Gli operatori sanitari si oppongono al prelievo di organi da parte del Pcc

Informazioni censurate, il silenzio dei medici e punizioni da parte del Pcc sono tra i motivi per cui gli operatori sanitari di tutto il mondo non sono a conoscenza del losco traffico di organi da parte del regime cinese.

Lo sostiene Géraldine Monti, infermiera da oltre 30 anni in Francia, che è intervenuta in occasione di un incontro di infermieri sulla lotta e la prevenzione del prelievo forzato di organi in Cina. L’evento virtuale, tenutosi il 1° novembre, è stato organizzato da Doctors Against Forced Organ Harvesting (DAFOH) e dall’Academy of Forensic Nursing.

«In Cina, questa pratica è approvata e sostenuta dal governo», ha riferito la direttrice del dipartimento infermieristica di Dafoh, Collins-Perrica «È gestita dalla polizia e con la supervisione dei militari».

Nel 2019, dopo un anno di indagini, il China Tribunal con sede a Londra ha confermato che il prelievo forzato di organi da parte del Pcc ha luogo in Cina da anni su «scala significativa». E secondo quanto ha concluso il tribunale, queste azioni equivalgono a crimini contro l’umanità. La sentenza si è basata su varie testimonianze ed è stato concluso che i praticanti del Falun Gong perseguitati costituiscono la fonte primaria di organi.

Il commercio dei trapianti di organi in Cina è descritto come una delle industrie più redditizie al mondo, che genera per il Pcc un miliardo di dollari l’anno, secondo quanto ha affermato Collins-Perrica.

Poiché i cinesi sono riluttanti a donare gli organi a causa della «sfiducia nel sistema politico e dei tabù culturali», Collins-Perrica ha affermato che il regime cinese ha ampliato la disponibilità di organi per i trapianti prelevando organi da prigionieri di coscienza ancora in vita.

L’operatrice sanitaria ha citato come esempio la persecuzione del Falun Gong, una pratica spirituale che consiste in esercizi di meditazione e insegnamenti morali basati sui principi di ‘Verità, Compassione e Tolleranza’.

Il Falun Gong è diventato estremamente popolare in Cina negli anni ’90, e si stimava che i praticanti fossero 70-100 milioni negli anni ’90.

Considerando la popolarità di questa pratica spirituale come una minaccia al suo potere, il Partito Comunista ha lanciato una persecuzione a livello nazionale nel 1999. Da allora, milioni di aderenti al Falun Gong sono stati rinchiusi in prigioni, campi di lavoro e centri di lavaggio del cervello in tutto il Paese, dove sono stati sottoposti a torture, lavori forzati e persino al prelievo forzato di organi.

«Le vittime sfruttate, abusate e preparate per il prelievo di organi vengono sottoposte a test medici durante la detenzione », ha dichiarato Collins-Perrica. «Questo ha creato un sistema di prelievo di organi in grado di soddisfare la richiesta in pochi giorni».

«Ora un paziente di un altro Paese in attesa di un trapianto di organi salvavita può andare online e trovare annunci di centri di trapianto cinesi», ha proseguito «Può chiamare quegli ospedali e prendere segretamente accordi per un trapianto».

«Questa è la pratica medica più inquietante al mondo».

Mancanza di consapevolezza

L’evento virtuale di lunedì ha costituito «la prima occasione in cui il traffico di esseri umani viene portato pubblicamente alla luce della comunità infermieristica», secondo Collins-Perrica.

Géraldine Monti, della sezione europea della Dafoh in Francia, ha affermato che la maggior parte non comprende la gravità del crimine e l’impatto sul mondo medico.

«Attualmente, nel mondo medico, si parla poco o nulla del prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong ancora in vita. Perché?»

«Innanzitutto, c’è sicuramente una mancanza di informazioni. Trovo che pochissimi medici siano a conoscenza di questi crimini. Nonostante gli articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, i media non ne parlano mai».

In secondo luogo, a volte sentiamo dire: «La Cina è molto lontana!». Gli assistenti sanitari, gli infermieri o i medici potrebbero non sentirsi preoccupati per le vittime, perché «dopotutto… è un problema loro!»

«Dove sono i nostri valori, la nostra etica? Possiamo permettere che per un paziente che è in attesa di trapianto, debba essere ucciso un innocente, per il suo organo? No, penso che questo non sia accettabile».

La terza ragione è il silenzio dei professionisti e delle istituzioni mediche. Nella maggior parte dei Paesi le infermiere seguono spesso i consigli dei medici, le strategie sanitarie nazionali del governo o i consigli di importanti istituzioni mediche, ha affermato Monti.

«In quarto luogo, e più specificamente nel campo dei trapianti, gli operatori sanitari possono avere paura dell’impressione che questi crimini daranno ai pazienti e, di conseguenza, di danneggiare le campagne di donazione degli organi nel loro Paese».

Inoltre, altri potrebbero non essere disposti a discutere del prelievo forzato di organi a causa del loro coinvolgimento nella formazione di professionisti medici cinesi o per altre ragioni economiche o politiche, secondo Monti.

Agire

La neutralità e il silenzio di fronte ai crimini del prelievo forzato di organi, non fanno che incoraggiare il Pcc, ha affermato Monti.

«Se continuiamo a rimanere in silenzio, significa che noi – come professionisti della salute – accettiamo che cittadini cinesi innocenti e sani vengano uccisi per i loro organi».

«Se accettiamo che i cittadini cinesi vengano uccisi per i loro organi, non significa che accettiamo anche di abbassare i nostri valori umani, i nostri valori etici e di violare le nostre leggi? Non è forse questa la distruzione della nostra etica? E i documenti di ricerca cinesi sui trapianti? Possiamo accettare dati ottenuti in modo non etico?»

«Se guardiamo ancora più lontano: possiamo accettare la distruzione dei nostri valori umani e delle nostre società democratiche?»

Monti ha esortato gli infermieri del mondo democratico a opporsi al crimine contro l’umanità del regime cinese.

«Come operatori sanitari dei Paesi democratici, è importante opporsi al Pcc, per difendere i valori della professione infermieristica, dell’etica medica e della libertà».

«Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere per fermare questa pratica, proteggere i pazienti e difendere l’etica della nostra professione».

 

Articolo in inglese: Nursing Community Urged to Stand Against Chinese Regime’s Organ Harvesting Crimes

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