Duro colpo per Huawei, Telus annuncia partnership con Ericsson e Nokia per il 5G

Di Justina Wheale

Telus ha annunciato la propria partnership con Ericsson e Nokia per lo sviluppo della sua rete 5G, poche ore dopo che anche la Bce Inc aveva annunciato la sua partnership con Ericsson. La notizia infligge un duro colpo alle ambizioni della cinese Huawei di diventare uno dei principali costruttori delle infrastrutture 5G in Canada.

In realtà il governo canadese non ha ancora deciso se consentirà o meno alla compagnia cinese di partecipare all’installazione del 5G nella nazione. L’incertezza deriva anche dalle preoccupazioni sollevate dagli alleati sulla sicurezza delle strumentazioni prodotte in Cina. Di fatto, Washington ha avvertito i propri partner che gli Stati Uniti potrebbero limitare la condivisione di dati sensibili con i Paesi che consentano a Huawei di far parte della loro infrastruttura 5G.

Rogers è stata la prima tra le società di telecomunicazioni canadesi ad annunciare che non utilizzerà Huawei nella sua rete 5G. L’anno scorso, in un’intervista a Bloomberg, il vice presidente di Rogers ha spiegato che Huawei costituirebbe una minaccia troppo grande per il Canada e dovrebbe perciò essere bandita dalla costruzione delle reti 5G del Paese.

Mentre in precedenza, sebbene il governo canadese non avesse dato il via libera alle reti 5G di Huawei, Telus aveva annunciato che avrebbe usato Huawei per la sua rete 5G.

Dal canto suo, la Bce Inc ha annunciato il 2 giugno che sarà Ericsson il suo fornitore di apparecchiature per la rete di accesso radio (radio access network), che è stata una delle principali linee di prodotti Huawei in Canada.

Peraltro un recente sondaggio di Angus Reid ha mostrato che quasi l’80 per cento dei canadesi (circa 10 punti in più rispetto alla fine dell’anno scorso) non vogliono che Huawei partecipi alla costruzione dell’infrastruttura 5G del Paese.

Tre degli alleati canadesi dell’alleanza d’intelligence denominata Five Eyes – Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti – hanno bandito Huawei dalle loro reti wireless di quinta generazione, e il Telegraph ha riferito che entro il 2023 il Regno Unito prevede di ridurre a zero il coinvolgimento di Huawei nel 5G.

L’anno scorso gli Stati Uniti hanno inserito Huawei e 114 società affiliate in una lista nera del commercio, il che impedisce alle aziende statunitensi di fare affari con l’azienda. A maggio hanno persino inasprito le restrizioni, impedendo al gigante cinese di acquistare i semiconduttori cruciali che alimentano i suoi smartphone e le sue apparecchiature per le telecomunicazioni dai produttori di chip globali.

Trattative canadesi

Huawei ha iniziato a espandere le sue attività in Canada alla fine degli anni 2000, usufruendo anche di 22 milioni di dollari (circa 20 milioni di euro) in sovvenzioni dal governo dell’Ontario, oltre a crediti d’imposta del governo federale per le spese di Ricerca e sviluppo in Canada.

Nonostante l’opposizione degli esperti sulla sicurezza, l’azienda investe anche decine di milioni di dollari nella ricerca accademica in Canada. Il The Globe and Mail ha scoperto che in molti casi le ricerche accademiche, parzialmente finanziate dai cittadini canadesi, finiscono per diventare proprietà intellettuale di Huawei. In mezzo alle crescenti pressioni del governo degli Stati Uniti, Huawei ha annunciato alla fine dello scorso anno che avrebbe trasferito il suo intero centro di ricerca dagli Stati Uniti al Canada.

Mary Liu (pseudonimo usato per difendere l’identità della donna, dalle possibili ritorsioni da parte di Huawei e del regime cinese), un ex dipendente di alto livello della filiale Huawei di Toronto, ha dichiarato che l’operazione canadese di Huawei è molto redditizia rispetto a quelle condotte in altri Paesi e che la società ha negoziato un regime fiscale favorevole con il governo.

Liu e altri ex dipendenti hanno spiegato a Epoch Times che il personale di Huawei proveniente dalla Cina, che costituisce circa il 10 per cento del personale della sede di Toronto, ogni sabato mattina è tenuto a partecipare a quelle che vengono chiamate sessioni di studio del Partito Comunista Cinese. Inoltre, tutto il personale, compresi gli espatriati e la gente del posto, deve aderire alla «cultura del lupo» promossa dal fondatore Ren Zhengfei, che attinge dal suo background nell’esercito cinese. Lo scopo è far sì che tutti i dipendenti, nei momenti difficili e durante il perseguimento degli interessi commerciali dell’azienda, assumano l’impavida e sanguinaria natura dei lupi affamati.

 

Articolo in inglese: Telus, Bell Announce Partnership With Huawei Rivals for 5G, Delivering Major Blow to Chinese Telecom Giant

 
 
 

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