Gli infermieri si uniscono contro il prelievo forzato di organi del Pcc

Di Kelly Song

Il primo vertice degli infermieri contro il crimine del prelievo forzato di organi si è tenuto online il 1° novembre 2022.

Deborah Collins-Perrica, direttrice degli affari infermieristici presso la Dafoh e conduttrice del Summit degli infermieri, ha dichiarato a Epoch Times: «Attraverso il vertice, miriamo a informare e ispirare gli infermieri e il pubblico. Il problema apparentemente ‘lontano’ del prelievo forzato di organi da parte del regime cinese è molto ‘vicino a casa’ e noi infermieri abbiamo la conoscenza e la responsabilità di resistervi».

Il Summit è stato organizzato congiuntamente dall’Academy of Forensic Nursing (Afn) e da Medici contro il prelievo forzato di organi (Dafoh).

Dafoh è una Ong internazionale fondata da medici che si dedicano a informare il pubblico sul prelievo forzato di organi dal 2006. Afn è un’organizzazione infermieristica professionale la cui missione è promuovere l’assistenza a coloro le cui vite sono state colpite dalla violenza.

«[Afn, ndr] ha collaborato con [Dafoh, ndr] perché condividiamo una visione unitaria per proteggere e promuovere pratiche mediche e infermieristiche etiche in tutto il mondo», ha affermato la presidente dell’Afn Jennifer Johnson, che ha conseguito un dottorato in pratica infermieristica, al Summit degli infermieri. «È fondamentale che tutti gli operatori sanitari siano consapevoli del prelievo forzato di organi».

La co-fondatrice dell’Afn Kathleen Thimsen, professoressa associata di infermieristica presso l’Università del Nevada a Las Vegas e titolare di un dottorato in pratica infermieristica, è stata la moderatrice di un gruppo di dieci esperti di spicco in infermieristica, medicina legale, etica, diritti, diritto e giornalismo.

Il panel comprendeva anche due testimoni dalla Cina, uno dei quali è sopravvissuto a torture disumane in un campo di lavoro cinese e l’altro che ha perso il padre presumibilmente a causa del prelievo forzato di organi.

Un’industria da «miliardi di dollari».

La Collins-Perrica ha fornito un resoconto completo per comprendere il prelievo forzato di organi: una violazione dei diritti umani che consiste nel rimuovere organi da persone viventi senza consenso.

«In Cina, la pratica [del prelievo forzato di organi, ndr] è approvata e sancita dal governo, gestita dalla polizia e con supervisione militare». Collins-Perrica ha affermato che con il turismo degli organi, il commercio cinese di trapianti di organi è diventato «una delle industrie più redditizie del mondo», che genera un miliardo di dollari all’anno per il regime.

Inoltre, la Collins-Perrica ha citato il China Tribunal, un tribunale indipendente con sede a Londra, la cui indagine ha confermato che i praticanti del Falun Gong perseguitati sono stati una fonte primaria di organi: «Sono un’infermiera psichiatrica da 30 anni. Quando si tratta di prelievo forzato di organi, dopo aver sentito parlare di questo, aver incontrato le vittime e aver ascoltato le loro storie, sono diventata un’attivista […] non posso tacere». La Collins-Perrica incoraggia dunque i suoi colleghi a fare il possibile per informare, educare e fermare questo crimine contro l’umanità.

Gli infermieri sono «un perno fondamentale» dell’etica medica

Ethan Gutmann, un giornalista investigativo che ha trascorso anni in giro per il mondo per intervistare i sopravvissuti ai campi di lavoro e alle prigioni cinesi, scrive spesso sulla pratica decennale cinese del prelievo forzato di organi.

Nel suo discorso, Gutmann ha delineato la storia del prelievo di organi da parte del Partito Comunista Cinese (Pcc), che si è esteso agli uiguri nella provincia nordoccidentale dello Xinjiang e forse ad altri gruppi di vittime. Parlando della recente riforma del sistema di trapianti e donazioni del Pcc, che è stata propagandata da alcuni medici occidentali, Gutmann spiega che «include trucchi semantici e dei dati sulle donazioni volontarie che sono basati su un’equazione» (e quindi si presume falsi).

Gutmann ha fatto riferimento a un documento sottoposto a revisione paritaria pubblicato su Bmc Medical Ethics che mostrava che i dati ufficiali delle donazioni di organi in Cina erano basati su un’unica equazione che produce una curva parabolica (in pratica, sembrano falsi).

«Questa è stata ed è una catastrofe dei diritti umani. È stato creato da Pechino», ha detto Gutmann, «ma è stato continuamente favorito da una manciata di chirurghi occidentali che pensavano di poter cavalcare il drago cinese e tornare a casa come se tutto andasse bene».

«L’assistenza infermieristica è chiaramente il cuore della cultura medica occidentale. La sottrazione di organi da dissidenti politici e religiosi viventi va contro ogni aspetto del giuramento [infermieristico, ndr] e di quel codice etico».

«Con la vostra presenza qui, considerando ciò che io e tanti altri ricercatori abbiamo stabilito, considerando l’azione collettiva in qualsiasi forma, diventate un perno fondamentale».

Gutmann ha offerto alcuni suggerimenti su cosa possono fare gli infermieri: «Non dovete inventare nulla di nuovo qui, il precedente è chiaro: abolire tutti i contatti occidentali con l’industria dei trapianti della Cina continentale; nessun chirurgo o infermiere cinese dei trapianti ecc. deve apparire nelle nostre riviste mediche, nelle nostre università, nelle nostre conferenze e nei nostri ospedali; e serve il blocco di tutte le vendite di apparecchiature chirurgiche, sviluppo farmaceutico e test in Cina».

«Problemi importanti in Cina» con l’etica

Arthur Caplan, che ha conseguito un dottorato in storia e filosofia della scienza, è il Mitty Professor of Bioethics e capo fondatore della Division of Medical Ethics presso la Nyu Grossman School of Medicine di New York City. Prima della Nyu, Caplan ha fondato il Center for Bioethics e il Department of Medical Ethics presso l’Università della Pennsylvania. È stato anche co-presidente di un’importante task force delle Nazioni Unite e dell’Unione europea sul traffico di organi.

Caplan ha iniziato il suo discorso definendo i tre pilastri della struttura morale del trapianto di organi, vale a dire la regola del donatore morto, la donazione altruistica e l’equa distribuzione degli organi. «Purtroppo, credo ancora che ci siano problemi importanti» in Cina. «C’è un enorme divario tra il numero di trapianti che la Cina dice di fare ogni anno e ciò che riporta per i dati sulla donazione di organi».

Caplan ha detto che per ottenere gli organi, il regime cinese si rivolge ai suoi prigionieri, che possono essere prigionieri politici o praticanti del Falun Gong, o quelli di un certo gruppo etnico, persone in ogni caso che potrebbero essere «imprigionate inappropriatamente». «Penso che gli infermieri abbiano l’obbligo speciale di essere attenti a ciò che sta accadendo in Cina in questo momento nei trapianti; inoltre, di cercare di fare pressione sul governo affinché migliori e modifichi le pratiche che coinvolgono soprattutto i prigionieri, di cercare di protestare, anche, se delle informazioni sui trapianti provenienti dalla Cina vengono pubblicate su delle riviste, a meno che non sia chiaro quale sia la provvidenza degli organi di cui si parla».

«E non dovremmo raccomandare ai pazienti di andare in Cina per farsi un trapianto».

«Mantenere i pazienti pienamente informati»

Ecoee Rooney, presidente della Louisiana State Nurses Association e presidente del comitato etico dell’Afn, ha parlato delle considerazioni etiche dell’approvvigionamento degli organi.

Rooney, che ha conseguito un dottorato in pratica infermieristica, ha ribadito l’importanza di tenere informati i pazienti.

In qualità di operatori sanitari, «è nostro obbligo aiutare [i nostri pazienti, ndr] perché comprendano i potenziali rischi e benefici di qualsiasi decisione che prendono in relazione all’assistenza sanitaria. Quindi, sulla falsariga di ciò di cui abbiamo parlato oggi, tenere i pazienti pienamente informati sulle realtà che accadono in Cina attualmente per quanto riguarda il trapianto sarebbe sufficiente per fornire un po’ di chiarezza su questa decisione. Certamente, questa è una delle cose che, come infermieri, siamo tenuti a fare: garantire che le persone che serviamo abbiano chiarezza e siano informate sulle decisioni che stanno prendendo».

«Un ottimo metodo per educare gli studenti»

Rose Constantino, che ha conseguito un dottorato e una laurea in giurisprudenza, insegna presso la University of Pittsburgh School of Nursing dal 1971, con una ricca esperienza in questioni etiche e legali nella pratica infermieristica. Ha parlato del traffico internazionale di organi e del prelievo forzato di organi ed esortato la comunità scientifica a respingere le pubblicazioni provenienti da Paesi con pratiche di traffico e prelievo di organi.

Inoltre, la Constantino pensa che il vertice potrebbe essere un buon modo per educare gli studenti. Il seminario di quattro ore è il modo migliore per capire veramente il problema, secondo la Costantino che ha aggiunto che se ci potesse essere un seminario del genere «diretto a tutti gli studenti, sarebbe un gran metodo, per educare gli studenti. Perché nessuno ha davvero sentito o visto quello che abbiamo visto oggi».

Campagna legislativa globale

Theresa Chu, un’avvocato per i diritti umani con sede a Taiwan, ha parlato della Dichiarazione universale sulla lotta e la prevenzione del prelievo forzato di organi (Udcpfoh), del cui comitato direttivo è presidente. L’Udcpfoh è stata lanciata congiuntamente nel 2021 da cinque Ong, tra cui Dafoh negli Stati Uniti e altre in Europa, Taiwan, Corea del Sud e Giappone.

La Dichiarazione Universale esorta il mondo a salvaguardare i diritti inalienabili dell’umanità, a mantenere i più alti valori di giustizia e a porre fine a una delle atrocità più eclatanti di questo secolo: il prelievo forzato di organi da persone viventi senza consenso e a scopo di lucro. «Attualmente stiamo promuovendo una campagna legislativa di lotta e prevenzione del prelievo forzato di organi in Europa, America e Asia per punire severamente e prevenire le atrocità del prelievo forzato di organi attraverso le leggi penali di vari Paesi», ha affermato la Chu, che ha lavorato per difendere le vittime del Falun Gong per 20 anni.

Con questa legislazione, Taiwan ha guidato il mondo nel proteggere i suoi cittadini dal diventare complici del crimine del prelievo forzato di organi. Dal 2015, Taiwan ha reso obbligatorio, per i pazienti che si recano all’estero per il trapianto, l’annotazione del Paese, dell’ospedale e del medico coinvolto, pena l’essere privati ​​della copertura assicurativa per i farmaci anti-rigetto. Taiwan mantiene anche una lista nera di chirurghi della Cina continentale coinvolti nell’espianto di organi, per impedire loro di entrare a Taiwan.

La Chu invita i professionisti infermieristici a firmare la Dichiarazione. «[Afn, ndr] si impegna a sostenere la Dichiarazione universale», ha affermato il presidente dell’Afn Johnson: «Sappiamo che il prelievo forzato di organi è una violazione dei diritti umani e gli elementi in gioco sono la forza, la frode, la coercizione e persino il rapimento».

Debra Holbrook, presidente eletta dell’Afn e direttrice dell’assistenza infermieristica forense presso il Mercy Medical Center di Baltimora, nel Maryland, ha dichiarato: «La pratica del prelievo forzato di organi è una forma di traffico di esseri umani nella sua forma più eclatante, e noi infermieri forensi non lo abbiamo fatto. Ma abbiamo la responsabilità, ma anche l’obbligo, di sostenere tutti gli sforzi per abolire questi atti, indipendentemente da dove vengono compiuti».

La Holbrook vorrebbe invitare l’Afn a creare una «task force di persone (infermieri, medici, esperti di etica) che vogliono davvero affrontare [il prelievo forzato di organi, ndr] nell’arena legale. E uniamo le nostre voci e portiamo tutta l’educazione che [Dafoh, ndr] ha fatto in consapevolezza». «Ci riuniamo forse per scrivere bozze o reclutare alcuni legislatori negli Stati Uniti, e loro ci aiuteranno a lavorare alla stesura di quella legislazione. Quindi mi piacerebbe far parte di quel gruppo», ha affermato, incoraggiando gli spettatori e gli altri ad andare all’Academy of Forensic Nursing (Afn).

Esperienze personali

Due praticanti del Falun Gong dalla Cina hanno parlato delle loro esperienze nei campi di lavoro e nelle prigioni cinesi, comprese le torture e i frequenti esami del sangue e medici contro i praticanti. Il padre di uno dei praticanti è morto in prigione a causa della persecuzione. Ha parlato di come alla sua famiglia non fosse stato permesso di fare un esame completo del corpo di suo padre e di come avessero sospettato che i suoi organi fossero stati prelevati.

Il Falun Gong è una pratica mente-corpo con insegnamenti morali incentrati sui valori di ‘Verità, Compassione e Tolleranza’. La pratica era diventata molto popolare in Cina, con oltre 70 milioni di aderenti nel 1999, secondo i dati ufficiali cinesi. Ma il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha considerato la popolarità del Falun Gong una minaccia e ha lanciato una brutale persecuzione che continua ancora oggi. Milioni di praticanti del Falun Gong sono stati incarcerati. Oltre che essere sottoposti a tortura e lavoro forzato, sono anche diventati involontariamente la «banca dei donatori» che ha alimentato l’industria cinese dei trapianti da miliardi di euro.

Una tabella di marcia

Il vertice si è concluso dopo una sessione di domande e risposte, in cui sono state discusse questioni relative al prelievo forzato di organi: «Il vertice ci ha fornito una tabella di marcia delle azioni che ora possiamo intraprendere, specialmente nei settori dell’istruzione e della legge», ha commentato la Collins-Perrica a Epoch Times. «Questa è la prima volta che infermieri e medici collaborano pubblicamente sulla questione del prelievo forzato di organi. Abbiamo una visione unificata per mettere fine prontamente a questo fenomeno e non vediamo l’ora di lavorare insieme».

Dopo aver partecipato al vertice, un’infermiera della Virginia ha scritto: «Il Summit degli infermieri al Cpfoh [Combattere e prevenire il prelievo forzato di organi, ndr] è stato molto buono, i relatori sono stati fantastici. Vedere i sopravvissuti alla persecuzione in Cina parlare mi ha reso davvero motivata».

Un altro membro del pubblico ha scritto: «Grazie a tutti i relatori per aver portato consapevolezza sui crimini espsosti dalla Foh. Apprezziamo il vostro coraggio e la vostra perseveranza».

 

Articolo in inglese: Nursing Professionals Spotlight CCP’s Forced Organ Harvesting

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