Francia proibisce la terminologia ‘inclusiva’ nelle scuole: «Pericolo per il nostro Paese»

Di Jack Phillips

Il governo francese ha recentemente proibito alle scuole di usare alcune terminologie ‘gender-neutral’ o ‘inclusive’, dichiarando che farlo sarebbe distruttivo per la lingua francese e ne ostacolerebbe l’apprendimento.

Alcuni gruppi di sinistra, politici e sindacati degli insegnanti francesi stanno da tempo cercando di modificare il linguaggio per renderlo più ‘femminile’: uno dei modi principali consiste nell’inserimento di un punto mediano alla fine di alcuni nomi, aggettivi o verbi, seguito dalla desinenza femminile. In italiano sarebbe qualcosa di simile a «buongiorno a tutti•e». Secondo loro alcune parole francesi sono troppo maschili e devono essere femminilizzate.

Ma il 13 maggio un vice ministro dell’istruzione, Nathalie Elimas, ha dichiarato che la scrittura «gender-neutral» o «inclusiva» è «un pericolo per il nostro Paese» e «segnerebbe la fine dell’uso del francese nel mondo», secondo quanto riportato da Associated Press. «Rompe le parole, le spezza in due», ha aggiunto. «Con la diffusione della scrittura inclusiva, la lingua inglese – già quasi egemone nel mondo – sconfiggerebbe certamente e forse per sempre la lingua francese».

Il ministro dell’istruzione francese, Jean-Michel Blanquer, ha emesso un decreto per porre fine all’uso dei punti mediani che mirano a evidenziare le desinenze sia maschili che femminili delle parole, affermando che creerebbero confusione per i bambini e gli stranieri che cercano di imparare la lingua.

«La cosiddetta scrittura ‘inclusiva’ dovrebbe essere evitata, in particolare quella che usa punti mediani per indicare simultaneamente le forme femminili e maschili di una parola usata al maschile quando è usata in senso generale», si legge nel decreto, che è stato inviato alle scuole di tutta la Francia questo mese.

«Inoltre, questa scrittura, che comporta la frammentazione delle parole e degli accenti, costituisce un ostacolo alla lettura e alla comprensione della parola scritta. L’impossibilità di trascrivere verbalmente i testi con questo tipo di scrittura ostacola la lettura ad alta voce così come la pronuncia, e di conseguenza l’apprendimento, soprattutto per i più giovani», ha aggiunto il ministero.

Il quotidiano francese Le Journal du Dimanche ha anche riportato che secondo Blanquer, gli studenti che hanno difficoltà di apprendimento vengono confusi dalla punteggiatura intermedia: «Mettere i punti in mezzo alle parole rappresenta una barriera quando si tratta di insegnare la lingua».

Tuttavia, il sindacato degli insegnanti francesi, Sud Education Union, ha dichiarato di non essere d’accordo con il decreto: «Sud Education chiede al ministro di smettere di cercare di imporre la sua arretratezza alla comunità educativa. Sud invita il personale a non tenere conto di queste istruzioni d’altri tempi, e ad esercitare come vogliono, secondo le situazioni professionali, il pieno uso della loro libertà pedagogica».

Ad ogni modo, a inizio anno il presidente francese Emanuel Macron aveva già dichiarato che le «teorie delle scienze sociali interamente importate dagli Stati Uniti», come la ‘cancel culture’ e le idee della sinistra americana sulla razza e il genere, sono una minaccia per la società francese.

«Abbiamo lasciato il dibattito intellettuale ad altri, a quelli al di fuori della Repubblica, ideologizzandolo, a volte piegandoci ad altre tradizioni accademiche», ha dichiarato Macron a febbraio.

 

Articolo in inglese: France Bans Some Gender-Neutral Language in Schools: ‘A Danger to Our Country’ and the ‘French Language’

 
 
 

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