Ex assistente Casa Bianca: «documenti di Trump hanno a che fare con il ‘Russiagate’»

Un ex alto funzionario dell’amministrazione Trump ha affermato che l’Fbi potrebbe aver preso documenti relativi all’indagine sulla collusione Russia-Trump durante la perquisizione effettuata nella casa dell’ex presidente in Florida all’inizio di questo mese.

L’ex capo di stato maggiore del Pentagono Kash Patel ha dichiarato che i documenti archiviati a Mar-a-Lago e contrassegnati come classificati erano stati declassificati quando Trump ha lasciato l’incarico nel gennaio 2021. Secondo Patel, i funzionari federali avranno ora difficoltà a dimostrare che quei documenti fossero ancora segreti.

«In sostanza [Trump, ndr] ha detto che queste informazioni devono essere divulgate al pubblico americano», ha riferito Patel al Wall Street Journal in un’intervista pubblicata il 21 agosto. Patel ha però precisato di non sapere esattamente cosa ci fosse nelle scatole che gli agenti dell’Fbi hanno preso dalla casa di Trump.

«Avevano a che fare con il Russiagate. Avevano a che fare con lo scandalo delle e-mail di Hillary. Avevano a che fare con un sacco di altre cose. E [Trump, ndr] ha detto: “Questo era tutto declassificato”», ha affermato, contestando un’affermazione centrale avanzata dal Dipartimento di Giustizia (Doj) secondo cui fosse necessario intraprendere un’azione urgente perché il materiale sensibile era a rischio.

Finora, né il Dipartimento di Giustizia né l’Fbi hanno offerto una spiegazione pubblica sul motivo per cui gli agenti dell’Fbi hanno perquisito la casa dell’ex presidente o su cosa stessero cercando di preciso. Al momento della stesura dell’articolo i funzionari del Doj e dell’Fbi non hanno ancora risposto a una richiesta di commento da parte Epoch Times americano.

Un mandato e una ricevuta di proprietà che sono stati pubblicati più di una settimana fa dal magistrato degli Stati Uniti Bruce Reinhart mostrano che gli agenti hanno sequestrato 11 scatole di presunti documenti classificati, anche se non è chiaro quali siano questi documenti. Il mandato indica che Trump è indagato per possibili violazioni dell’Espionage Act e ostruzione alla giustizia.

Trump e alcuni giornali hanno chiesto il rilascio della dichiarazione giurata del Doj, un documento legale che spiegherebbe il motivo per cui è stato chiesto un mandato di perquisizione. Nel corso di un’udienza della scorsa settimana, Reinhart ha ordinato al Dipartimento di Giustizia di presentare la dichiarazione giurata con eventuali proposte di censura di parte del contenuto, dichiarazione che esaminerà prima di prendere in considerazione il rilascio del documento al pubblico.

Maggiori dettagli

Il 18 agosto Trump ha dichiarato su Truth Social, la sua piattaforma di social media, di aver declassificato una serie di documenti relativi all’indagine dell’Fbi sul Crossfire Hurricane. Allo stesso tempo, Trump e Patel hanno affermato che l’ex presidente aveva un ordine permanente di declassificazione.

«Il presidente è l’autorità di classificazione definitiva, quindi se lo dice o lo scrive, viene declassificato», ha spiegato al Wsj Patel, che conduce anche Kash’s Corner per EpochTV.

Il giorno prima di aver lasciato l’incarico, il 19 gennaio 2021, Trump ha emesso una nota che declassificava dei materiali del Crossfire Hurricane che non erano stati resi pubblici. 

«Ho stabilito che i materiali nel fascicolo [su Crossfire Hurricane, ndr] dovrebbero essere declassificati nella misura massima possibile. In risposta, e come parte dell’iter della revisione della declassificazione, in una lettera di accompagnamento datata 17 gennaio 2021, il Federal Bureau of Investigation ha specificato la sua continua opposizione a qualsiasi ulteriore declassificazione dei materiali nel raccoglitore», ha scritto Trump a gennaio 2021.

L’ex presidente ha anche affermato: «Declassifico i materiali rimanenti nel raccoglitore. Questa è la mia decisione finale nell’ambito della revisione della declassificazione e ho ordinato al procuratore generale di attuare le censure proposte nella presentazione dell’Fbi del 17 gennaio e di restituire alla Casa Bianca una copia opportunamente modificata».

L’indagine sul Crossfire Hurricane è stata avviata a luglio 2016 per indagare sulle accuse di interferenza russa nelle elezioni, e anni dopo il consigliere speciale Robert Mueller ha concluso che l’indagine non ha trovato prove che dimostrino che Trump o la sua campagna si fossero coordinati con Mosca per influenzare le elezioni.

L’indagine sul Crossfire Hurricane si basava, in parte, su una serie di note e promemoria creati dall’ex ufficiale dell’intelligence britannica Christopher Steele, note come il ‘dossier Steele’, raccolti mentre svolgeva ricerche sull’opposizione per conto di una terza parte a sua volta incaricata dalla campagna presidenziale di Hillary Clinton e dei Democratici. Da allora un certo numero di accuse nel suo dossier sono state screditate dall’Fbi e da altri gruppi.

Il senatore Ted Cruz (R-Texas) ha affermato che il raid dell’Fbi nella località di Mar-a-Lago di Trump è stata una «caccia alle informazioni» per il comitato della Camera sugli eventi al Campidoglio del 6 gennaio.

Nelle osservazioni sul suo podcast del 17 agosto, Cruz ha affermato che l’ufficio stava cercando documenti relativi alla violazione del Campidoglio del 6 gennaio 2021. Non ha fornito alcuna prova specifica per la dichiarazione.

«Ciò che è davvero angosciante ora guardando il mandato e ciò che stavano cercando: questa è caccia alle informazioni», ha detto Cruz nel suo podcast Verdict with Ted Cruz.

«Penso che avesse poco o nulla a che fare con i documenti riservati, si trattava del 6 gennaio. Si trattava dell’Fbi e [del Dipartimento di Giustizia, ndr] che volevano inviare una squadra per dire ‘afferriamo ogni pezzo di carta che possiamo trovare e forse otterremo qualcosa di incriminante’», ha aggiunto.

«Non è una novità per le forze dell’ordine cercare di trovare un appiglio».

 

Articolo in inglese: Former White House Aide: Trump’s Declassified Documents Had to Do With ‘Russiagate’

 
 
 

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