Giocatore Nba accusa la Nike: state zitti sul lavoro forzato in Cina, ipocriti

Di Isabel van Brugen

Enes Kanter, star Nba dei Boston Celtics, ha criticato il Partito Comunista Cinese (Pcc) per le sue violazioni dei diritti umani, e la Nike per essere rimasta «in silenzio» davanti alle atrocità commesse dal regime.

Il giocatore ha pubblicato un video su Twitter scrivendo: «Gentile @Nike. Ferma la SCHIAVITÙ dei giorni nostri, ora!!!!!! #HypocriteNike #EndUyghurForcedLabor», per poi pubblicare un altro video sui suoi account social il 25 ottobre.

I commenti di Kanter arrivano dopo che la Nike è stata criticata dal senatore americano Marco Rubio per aver chiuso un occhio sul lavoro forzato in Cina, secondo cui il marchio di abbigliamento sportivo sta rendendo i consumatori americani complici delle politiche repressive di Pechino.

Gruppi per i diritti umani, ricercatori, ex residenti e alcuni parlamentari occidentali, sostengono che le autorità dello Xinjiang hanno facilitato il lavoro forzato detenendo arbitrariamente circa un milione di uiguri e altre minoranze etniche, in una rete di campi nella regione più occidentale della Cina.

«La vostra azienda dice che state avendo un impatto positivo nelle nostre comunità – ha detto Kanter – Ma quando si tratta della Cina, la Nike rimane in silenzio».

Il giocatore di basket, di nazionalità turca, ha criticato la Nike per non aver denunciato le brutalità della polizia in Cina e per non aver parlato dell’oppressione delle minoranze, come gli uiguri, all’interno del Paese. «Avete paura di parlare. Chi fa le vostre scarpe in Cina? Lo sapete anche voi? Ci sono così tante fabbriche di lavoro forzato in Cina. Per esempio, il lavoro forzato degli uiguri. Una schiavitù moderna. E sta succedendo proprio ora in Cina […]. Sapete che quasi l’intero settore dell’abbigliamento e delle calzature è contaminato dal lavoro forzato uiguro? Molti noti marchi globali sono coinvolti. E sì, questo include uno dei più grandi sponsor della Nba, Nike».

«Nike dichiara di non consentire alcun lavoro forzato nelle sue catene di approvvigionamento. Tuttavia, non hanno le prove per dimostrarlo. […] Non dimenticare, ogni volta che ti metti quelle scarpe ai piedi, o ti metti quella maglietta sulla schiena, ci sono molte lacrime e così tanta oppressione e così tanto sangue dietro a tutto ciò».

In mezzo alle recenti critiche per i presunti legami tra l’azienda e le violazioni dei diritti umani condotte dal Pcc, la Bbc ha riportato a giugno che l’amministratore delegato della Nike, John Donahoe, aveva chiarito che Nike è di fatto un «marchio cinese».

Kanter ha continuato: «Nike ama dire ‘Just do it’ [fallo e basta, ndt.]. Bene, cosa stai facendo contro il lavoro forzato che produce le tue scarpe? Quel lavoro da schiavi che ti rende ricco. Al proprietario della Nike, Phil Knight, ho un messaggio per te. Che ne dici se prenoto i biglietti aerei per noi e voliamo insieme in Cina. Possiamo provare a visitare questi campi di lavoro forzato e puoi vedere con i tuoi occhi».

L’edizione americana di Epoch Times ha contattato la Nike per un commento.

La clip rappresenta la terza denuncia di Kanter contro le violazioni dei diritti umani in Cina. Venerdì ha pubblicato un video in cui criticava il trattamento del regime comunista nei confronti degli uiguri, mentre due giorni prima aveva condannato il trattamento del regime nei confronti del Tibet in un video simile.

Il suo primo video ha suscitato ondate di supporto e rabbia da parte degli utenti dei social media. Il fumettista sino-australiano e rifugiato politico Badiucao ha risposto su Twitter  ringraziando Kanter per aver parlato contro le violazioni dei diritti umani del regime cinese in Tibet.

Tuttavia, sulle piattaforme di social media monitorate dal governo cinese come Weibo, ci sono stati molti cattivi commenti, con alcuni cinesi che hanno chiesto il suo licenziamento e altri che lo minacciavano di morte. Simili commenti sono stati pubblicati anche da alcuni utenti sugli account Instagram e Twitter di Kanter. Nondimeno Weibo, una delle più grandi piattaforme di social media cinesi, giovedì mattina ha impedito agli utenti di cercare ‘Kanter’ sulla sua piattaforma.

L’Nba non ha risposto a una richiesta di commento di Epoch Times.

 

Articolo in inglese: NBA Player Accuses Nike of Remaining Silent Over CCP’s Human Rights Record, Forced Labor

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