Gordon Chang: il sistema bancario cinese è a corto di contanti

Di Hannah Ng

Secondo l’esperto di Cina e autore Gordon Chang, la Cina sta attraversando una crisi del debito sistemica, a causa della mancanza di liquidità.

Nei suoi commenti a Ntd, Chang ha sottolineato che (secondo i media) a 400 mila depositanti, alcune banche nella provincia cinese dell’Henan non hanno permesso di prelevare denaro: «Il Partito [comunista cinese, ndr] in questo momento non ha risposte economiche. Il Paese nel suo insieme è troppo indebitato. E quindi questo è un problema che va avanti».

Chang ha indicato una situazione simile che si è verificata a Shanghai: «A Shanghai hanno severe restrizioni sull’importo dei prelievi. Tecnicamente non è un default, in un certo senso, ma le persone non sono in grado di accedere ai loro soldi. Semplicemente non c’è abbastanza liquidità nel sistema bancario cinese. E questo non è solo in qualche provincia lontana. Quindi questo è in tutto il sistema bancario cinese».

L’esperto ha fatto notare che le proteste hanno avuto luogo davanti alla Banca popolare cinese dell’Henan, che è la banca centrale, invece che presso le banche rurali della regione, dove i fondi erano stati congelati dallo Stato da aprile: «Quindi le persone capiscono che la crisi non è solo di un’istituzione qualsiasi, ma è una crisi che è sistemica».

Chang ha spiegato che la crisi del debito si estende ad altre parti dell’economia. A sostegno di questo ha citato le inadempienze di diverse grandi società immobiliari: «Evergrande ad esempio, aveva qualcosa come 305 miliardi di dollari di obbligazioni. Gli altri grandi promotori immobiliari, anche se non così indebitati […] fondamentalmente non possono comunque ripagare i loro debiti».

Nessuna soluzione

Chang afferma che il Partito Comunista Cinese (Pcc) non ha alcun modo praticabile per gestire i suoi enormi debiti. «Suppongo che potrebbero stampare denaro. Ma la Cina ha già un problema di inflazione. Quindi non sarà una soluzione a lungo termine».

Secondo Chang, il regime sta affrontando da tempo questo problema finanziario. «È stato mascherato, perché il Partito Comunista ha potuto ottenere denaro dall’esterno. È stato mascherato perché hanno contratto debiti. Ma ora stanno finendo le cose che si possono fare».

Pertanto, Chang ritiene che questo potrebbe essere un fattore scatenante per il fallimento del Pcc perché «il Partito Comunista non può trovare le soluzioni che lo salverebbero».

L’esperto ha anche fatto notare la violenza della polizia contro i depositanti nell’Henan, osservando che essa è radicata nell’ideologia del Pcc: «Questo è il tipico manuale del Partito Comunista: intimidire, usare la forza. La linea del Partito è che “questi soldi non sono tuoi, sono i nostri soldi. E faremo quello che vogliamo con essi”. Quindi c’è un’errata percezione fondamentale tra il popolo e il Partito».

 

Articolo in inglese: China’s Banking System Is Short on Cash: Gordon Chang

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