Cofondatore Black Lives Matter: «Il nostro obiettivo è far cadere Trump»

Di Tom Ozimek

Il cofondatore di Black Lives Matter Global Network, Patrisse Cullors, venerdì ha dichiarato che il presidente Donald Trump non è adatto alla carica che riveste e che «Il nostro obiettivo è far cadere Trump».

Durante il programma The Lead della Cnn, la Cullors ha detto: «Trump non solo non deve essere in carica a novembre, ma dovrebbe dimettersi ora. Trump deve essere espulso dal suo ufficio. Non è adatto alla carica».

Quando il presentatore ha chiesto all’attivista di descrivere le forze che stanno scuotendo la società americana dopo la tragica morte di George Floyd, la Cullors ha risposto: «Siamo assolutamente in un cambiamento culturale e non sono solo i cuori e gli atteggiamenti a cambiare. Stiamo anche vedendo interi dipartimenti di polizia trasformarsi, mentre i consigli comunali, i supervisori dei corpi di contea, i governatori, il governo nazionale, cercano di avere un dibattito difficile e promettente sulla re-immaginazione della sicurezza pubblica».

Patrisse Cullors partecipa a un evento a West Hollywood, il 13 febbraio 2020. (Tommaso BoddiGetty Images per The West Hollywood EDITION)

La morte di Floyd ha dato nuovo slancio alla riforma della polizia americana, che come ha specificato il procuratore generale William Barr viene rimandata da anni. Tuttavia, Barr ha respinto l’idea che le istituzioni americane siano «sistematicamente razziste».

In un’apparizione del 7 giugno su «Face the Nation», Barr ha dichiarato: «Mi risulta che è dagli anni ’60 che stiamo riformando le nostre istituzioni per assicurarci che siano in sintonia con le nostre leggi […]. Credo ci sia ancora del razzismo negli Stati Uniti, ma non che il sistema delle forze dell’ordine sia sistemicamente razzista».

Il 5 marzo 2020 il procuratore generale William Barr parla di un’iniziativa per prevenire lo sfruttamento sessuale dei minori online, presso il Dipartimento di Giustizia di Washington. (Samira BouaouThe Epoch Times)

Inoltre, Barr ritiene sia «innegabile che si stanno facendo progressi» nella riforma delle istituzioni degli Stati Uniti, aggiungendo: «Abbiamo una generazione di leader della polizia nelle nostre principali città in questo Paese, molti dei quali sono ora afroamericani, che sono fermamente impegnati per una giustizia equa e per un’equa azione della polizia».

Esprimendo comprensione per la sfiducia della comunità afroamericana «data la storia di questo Paese», Barr ha sottolineato che il governo sta aumentando i suoi sforzi per riformare ulteriormente il sistema di applicazione della legge.

Martedì scorso il presidente ha firmato un ordine esecutivo sulla polizia, che comprendeva misure per incentivare una maggiore formazione degli agenti in materia di tecniche di contenimento e ha imposto restrizioni più severe sull’uso dei sistemi di soffocamento come tecnica utilizzata per immobilizzare i sospetti pericolosi.

George Floyd è infatti morto il 25 maggio dopo aver inutilmente implorato un agente di polizia poiché non riusciva a respirare per via della tecnica di soffocamento adottata dall’agente per immobilizzarlo.

I quattro agenti di polizia coinvolti nell’incidente sono stati arrestati e incriminati penalmente, ma questo non è bastato a placare l’ondata di proteste seguite alla morte di Floyd, alcune delle quali sono diventate violente e degenerate in episodi di saccheggi, vandalismo e incendi dolosi.

La degenerazione in rivolte di alcune proteste pacifiche che richiamavano l’attenzione su questioni come la riforma della giustizia penale, ha condotto al sospetto che i gruppi di attivisti abbiano ulteriori motivazioni politiche rispetto al solo abbandono degli atteggiamenti razzisti o a garantire che le minoranze abbiano le stesse opportunità nella società americana.

L’ex direttore dell’antiterrorismo dell’Fbi Terry Turchie ha dichiarato a Sky News Australia che il movimento Black Lives Matter è molto simile a quello del Black Panther Party negli anni ’60, da lui descritto come «organizzazione marxista-maoista-leninista», il cui obiettivo era la «trasformazione totale – due parole molto importanti – la trasformazione totale del governo degli Stati Uniti e dell’America».

In una precedente intervista condivisa sui social media, la Cullors aveva dichiarato che il movimento Black Lives Matter ha in realtà una struttura ideologica, aggiungendo che lei e altri organizzatori sono «marxisti indottrinati».

Parlando delle proteste che stanno travolgendo alcune parti degli Stati Uniti, Terry Turchie ha detto: «Oggi assistiamo alla terza rivoluzione. Hanno tentato la seconda rivoluzione negli anni sessanta e settanta. Oggi però pensano di poterci riuscire».

 

Articolo in inglese: Black Lives Matter Co-Founder Says ‘Our Goal Is to Get Trump Out’

 
 
 

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