I tribunali cinesi continuano a perseguitare i praticanti del Falun Gong per la loro fede

Di Cathy He

Nel 2019 il regime cinese ha condannato 774 persone in quanto praticanti del Falun Gong, una disciplina spirituale che negli ultimi 20 anni è stata brutalmente repressa dal regime comunista.

Il Falun Gong (noto anche come Falun Dafa) è una pratica meditativa che include insegnamenti morali basati sui principi universali di verità, compassione e tolleranza; in Cina la popolarità di questa disciplina era cresciuta molto rapidamente negli anni ‘90, tanto che secondo le stime ufficiali alla fine del decennio il numero dei praticanti era compreso tra i 70 e le 100 milioni di persone. Spaventato dalla sua popolarità, il regime comunista ha deciso nel 1999 di bandire la pratica, ed ha iniziato ad utilizzare il suo mastodontico apparato di sicurezza statale per individuare, arrestare, e detenere i praticanti del Falun Gong.

Da allora, centinaia di migliaia di praticanti sono stati rinchiusi nei campi di lavoro, nelle prigioni e nei centri di lavaggio del cervello. Durante la detenzione molti di loro hanno subito torture disumane, perpetrate dal regime per forzare i praticanti a rinunciare alla propria fede.

Ad oggi, sono oltre 4 mila e 300 le morti confermate da Minghui.org, un sito web che raccoglie informazioni sulla persecuzione del Falun Gong in Cina sin dal 1999. Tuttavia, gli esperti ritengono che il numero effettivo delle vittime sia molto più elevato, poiché rimane molto difficile ottenere informazioni verificate dalla Cina, sopratutto quando si parla di una questione sensibile come il Falun Gong.

La persecuzione del Falun Gong nel 2019

Il 9 gennaio Minghui.org ha pubblicato un rapporto sulla persecuzione del Falun Gong nel 2019, basato sugli atti ufficiali dei tribunali cinesi. Tuttavia, esperti dei diritti umani come Freedom House ritengono che molte migliaia di persone siano detenute nelle cosiddette carceri nere, nei centri di lavaggio del cervello extralegali e nei centri di detenzione preventiva senza una condanna formale.

Il sito ha riferito che nel 2019 sono stati arrestati almeno 6.109 praticanti, che 3.582 persone sono state molestate dalle autorità per la loro fede negli insegnamenti del Falun Gong, e che tra queste 3 mila e 400 sono ancora in carcere.

Recentemente anche un’autorevole commissione del Congresso degli Stati Uniti ha denunciato Pechino per la sua soppressione dei gruppi religiosi nel 2019.

«Gli studiosi e i gruppi internazionali per i diritti umani hanno descritto le persecuzioni religiose avvenute in Cina nell’ultimo anno come le più intense dai tempi della Rivoluzione Culturale», ha dichiarato la Commissione Esecutiva del Congresso sulla Cina in un rapporto annuale sui diritti umani pubblicato l’8 gennaio.

In effetti nell’ultimo anno, i funzionari statunitensi hanno ripetutamente condannato il Partito comunista cinese per le sue diffuse violazioni della libertà religiosa.
«Il partito richiede di essere l’unico Dio riconosciuto», ha dichiarato il segretario di Stato americano Mike Pompeo nel giugno 2018, aggiungendo poi che «in Cina, l’intensa persecuzione del governo nei confronti di molte fedi – tra cui i praticanti del Falun Gong, i cristiani e i buddisti tibetani – è la norma».

I 774 praticanti del Falun Gong condannati nel 2019 appartengono a 28 diverse province, secondo il resoconto di Minghui; mentre le condanne variano da un minimo di quattro mesi a un massimo di 13 anni di detenzione. Inoltre, il rapporto afferma che 271 praticanti sono stati multati dai tribunali, per un totale di 3.490.400 yuan (502.028 dollari). I praticanti condannati dai tribunali provengono da tutti i ceti sociali, compresi contabili, ingegneri, medici, dirigenti, insegnanti e procuratori in pensione.

Tra questi il più giovane è Zheng Feng, 26 anni, professionista dei media della provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, che dovrà scontare 3 anni e mezzo di prigione per aver condiviso informazioni sulla persecuzione del Falun Gong con i suoi compagni di università e attraverso i social media. Il più anziano è Zhang Xinwei, 89 anni, della provincia sudoccidentale del Sichuan, che è stato condannato a tre anni di prigione.

Alcuni sono stati condannati dai tribunali pochi giorni dopo l’arresto. Altri sono stati torturati in custodia e imprigionati nonostante le gravi condizioni di salute, si legge nel rapporto. Per esempio Hu Li, un ingegnere aeronautico di 46 anni, è stato condannato a scontare una pena di due anni, sebbene si trovasse in condizioni critiche dopo sette mesi di sciopero della fame.

Secondo il rapporto, le autorità «hanno violato le procedure giuridiche in ogni fase del processo, dalla produzione di prove e testimonianze fino all’organizzazione di processi segreti e al respingimento di qualsiasi richiesta di appello».

Il rapporto della Commissione Esecutiva del Congresso sulla Cina ha individuato diversi casi di praticanti del Falun Gong, o di avvocati che rappresentano i praticanti, che sono stati incarcerati per aver tentato di esercitare i propri diritti fondamentali. Questi esempi costituiscono parte del database dei prigionieri politici redatto dalla commissione in un portale online che attualmente contiene 1.598 casi.

Jiang Wei, una praticante della provincia di Liaoning, sta attualmente scontando una pena di 12 anni nel carcere femminile di Liaoning. In carcere, Jiang avrebbe subito abusi verbali, percosse e 15 giorni di isolamento. Durante l’isolamento, è stata tenuta in una cella troppo piccola per potersi sdraiare. Ed è stata costretta a mangiare e a defecare nella cella, che era infestata da mosche e zanzare.

Un altro caso esemplare è quello di Bian Lichao, un professore delle scuole medie della provincia settentrionale dell’Hebei, che sta attualmente scontando una pena di 12 anni. Nel 2014 le autorità hanno arrestato sua moglie, sua figlia e un altro suo parente perché la figlia aveva tentato ripetutamente di fargli visita in prigione.

 

Articolo in inglese: China’s Courts Continue to Punish Falun Gong Adherents for Their Faith

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