Nuovo Dpcm, i colori delle regioni e cosa comportano

Di Marco D'Ippolito

Da venerdì 6 novembre le regioni italiane saranno divise in tre categorie: gialle, arancioni e rosse, a causa dell’ultimo Dpcm del premier Conte, il nono del 2020, che ancora una volta stravolgerà le vite di milioni di italiani e che dovrebbe rimanere in vigore fino al 3 dicembre 2020.

Attualmente Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta sono state classificate come zone rosse (ad alto rischio); Puglia e Sicilia come arancioni (a rischio intermedio); mentre le altre come gialle (rischio moderato). Il tutto per effetto dell’ordinanza siglata nella serata del 4 novembre dal ministro Roberto Speranza.

Infatti, in base al nuovo Dpcm del 3 novembre sarà il ministro della Salute a emanare le ordinanze che sanciscono lo ‘status sanitario’ di ciascuna regione, sulla base di 21 «criteri scientifici predefiniti e oggettivi» attraverso i quali il ministero dovrebbe analizzare i dati provenienti dalle regioni.

Inutile dire che ciascuna fascia di rischio prevede specifiche e crescenti restrizioni delle libertà dei cittadini italiani.

Regioni Gialle

  • Divieto di circolazione (coprifuoco) dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute (autocertificazione).
  • Bar e ristoranti devono chiudere al pubblico alle ore 18, mentre l’asporto rimane consentito fino alle ore 22. Nessuna restrizione per la consegna a domicilio.
  • Chiusura di musei e mostre.
  • Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Mentre rimangono aperti i centri sportivi.
  • Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno.
  • Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.
  • Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.
  • Raccomandazione a non spostarsi se non per motivi di salute, lavoro, studio, situazioni di necessità.
  • Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie.

Regioni arancioni (attualmente Puglia e Sicilia)

Oltre alle restrizioni previste per le zone gialle, nelle regioni arancioni:

  • Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità (autocertificazione).
  • Dovranno rimanere chiusi al pubblico bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto rimane consentito fino alle ore 22. Mentre non ci sono restrizioni per le consegne a domicilio.
  • Si raccomanda di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune.

Regioni rosse (attualmente Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta)

Nelle zone rosse le restrizioni sono praticamente identiche a quelle che gli italiani hanno affrontato durante il lockdown di marzo. Oltre alle restrizioni previste nelle aree arancioni, nelle regioni rosse:

  • È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute (autocertificazione).
  • Sono vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro.
  • Chiusura di tutti i negozi aperti al pubblico, fatta eccezione per supermercati, rivendite di beni alimentari e di necessità. Esentati dalla chiusura obbligatoria edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Mentre devono rimanere chiusi i centri estetici.
  • Rimane consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale.
  • Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni.
  • Sono sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal Coni e Cip. Sospese le attività nei centri sportivi.
 
 
 

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