Game Over per il Conte bis, previste per martedì le dimissioni del premier

Di Marco D'Ippolito

Ormai è chiaro che il traballante esecutivo guidato da Giuseppe Conte non sopravviverebbe al voto in Senato sulla relazione Giustizia, previsto tra mercoledì e giovedì. Per questo si prevede che il premier salirà al Quirinale nella giornata di martedì per rassegnare le dimissioni e tentare di ottenere da Mattarella l’incarico per la formazione di un nuovo esecutivo. Questo è quanto apprende da fonti di governo il Corriere della Sera.

In seguito alla risicata fiducia ottenuta in Senato martedì scorso, la maggioranza non è stata in grado di allargare le proprie fila reclutando parlamentari ‘responsabili’ come sperava, perciò si trova costretta a cercare nuove soluzioni se vuole evitare le elezioni anticipate, un’eventualità che il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha definito «un rischio che va in tutti i modi evitato», durante un’intervista rilasciata in mattinata a Radio Immagina.

Nella serata di lunedì è peraltro prontamente arrivato il sostegno ufficiale del M5s all’ipotesi di un nuovo governo, definito come un «passaggio necessario all’allargamento della maggioranza» dai capogruppo parlamentari del Movimento: «Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata».

La crisi di governo è stata aperta ufficialmente dal leader di Italia Viva Matteo Renzi il 13 gennaio, quando i due ministri del suo Partito hanno rassegnato le proprie dimissioni dal governo. Ma l’aria di bufera soffiava già da diverse settimane. Ora il gruppo di 16 parlamentari guidato da Renzi è diventato più importante che mai per scongiurare il rischio di elezioni anticipate, quindi è verosimile che Pd e M5s faranno il possibile per accontentarlo e portarlo a sostenere il nuovo governo. Dal canto suo, il membro di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha assicurato a Repubblica la disponibilità a trovare un accordo: «Nessun veto su Conte, non si mettano veti su di noi».

Nel frattempo, anche Silvio Berlusconi ha aperto un varco. In una nota fresca di giornata, il ‘Cavaliere’ ha dichiarato che sarebbe disposto a sostenere «un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza» oppure bisognerà «restituire la parola agli italiani». Naturalmente quella di formare un governo assieme a Berlusconi è un’ipotesi che Pd e M5s cercheranno di evitare con forza, sia per ragioni di governabilità che di credibilità difronte ai propri elettori.

Dal canto loro, gli altri due leader del centro destra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, si stanno esprimendo in toni molto critici in merito alla crisi di governo attualmente in atto e non sembrano intenzionati a sostenere un cosiddetto ‘governo di salvezza nazionale’. Chiedono piuttosto che si vada alle elezioni anticipate, ma sembra più probabile che Pd, M5s, Italia Viva, LeU e alcuni singoli parlamentari riescano a trovare un accordo per sostenere un nuovo esecutivo e scongiurare questa possibilità, con o senza Giuseppe Conte.

 
 
 

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