Guerra commerciale Usa-Cina, Putin preferisce stare in disparte

«Quando le tigri combattono nella valle, la scimmia scaltra siede al lato e attende di vedere chi vince». Senza peli sulla lingua e citando la saggezza cinese, Vladimir Putin ha risposto così a un giornalista che gli aveva chiesto se la Russia avrebbe preso posizione nella guerra commerciale tra Usa e Cina. E lo ha detto proprio davanti al leader cinese Xi Jinping, durante il forum economico internazionale di San Pietroburgo il 7 giugno.

Il proverbio proviene da un antico testo cinese sulle strategie di guerra, e significa che un terzo partecipante rimane a guardare mentre due forti avversari combattono. Quando entrambi sono esausti, il terzo ne può approfittare. In pratica, ‘tra i due litiganti il terzo gode’.

Secondo la lettura di Hu Ping, opinionista esperto di Cina e curatore onorario del magazine politico Beijing Spring, il succo del messaggio di Putin è che non è disposto a prendere le parti del regime cinese, nella guerra commerciale.

La visita di Xi

Xi ha fatto visita in Russia dal 5 al 7 giugno, tra le crescenti tensioni commerciali con gli Usa.
Gli osservatori hanno fatto notare che i 20 miliardi di dollari di investimenti annunciati dai Russia e Cina hanno reso evidente come il Dragone abbia cercato di appoggiarsi economicamente alla Russia, proprio mentre i rapporti con il suo più grande partner commerciale, gli Usa, si inaspriscono sempre più.

Scendendo nel dettaglio degli accordi, una compagnia di telecomunicazioni russa ha firmato un contratto con il gigante Huawei, mentre un produttore russo di gas naturale ha accettato di fornire alla Cina gas naturale liquefatto.

Durante il primo giorno, Xi ha definito Putin «il suo migliore amico». Il secondo giorno i due hanno fatto un giro in barca sui canali di San Pietroburgo, che sono la principale via di accesso commerciale in Russia, nonché un importante centro finanziario e industriale.

Gao Feng, portavoce del Ministero del Commercio cinese, in una conferenza stampa del 6 giugno, ha reso noto che i due Paesi ambivano a incrementare il commercio bilaterale, con l’obiettivo di raggiungere, nel prossimo futuro, i «200 miliardi di dollari all’anno».
Il commercio bilaterale ha raggiunto un record di 108 miliardi di dollari nel 2018, il 24,5 per cento in più rispetto al 2017.

La stampa statale cinese ha riportato che i funzionari russi hanno rilasciato dichiarazioni sul «futuro roseo per il commercio e la cooperazione tecnologica tra Russia e Cina», ma non ha menzionato i commenti di Putin alla conferenza economica.

Relazioni Russia-Cina

Secondo l’opinionista Hu, le relazioni tra i due Paesi sono «amichevoli in superficie ma non nella sostanza». La Russia infatti necessita degli investimenti finanziari e del commercio con la Cina, mentre la Cina ha bisogno di accedere alla tecnologia militare russa.

In realtà, la storia tra i due Paesi è tutt’altro che amichevole.

Il Partito Comunista Cinese (Pcc) è stato fondato fondato nel 1921 con l’aiuto dei comunisti russi. Quando il Pcc ha formato per la prima volta il suo governo nel 1949, il leader del Partito Mao Zedong, in segno di apprezzamento verso i russi, ha deciso di aprire il Paese esclusivamente al commercio con l’Unione Sovietica.

Nel 1953, Nikita Khrushchev è diventato il capo dell’Unione Sovietica. Quando Kruscev ha dato inizio alle riforme generali nel 1956, criticando il suo predecessore Joseph Stalin, Mao non l’ha presa per niente bene. Dopo una lunga discussione durata un anno, nel 1957 le relazioni tra il regime del Pcc e l’Unione Sovietica si sono incrinate.

Nel 1968, l’Unione Sovietica ha quindi cercato di occupare il territorio rivendicato dai cinesi in Siberia. Un anno dopo è scoppiato un conflitto armato tra le due parti.

Si deve poi arrivare al 1988, per assistere all’instaurazione di un rapporto di diplomazia tra Mosca e Pechino. Tuttavia, molti cinesi nutrono ancora dei risentimenti nei confronti della Russia dovuti alla disputa territoriale.

Hu ha commentato così a Epoch Times: «Le contraddizioni tra i regimi di Mosca e Pechino, e tra la popolazione russa e cinese, sono grandi, ma il regime del Pcc non permetterà al popolo cinese di andare contro la Russia pubblicamente, perché considera gli Stati Uniti il suo rivale più potente e definitivo».

Il regime cinese vede inoltre gli Usa come un rivale ideologico, per via del loro sistema democratico e capitalista, che si oppone direttamente al comunismo: «Il Pcc non vuole avere alcun problema con la Russia perché la sua ossessione sono gli Stati Uniti. E il Cremlino sa molto bene che Pechino non vuole rompere le relazioni con Mosca».

 

Articolo in inglese: Putin Says He Will Watch as US-China Trade War Unfolds

 
 
 

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