in grado di raggiungere un ambiente familiare armonioso. Coloro che erano studenti o lavoratori si concentravano su come essere studenti o lavoratori migliori. Queste persone sono state ispirate a comportarsi secondo gli standard morali più elevati.

Persone praticano il secondo esercizio della Falun Dafa nel nord-est della Cina, nel 1998. ( Minghui )

Appena un anno dopo aver presentato il sistema spirituale al pubblico, il signor Li ha vinto tutti i migliori premi alla Fiera Orientale della Salute del 1993 tenutasi a Pechino, incluso il ‘Premio per il progresso scientifico all’avanguardia’ e il ‘Premio speciale d’oro’, ed è stato insignito il titolo di ‘Maestro di Qigong più popolare’. La Falun Dafa è stata anche riconosciuta come la scuola di ‘Qigong Stella’.

Il giornale ufficiale del Ministero della Pubblica Sicurezza cinese, il People’s Public Security News, aveva elogiato il signor Li per i suoi «contributi nel promuovere le tradizionali virtù anticrimine del popolo cinese, nel salvaguardare l’ordine e la sicurezza sociale e nel promuovere la rettitudine nella società», riporta un articolo del Falun Dafa Information Center.

Il signor Li è stato candidato per quattro volte al Premio Nobel per la Pace ed è stato nominato dal Parlamento Europeo per il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. È anche il destinatario dell’International Religious Freedom Award di Freedom House.

Premi e i riconoscimenti ricevuti dal sig. Li Hongzhi all’Oriental Health Expo del 1993 a Pechino, Cina. ( Minghui)

All’epoca, anche i media statali del Partito Comunista Cinese (Pcc) riferivano delle virtù della Falun Dafa e stimavano che il numero di praticanti nel 1999 fosse di circa 70-100 milioni.

Così, questa disciplina mente-corpo si è diffusa con il passaparola e persino gli alti funzionari del regime cinese la praticavano.

Tuttavia, tutto questo è cambiato quando l’ex leader del Partito Comunista Jiang Zemin ha percepito la popolarità della Falun Dafa come una minaccia al regime totalitario e alle sue ideologie atee marxiste. Jiang ha quindi ordinato alle forze di sicurezza del regime di «sradicare» la pacifica pratica ed è stata messa in atto una campagna di disinformazione senza precedenti che ha coinvolto l’intero apparato mediatico statale cinese, con l’intenzione di rivoltare l’opinione pubblica contro la Falun Dafa.

«Rovinate la loro reputazione, fateli fallire finanziariamente e distruggeteli fisicamente», è stata l’istruzione di Jiang al Ministero della Pubblica Sicurezza e alla polizia.

Praticanti della Falun Dafa al Palazzo Comunale dei Bambini di Wuhan, il 1 maggio 1996. (Minghui)
Pratica di meditazione di gruppo a Guangzhou prima del 1999. (Minghui)

Quando è iniziata questa campagna di persecuzione genocida, il terrore è dilagato in tutta la Cina.

Nessuno osa menzionare le parole «Falun Dafa» o «Verità, Compassione e Tolleranza». Se lo si fa, si rischia l’arresto, la tortura e persino la morte per mano della polizia cinese. L’industria cinese delle telecomunicazioni fortemente censurata, e internet, possono rilevare una qualsiasi di queste parole e la polizia viene inviata immediatamente dopo aver tracciato l’origine dell’utente.

Proprio così, 100 milioni di praticanti che praticavano questi esercizi meditativi nei parchi di tutta la nazione non erano più in grado di farlo.

L’ex leader del Partito Jiang ha anche creato un’organizzazione extralegale nota come «ufficio 610», che sovrintende alla persecuzione e si occupa esclusivamente della stessa. Secondo un rapporto di Freedom House, «Il budget annuale stimato per tutti gli uffici 610 a livello nazionale è di 879 milioni di yuan» (circa 121 milioni di euro).

La polizia arresta un sostenitore del Falun Gong in piazza Tienanmen mentre una folla guarda la scena, Pechino, foto scattata il 1° ottobre del 2000. (Foto AP/Chien-min Chung)
Due agenti di polizia cinesi arrestano un praticante del Falun Gong in Piazza Tiananmen a Pechino, il 10 gennaio 2000. (Chien-Min Chung/AP Photo)
Ricostruzione della tortura di un praticante del Falun Gong colpito e picchiato con bastoni elettrici. (Minghui)

Ancora più sorprendentemente, il Pcc sta usando gli innumerevoli praticanti del Falun Gong che sono illegalmente detenuti nelle carceri come una riserva di organi. Molti praticanti hanno infatti testimoniato che è stato prelevato il loro sangue e che sono stati catalogati.

E un articolo del 21 giugno 2016 di Epoch Times rivela che è stato Jiang a ordinare il prelievo degli organi dei praticanti della Falun Dafa. Questo perché l’anno scorso Bai Shuzhong, l’ex ministro della salute del Dipartimento della logistica generale, in una telefonata con degli investigatori per i diritti umani sotto copertura ha rivelato: «All’epoca era il presidente Jiang. C’è stata un’istruzione per iniziare questa cosa, il trapianto di organi».

L’articolo affermava che, in un periodo di sconvolgimenti interni al Partito, credendo di star parlando con degli investigatori interni, Bai ha rivelato che era stato Jiang ad aver «dato istruzioni […] di vendere reni, fare operazioni». «Dopo che il presidente Jiang ha emesso l’ordine, abbiamo fatto tutti un sacco di lavoro contro il Falun Gong».

Ricostrruzione di un modello di abbinamento di organi per il prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong. (Rapporto Minghui sui diritti umani)

Dopo approfondite indagini, l’ex Segretario di Stato canadese per l’Asia-Pacifico, David Kilgour, aveva confermato: «Arriviamo alla deplorevole conclusione che queste accuse sono vere».

Il giornalista investigativo Ethan Gutmann lo ha etichettato come «una nuova forma di genocidio».

Nel marzo del 2020, dopo un’indagine di 18 mesi, un tribunale popolare indipendente ha sentenziato che i prigionieri di coscienza vengono uccisi in Cina per i loro organi su richiesta, «su ampia scala», e che la principale fonte di organi sono i praticanti della Falun Dafa imprigionati.

La sentenza ha preso atto di prove come tempi di attesa estremamente brevi offerti dagli ospedali e analisi del sangue dei praticanti della Falun Dafa imprigionati e di altre minoranze etniche come gli uiguri: «Una tale disponibilità a breve termine [di organi, ndr] potrebbe verificarsi solo se ci fosse una banca di potenziali donatori vivi che potrebbero essere sacrificati all’ordine», ha affermato la sentenza.

E nel giugno 2021, un gruppo di esperti di diritti umani affiliato alle Nazioni Unite ha dichiarato di essere «estremamente allarmato dalle segnalazioni di presunti prelievi forzati di organi da minoranze, tra cui praticanti del Falun Gong, uiguri, tibetani, musulmani e cristiani, imprigionati in Cina». «Siamo profondamente preoccupati per le segnalazioni di trattamento discriminatorio dei prigionieri o dei detenuti in base alla loro etnia, religione o credo», hanno affermato gli esperti.

Praticanti del Falun Gong prendono parte a una parata in occasione del 22° anniversario dell’inizio della persecuzione del Falun Gong da parte del regime cinese, a Washington il 16 luglio 2021. (Larry Dye/The Epoch Times)

Praticanti del Falun Gong prendono parte a una parata in occasione del 22° anniversario dell’inizio della persecuzione del Falun Gong da parte del regime cinese, a Washington il 16 luglio 2021. (Larry Dye/The Epoch Times)

In occasione del 22° anno dall’inizio della persecuzione in Cina, circa 1.500 praticanti della Falun Dafa si sono riuniti a Washington il 16 luglio per chiedere la fine della decennale persecuzione della pratica spirituale da parte del regime comunista cinese.

Mentre viene continuamente diffusa informazione sul prelievo di organi da vivi sancito dallo Stato del Pcc, le persone di tutto il mondo stanno firmando petizioni e organizzando sit-in pacifici di fronte ai consolati cinesi per chiedere ai loro governi di affrontare il regime cinese, chiedendo anche l’immediato rilascio di tutti i praticanti e di fermare immediatamente la persecuzione della Falun Dafa.

 

Articolo in inglese: Photos: 100 Million People Practiced These Exercises by 1999, but Where Are They Now?

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