I giganti della tecnologia Usa aiutano le aziende di sorveglianza del regime cinese

Di Cathy He

I giganti americani della tecnologia, inclusi Google, Amazon e Microsoft, stanno sostenendo diverse aziende cinesi di sorveglianza messe al bando dagli Stati Uniti per le loro violazioni dei diritti umani; questo è quanto risulta da un nuovo studio.

Top10Vpn, un sito che recensisce le Vpn (Reti virtuali private) e studia questioni legate ai diritti e alla sicurezza nel mondo digitale, ha mostrato infatti come varie aziende tecnologiche statunitensi stiano fornendo «servizi web essenziali» per il funzionamento dei siti internet gestiti da aziende cinesi messe al bando dagli Stati Uniti.

Lo scorso ottobre, il Dipartimento del Commercio americano ha inserito in una lista nera economica 28 aziende di pubblica sicurezza cinesi; tra queste alcune delle più importanti start-up cinesi di intelligenza artificiale e la società di videosorveglianza Hikvision. La ragione della scelta sta nel ruolo da loro svolto nella repressione e sorveglianza dei musulmani uiguri nella regione nord-occidentale dello Xinjiang. Questa misura proibisce alle imprese statunitensi di fare affari con quelle società senza prima aver ottenuto una specifica autorizzazione del Dipartimento.

Si stima che attualmente oltre un milione di uiguri e altre minoranze musulmane siano detenute nei campi di prigionia dello Xinjiang, nell’ambito della cosiddetta lotta del regime contro l’«estremismo». Ma anche fuori dai centri di detenzione, gli abitanti della regione sono pesantemente monitorati dai numerosi posti di blocco e da una fitta rete di telecamere di sorveglianza coordinate dall’Intelligenza artificiale.

Secondo i ricercatori di Top10Vpn, «fornendo servizi web essenziali a queste controverse aziende, le imprese statunitensi stanno svolgendo un ruolo nella proliferazione di prodotti di sorveglianza altamente invasivi che hanno il potenziale per compromettere i diritti umani in tutto il mondo».

Lo studio afferma che Google sta fornendo servizi analitici e per la diffusione dei contenuti a Hikvision, nonché all’azienda di recupero dati Xiamen Meiya Pico Information Co, entrambe presenti sulla lista nera degli Stati Uniti. Mentre Amazon fornirebbe servizi di web hosting a Hikvision e al produttore di apparecchiature di sorveglianza Zhejiang Dahua Technology.

Microsoft, invece, fornirebbe i servizi di email hosting a SenseTime e Megvii, le due principali start-up cinesi nel settore dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, i ricercatori hanno menzionato diverse altre importanti aziende statunitensi che forniscono servizi di hosting, autenticazione o di altra natura, tra cui Digicert, Stackpath, Symantec, Let’s Encrypt, Entrust, e GeoTrust.

Anche Facebook e Twitter sono state identificate come fornitrici di servizi per la diffusione dei contenuti (content delivery network) a Hikvision.

L’edizione americana di Epoch Times ha contattato tutte le aziende statunitensi citate nello studio per un commento, ma non ha ricevuto alcuna risposta in tempo utile.

I ricercatori hanno precisato che sono riusciti a identificare le aziende statunitensi utilizzando una combinazione di strumenti pubblici, analizzando i codici sorgente dei siti web delle aziende nella lista nera, così come il traffico di quei siti.

Infine, lo studio sottolinea che «nonostante gli sforzi dell’amministrazione Trump volti ad allontanare il settore della tecnologia statunitense da quello cinese, la presenza continuativa delle aziende americane, sebbene in modo più discreto, mostra che la cooperazione tra i due [settori, ndt] è rimasta solida».

Proprio questo venerdì, il 22 maggio, il Dipartimento del Commercio statunitense ha aggiunto altre 8 aziende cinesi e un ente governativo alla lista nera commerciale, per via del loro coinvolgimento nella repressione dei musulmani uiguri. Nello stesso giorno il Dipartimento ha anche aggiunto alla lista nera 24 tra aziende e istituzioni governative cinesi per il loro ruolo nello sviluppo di armamenti destinati all’esercito cinese.

 

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Articolo in inglese: US Big Tech Aiding Blacklisted Chinese Surveillance Firms, Report Says

 
 
 

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