Huawei, l’Ue prende contromisure ma per gli Usa non è abbastanza

L’Europa ha ignorato la richiesta degli Stati Uniti di escludere il gigante della tecnologia Huawei dalla realizzazione delle nuove reti 5G, ma ha annunciato un nuovo ampio programma di sicurezza per studiare le nuove minacce informatiche.

La Commissione Europea ha richiesto a tutti gli Stati membri di condurre degli studi per identificare le vulnerabilità legate alle reti di telefonia mobile di quinta generazione (5G), mentre in tutto il mondo aumenta la preoccupazione per il ruolo dell’ormai celebre azienda cinese.

Tuttavia, questa mossa avrà un impatto molto minore rispetto al bando totale di Huawei dallo sviluppo delle reti 5G, un’opzione che Washington ha suggerito con insistenza a Bruxelles e a tutti i singoli governi dell’Unione Europea.

Gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei hanno infatti espresso il timore che le attrezzature fornite da Huawei per lo sviluppo delle reti 5G in Occidente possano essere utilizzate dal regime comunista cinese per condurre un massiccio spionaggio informatico.

L’Europa è ancora divisa su questo tema: alcuni Paesi sono caratterizzati da maggiore prudenza e sospetto nei confronti della Cina, mentre altri vedono di buon occhio i forti investimenti che questo Paese può offrire.

Il logo Huawei posizionato sopra lo stand dell’azienda al GSMA Mobile World Congress di Barcellona, Spagna, il 26 febbraio 2019. (David Ramos/Getty Images)

Malta ha già firmato un memorandum d’intesa con Huawei che permetterà al gigante di utilizzare l’isola come banco di prova della rete 5G, mentre l’Ungheria ha siglato un contratto con l’impresa cinese per migliorare le reti telefoniche del Paese.

Le preoccupazioni degli Stati Uniti

Bruxelles ha evitato intenzionalmente di indicare Huawei come principale fonte delle preoccupazioni, per timore che le misure potessero essere interpretate come discriminatorie nei confronti di una singola impresa.

Nelle raccomandazioni inviate ai governi nazionali il 26 marzo, la Commissione Europea non ha nominato l’azienda cinese, ma ha dichiarato che gli Stati membri dovrebbero condurre degli accertamenti per la sicurezza su tutti i possibili fornitori.

Il commissario europeo delegato alla sicurezza, Julian King, ha dichiarato: «Stiamo parlando di infrastrutture digitali critiche per l’Europa. Le decisioni nazionali di un singolo Stato membro hanno ripercussioni sull’intera Unione Europea. Per questo stiamo proponendo di adottare un approccio comune. È urgente andare avanti perché le decisioni devono essere prese ora o comunque entro il prossimo anno, sia per quanto riguarda lo spettro del 5G che per lo sviluppo delle infrastrutture 5G».

La Commissione ha invitato gli Stati membri a completare gli accertamenti sulla sicurezza interna entro giugno, per raggiungere un’intesa a livello europeo entro ottobre e poter così varare una serie di misure cautelari entro fine anno.

Le nuove misure, che dovranno essere stabilite entro ottobre, potrebbero includere l’obbligo per le imprese di una certificazione europea prima di poter operare nel settore delle reti 5G, o l’obbligo per i loro prodotti di essere collaudati approfonditamente in caso di potenziali rischi per la sicurezza.

La decisione della Commissione è arrivata dopo che la Germania aveva annunciato misure simili a inizio marzo, quando ha deciso di non escludere Huawei dalle garre d’appalto, facendo infuriare i funzionari Usa, che in risposta hanno minacciato di interrompere la condivisione di alcune informazioni sensibili con la Germania.
Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che la presenza di Huawei, o di altri fornitori cinesi, nelle reti telefoniche di un Paese, può significare che il regime cinese potrebbe accedere ai dati sensibili, il che sarebbe deleterio per gli Stati Uniti e i suoi alleati.

Pompeo ha dichiarato a Fox News Radio: «Se questo accade in Paesi come Polonia, Germania, o Inghilterra, abbiamo buone ragioni per essere molto preoccupati, non solo per la sicurezza americana e perché ci sono nostre informazioni archiviate, ma anche per quella della loro gente».

Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda sono tra i Paesi che hanno già escluso Huawei dallo sviluppo della rete 5G nazionale.

 

Articolo in inglese: EU’s New 5G Security Plan Doesn’t Ban Huawei Despite US Concerns

 
 
 

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