Google può spostare milioni di voti tramite messaggi mirati

Le grandi aziende tecnologiche come Google e Facebook hanno un enorme potere nel cambiare le opinioni delle persone e quindi le preferenze di voto. Come? Attraverso la manipolazione del contenuto delle loro home page che gli utenti vedono sugli schermi dei loro dispositivi. E questo senza che le persone lo sappiano.

Ad affermarlo è il dottor Robert Epstein, uno psicologo ricercatore presso l’American Institute for Behavioral Research and Technology in California. «Ho calcolato mesi fa – spiega Epstein – che, se tutte le società della Silicon Valley, e le due più potenti sono Google e Facebook, spingessero tutte nella stessa direzione, in queste elezioni potrebbero facilmente spostare 15 milioni di voti; questo significa che potrebbero decidere chi sarà il prossimo presidente».

Il professor Epstein ha condotto un ampio progetto di monitoraggio «per determinare cosa stavano mostrando alle persone le grandi aziende tecnologiche nei giorni precedenti le elezioni del 2016, 2018 e ora del 2020». Il team del progetto ha reclutato «un gruppo eterogeneo di 733 elettori volontari registrati, repubblicani, democratici e indipendenti», da «tre Stati molto critici: Arizona, Florida e Carolina del Nord». Questi volontari erano dotati di un software speciale che tracciava la loro attività su Internet, «ad esempio, eseguendo ricerche su Google, Bing e Yahoo».

Il software ha dato al team di progetto la capacità di vedere, con il permesso dei volontari, tutte le attività relative alle elezioni svolte da loro su internet. In pratica, era come vedere i loro schermi.

Lo scopo del monitoraggio era acquisire contenuti temporanei come risultati di ricerca, promemoria sulla home page di Google o Facebook, suggerimenti di ricerca, feed di notizie, sequenze di YouTube. Questo contenuto fugace può avere un impatto sugli utenti quando appare, ma in seguito scompare per sempre senza lasciare traccia.

Epstein ha raccolto e conservato più di mezzo milione di messaggi effimeri sulle home page di Google e Facebook dei suoi volontari sul campo che altrimenti sarebbero andati persi per sempre: «E abbiamo effettivamente trovato prove di pregiudizi e anche ciò che alcune persone potrebbero voler chiamare una pistola fumante. Abbiamo scoperto che durante la settimana del 26 ottobre, molto vicino alle elezioni, solo i nostri volontari di sinistra ricevevano il promemoria del voto sulla home page di Google», ma tra coloro che si sono identificati come conservatori, «nessuno ha visto quel promemoria sulla homepage».

Il 29 ottobre Epstein ha reso pubbliche le sue scoperte.

Lo stesso giorno di notte «a partire dalla mezzanotte del 29 ottobre, pochi giorni prima delle elezioni, tutti i nostri volontari sul campo hanno iniziato a ricevere quel promemoria di voto sulla home page di Google. E questo è continuato fino alla fine del giorno delle elezioni, il 3 novembre».

«Se stai sostenendo un candidato, ovviamente, vuoi mobilitare la base […] per togliere quegli elettori dai loro divani se non hanno ancora votato per posta. In secondo luogo, vuoi scoraggiare dal voto i sostenitori del candidato a cui ti opponi, tenendo quelle persone a casa». Per influenzare le persone che sono ancora indecise, «farai maggior pressione […] per cercare di spingere gli elettori indecisi in una direzione, o l’altra. Normalmente in un’elezione combattuta, quelle persone decidono chi vince».

Negli Stati Uniti la home page di Google viene visualizzata 500 milioni di volte al giorno. Se questo tipo di promemoria è stato utilizzato sistematicamente per un certo periodo, avrà influenzato ben più che solo chi ha votato il giorno delle elezioni: avrà influenzato chi ha inviato per posta i voti, e anche chi si è registrato per votare».

Anche YouTube, che fa parte di Google, può avere un impatto significativo sulle opinioni delle persone suggerendo più video da guardare: «Dei video che le persone guardano su YouTube in tutto il mondo, il 70 [percento, ndr] sono suggeriti dall’algoritmo up next di YouTube».

«Sono di sinistra io stesso, e penso che sia fantastico che stiano promuovendo cause e candidati che piacciono a me e alla mia famiglia. Ma, sai, sono per la democrazia, le elezioni libere e corrette; ho messo il nostro Paese davanti a qualsiasi preferenza personale che potrei avere per un candidato o un partito. E il fatto è che se permettiamo ad aziende come Google di controllare l’esito delle nostre elezioni, allora non abbiamo democrazia, non ci sono elezioni libere ed eque, tutto questo sarebbe illusorio», ha spiegato Epstein.

Dopo aver appreso delle scoperte di Epstein, i senatori americani Ron Johnson, Ted Cruz e Mike Lee hanno scritto una lettera al Ceo di Google, Sundar Pichai, chiedendo chiarimenti.

Pichai ha risposto ai senatori: «Google non modifica alcun prodotto, inclusa la ricerca, per promuovere un particolare punto di vista politico […] Non lo faremo per le prossime elezioni presidenziali del 2020».

«Big Tech rappresenta una grave minaccia alla libertà di parola in America e all’integrità delle nostre elezioni – ha affermato il senatore Cruz in una dichiarazione – Google ha più potere di qualsiasi azienda sulla faccia del pianeta e le scoperte del Dr. Epstein sollevano serie preoccupazioni sull’abuso di questo potere da parte di Google e sulla sua volontà di manipolare la sua piattaforma per aiutare Joe Biden a vincere la presidenza. Google deve fornire risposte sul perché e su come ha manipolato gli utenti per influenzare queste elezioni».

 

Articolo in inglese: Google Has Power to Shift Millions of Votes Through Targeted Messaging: Dr. Robert Epstein

 
 
 

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