In arrivo il nuovo Dpcm: tre livelli di restrizioni in base alla situazione regionale

Parola d’ordine ‘Coefficiente di rischio’. L’ultima contromisura al Covid-19 escogitata dal governo italiano consiste in un sistema di misure restrittive strutturato in tre livelli, che dovrebbero scattare automaticamente su scala regionale a seconda del cosiddetto coefficiente di rischio, un dato calcolato per ciascuna regione sulla base di 21 differenti fattori «scientifici e oggettivi». Questo è quanto annunciato il 2 novembre dal premier Giuseppe Conte, che durante la sua informativa alla Camera dei Deputati ha previsto l’entrata in vigore del nuovo Dpcm entro mercoledì.

Il primo livello di sicurezza anti-covid, che diventerà quindi lo standard minimo in tutta Italia, prevede ulteriori restrizioni rispetto al Dpcm del 24 ottobre: i centri commerciali dovranno rimanere chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, chiusura totale per mostre e musei, come anche sale giochi e corner scommesse, rimasti fuori dallo scorso decreto. Inoltre, si prevede la chiusura delle scuole di secondo grado in favore della didattica a distanza, e una riduzione sino al 50 percento della capienza dei mezzi pubblici locali. Ma soprattutto il premier ha annunciato «limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda». Secondo un’indiscrezione rilasciata a Sky Tg24 dal Sottosegretario al ministero del Lavoro Francesca Puglisi, si prevede il «coprifuoco alle 21 per tutto il territorio nazionale».

Non è ancora chiaro quali misure siano previste esattamente nelle cosiddette seconda e terza area di sicurezza, ma Conte ha parlato di una limitazione degli spostamenti da regioni, o verso regioni, che presentano situazioni particolarmente gravi; salvo comprovate esigenze di lavoro, studio o per situazioni di emergenza. Il primo ministro ha anche spiegato che l’inserimento di una regione in una determinata fascia di rischio (e quindi di restrizioni), benché dettato da fattori «scientifici e oggettivi», «avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute».

I 21 parametri che definiscono il ‘Coefficiente di rischio’

Durante la sua informativa alla Camera, il premier ha spiegato che il coefficiente di rischio di ciascuna regione verrà determinato dall’analisi dei dati settimanali sulla base di 21 «criteri scientifici predefiniti, oggettivi, elaborati dall’Iss, dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle regioni e da vari centri universitari di ricerca».

I principali parametri dovrebbero essere: «numero dei casi sintomatici notificati per mese, numero dei casi con storia di ricovero ospedaliero, numero di strutture residenziali socio-sanitarie che riscontrano almeno una criticità settimanale, percentuale dei tamponi positivi, tempo medio tra data di inizio dei sintomi e data di diagnosi, indice di replicabilità, numero dei nuovi focolai di trasmissione; e non ultimo ovviamente per importanza: occupazione dei posti letto in terapia intensiva sulla base dell’effettiva disponibilità».

Le premesse di Giuseppe Conte al nuovo Dpcm

Il premier ha aperto la sua informativa alla Camera sottolineando prima la necessità di preservare la democrazia e le sue istituzioni in questo periodo così difficile, e poi tracciando un quadro drammatico della situazione odierna: «Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico, la pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente, costringendo ciascun Paese ad adottare misure progressivamente più restrittive».

Per poi aggiungere che «il quadro epidemiologico descritto è in via di transizione verso uno scenario di tipo 4 [ovvero il peggiore descritto negli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, ndr], con particolare riferimento ad alcune regioni che già nel breve periodo accusano il rischio di tenuta dei servizi sanitari».

Secondo le indiscrezioni di Repubblica, Calabria, Piemonte e Lombardia potrebbero rientrare sin da subito tra le regioni ad alto rischio, andando quindi ad attivare le ancora imprecisate restrizioni di terzo livello.

Infine, Conte ha chiarito le ragioni specifiche del nuovo Dpcm affermando che oggi è necessario «intervenire in modo più mirato, restringere o allentare le misure su base territoriale in ragione delle variazioni della soglia di criticità. L’effetto sarà quello di intervenire a più riprese e in maniera più graduale, quindi non ci dobbiamo meravigliare del fatto che si possano adottare restrizioni e allentamenti a seconda della soglia di criticità».

 
 
 

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