Huawei potrebbe salvarsi all’interno dei negoziati Usa-Cina. Lo dice Trump

Di Reuters

Il 23 maggio il presidente Donald Trump ha dichiarato che le problematiche con Huawei potrebbero essere risolte nell’ambito dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, ma ha aggiunto che il gigante delle telecomunicazioni cinese è «molto pericoloso».

Washington ha proibito di fatto alle aziende statunitensi di fare affari con Huawei, il principale produttore al mondo di dispositivi per le reti di telecomunicazioni, in nome dei pericoli che essa rappresenta per la sicurezza nazionale: «Basta guardare quello che hanno fatto dal punto di vista della sicurezza, dal punto di vista militare: è molto pericolosa. Se concludessimo un accordo, immagino che Huawei potrebbe essere inclusa in alcune forme o in alcune parti».

Trump ha inoltre previsto che la guerra commerciale con la Cina si concluderà presto, sebbene non siano stati annunciati ulteriori incontri di alto livello tra i due Paesi, dopo l’ultimo giro di negoziati che si è svolto a Washington due settimane fa.

Nella mattinata del 23, il segretario di Stato Mike Pompeo aveva accusato il direttore generale di Huawei, Ren Zhengfei, di aver mentito in merito all’assenza di legami tra l’azienda e il regime cinese, legami che secondo lui rappresentano una concreta minaccia per la sicurezza: «L’azienda è profondamente legata non solo alla Cina ma al Partito Comunista Cinese. Questo legame, l’esistenza di questi legami, pone le informazioni americane che transitano in queste reti a rischio».

La direttrice finanziaria Meng Wanzhou, figlia di Ren, è stata arrestata in Canada a dicembre e rischia di essere estradata negli Stati Uniti con l’accusa di aver cercato di ingannare le banche mondiali in merito alla relazione tra Huawei e un’azienda che operava in Iran.

Ad oggi, diverse grandi imprese di tecnologia in tutto il mondo hanno scelto di seguire l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’azienda. Il gruppo industriale Panasonic Corp ha dichiarato di aver sospeso le forniture di alcuni componenti a Huawei. E il giorno seguente anche Arm, un importantissimo produttore di microchip britannico, ha fatto lo stesso, annichilendo potenzialmente la capacità dell’azienda cinese di realizzare nuovi chip per i propri smartphone.

Quando è stato domandato a Pompeo se ritenesse che altre imprese smetteranno di collaborare con Huawei, Pompeo ha dichiarato, durante un intervista con Cnbc: «Stiamo lavorando dal Dipartimento di Stato per assicurarci che tutti comprendano i rischi».

Container cinesi accanto a una bandiera americana presso il porto di Los Angeles a Long Beach, California, il 14 maggio 2019. (Mark Ralston/AFP/Getty Images)

L’aiuto degli Stati Uniti alle imprese tecnologiche e agli agricoltori

I parlamentari statunitensi hanno deciso il 22 maggio di fornire circa 700 milioni di dollari in sussidi alle compagnie telefoniche statunitensi per ammortizzare i costi derivanti dalla rimozione della strumentazione Huawei dalle proprie reti, e dal divieto di impiegare strumentazioni o servizi forniti da Huawei e dall’azienda di telecomunicazioni cinese Zte nelle nuove reti 5G.

Nel frattempo, il 10 maggio, Trump ha rincarato i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi e ha minacciato di applicare nuovi dazi del 25 percento su ulteriori 300 miliardi di merci importate dalla Cina, spingendo così anche la Cina a imporre nuove tasse sulle importazioni.

Diverse fonti hanno dichiarato che le trattative sono state interrotte dopo che la Cina ha tentato di rimuovere dalla bozza dell’accordo gli impegni volti a varare nuove riforme e nuove politiche in materia di protezione della libertà intellettuale e dei trasferimenti forzosi di tecnologia.

In assenza di una soluzione all’orizzonte, il segretario statunitense all’agricoltura, Sonny Perdue, ha annunciato giovedì l’istituzione di un programma di sussidi dal valore di 16 miliardi di dollari per aiutare gli agricoltori americani danneggiati dal conflitto; parte di questi fondi dovrebbero essere utilizzati per aprire nuovi mercati ai prodotti americani.

Punti critici

Nell’intervista di giovedì 23 maggio, Pompeo ha confermato le informazioni, contenute in un’inchiesta pubblicata dal New York Times il giorno precedente, secondo cui la Cina sta utilizzando la sorveglianza tecnologica per creare un intrusivo apparato di mantenimento dell’ordine pubblico che può essere utilizzato per sopraffare le minoranze, incluso il gruppo etnico degli uiguri.

Una persona informata sulla questione ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno considerando di adottare misure simili a quelle adottate con Huawei anche nei confronti dell’impresa cinese di sorveglianza video Hikvision Digital Technology.

 
 
 

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