Hong Kong, la governatrice Lam posticipa le elezioni con una mossa senza precedenti

Di Yinyin Liao

Il capo dell’esecutivo di Hong Kong Carrie Lam ha rinviato di un anno le elezioni del 2020 per il Consiglio Legislativo della Regione, con una mossa senza precedenti che è stata attuata grazie alla Legge di Emergenza di Hong Kong.

La Lam ha dichiarato di aver fatto ricorso all’Ordinanza sui regolamenti di emergenza per posticipare il voto, e ha precisato che la misura è sostenuta da Pechino. Secondo la governatrice, sarà il parlamento fantoccio del regime cinese a decidere come colmare il vuoto legislativo causato dal rinvio delle elezioni.

«Le elezioni legislative del 2020 non si terranno a causa del subentro della legge di emergenza», afferma Erick Tsang, segretario per gli affari costituzionali e continentali.

La misura è stata annunciata durante una conferenza stampa governativa nella notte di venerdì. La Lam ha giustificato il posticipo di un anno delle elezioni facendo riferimento all’aumento dei casi di contagio da virus del Pcc. Durante la conferenza, tuttavia, non è stata annunciata la nuova data delle elezioni.

«L’annuncio che devo dare oggi è il più difficile tra tutti quelli dei passati sette mesi», ha esordito la Lam alla conferenza stampa.

La governatrice ha dichiarato che gli assembramenti di milioni di elettori e scrutatori, tra cui anziani vulnerabili, durante il giorno delle votazioni, avrebbero messo a rischio la salute pubblica della città in questo periodo di pandemia. Ha anche espresso la sua preoccupazione per quei presunti residenti permanenti di Hong Kong attualmente bloccati in Cina e all’estero a causa delle restrizioni di viaggio, e ha affermato a tal proposito che sarebbe stato «impossibile» per loro rientrare a Hong Kong per le elezioni.

La giornata di venerdì ha segnato il decimo giorno di fila di incremento (a tre cifre) dei casi di Covid a Hong Kong, con 121 nuovi casi.

L’AsiaWorld-Expo, la consueta sede di scrutinio per le elezioni è ora utilizzata come struttura per l’isolamento. Stesso discorso per l’altra sede, la Kowloon Bay International Trade & Exhibition Centre.

L’annuncio, comunque, rappresenta come minimo un durissimo colpo per i partiti pro-democrazia che ambivano a conquistare la maggioranza alle elezioni legislative. La popolarità dei politici pro-Pechino è infatti crollata dopo l’implementazione della legge sulla sicurezza nazionale.

Inoltre, il rinvio è arrivato dopo la squalifica di molti importanti candidati pro-democratici in corsa alle elezioni del Consiglio Legislativo di Hong Kong. Questi sono stati squalificati in quanto ritenuti non idonei a sostenere la legge di base di Hong Kong o comunque a rispettare il principio di lealtà verso il governo di Hong Kong ora amministrato da Pechino.

Giovedì, il segretario di Stato degli Usa Mike Pompeo aveva caldamente invitato il regime cinese a non posticipare le elezioni.
«Devono procedere come da programma», aveva dichiarato Pompeo in un’intervista via radio. «I residenti di Hong Kong meritano di essere rappresentati dai funzionari che loro stessi scelgono in queste elezioni… se mandano all’aria anche questo, sarà un’altra prova del fatto che il Partito Comunista Cinese ha reso Hong Kong semplicemente un’altra città sotto il regime comunista».

Benedic Rogers, co-fondatore del gruppo per i diritti umani Hong Kong Watch, ha dichiarato che la pandemia è stata utilizzata dalle autorità come scusa per reprimere le libertà: «Prima squalificano i candidati pro-democrazia; dopo rinviano le elezioni. Il Covid-19 qui non c’entra nulla – scrive su Twitter – È il Pcc che ha paura delle urne elettorali».

Annie Boyajian, direttrice del patrocinio alla Freedom House, ha definito preoccupante il rinvio delle elezioni. E ha dichiarato: «Se è vero che la sicurezza pubblica è importante, rinviare dovrebbe essere l’ultima spiaggia, e comunque una misura sostenuta dalla legge e da un ampio consenso tra soggetti politici interessati ed esperti indipendenti. La comunità internazionale è realmente preoccupata del fatto che questo rinvio è in realtà frutto di una manovra politica mirata a smorzare l’entusiasmo degli elettori, e a fornire ulteriore tempo per squalificare o perseguire i pro-democrazia, nonché a reprimere il dissenso».

 

Articolo in inglese: Hong Kong Chief Executive Postpones Election by One Year in Unprecedented Move

 
 
 

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