Il Falun Gong vince un’altra causa ad Hong Kong

Di Gigi Lin Harry McKenny

Respinto l’appello del Dipartimento di giustizia di Hong Kong (Doj) contro la decisione di un tribunale di grado inferiore di assolvere una donna per aver tenuto uno striscione.

Dong Ming, una praticante del Falun Gong di Hong Kong, il 28 maggio 2021 stava esponendo un carrello con appeso uno striscione che recitava «La Falun Dafa è buona, Verità-Compassione-Tolleranza sono buone» nei pressi del capolinea degli autobus di Tung Chung. Circa due ore dopo, quando lei e la sua amica praticante del Falun Gong stavano impacchettando le loro cose per andarsene, i funzionari del Dipartimento dell’igiene alimentare e ambientale (Fehd) hanno confiscato i loro oggetti.

Dong è stata successivamente multata per «affissione di manifesti su suolo privato senza autorizzazione». La donna ha negato l’accusa scegliendo di difendersi in tribunale, ed è stata assolta il 22 giugno 2022.

Il Dipartimento di Giustizia si è però rifiutato di accettare la sentenza e ha chiesto un appello. Il 29 dicembre scorso, il magistrato di prima istanza Jason Wan Siu-ming l’ha esaminata presso la Corte dei magistrati del distretto orientale. Citando un caso precedente, l’accusa ha sostenuto che non era necessario che vi fosse un’azione ripetuta per dimostrare «permanenza e regolarità abituale» e che l’esposizione dello striscione da parte dell’imputata per due ore e nove minuti costituisse una prova sufficiente.

Wan ha detto che il precedente caso della corte superiore non menzionava quanto tempo dovesse essere dimostrato per soddisfare la definizione dell’accusa, ma a suo avviso due ore non erano sufficienti: «Se due ore è ciò che è necessario nella disposizione, allora quando ci vogliono due ore per partecipare al corteo che parte da Victoria Park, non verrebbero arrestati tutti?», ha affermato.

«Se ci sono slogan sui miei vestiti, violerò la regola anche solo aspettando qualcuno al capolinea dell’autobus per due ore?» ha continuato.

Ha inoltre sottolineato che «l’intento legislativo dell’articolo 104 dell’ordinanza sulla salute pubblica e i servizi municipali è quello di regolamentare i manifesti stradali, non di far pagare dei manifestanti [umani, ndr]. L’interpretazione dell’articolo 104A deve trovare un equilibrio tra il mantenimento dell’aspetto urbano della città e la libertà di parola».

Dopo aver ascoltato le argomentazioni di entrambe le parti, Wan ha deciso che avrebbe letto in dettaglio la sentenza della corte superiore sul caso precedente e ha rinviato la sentenza al 12 gennaio.

Rispondendo alle argomentazioni dell’accusa, Dong ha dichiarato: «È raro che io esca e esponga [lo striscione, ndr]». Dong ha insistito sul fatto che la corte dovrebbe considerare anche il motivo per cui ha esposto lo striscione in pubblico, ovvero il fatto che il Partito Comunista Cinese continua a perseguitare brutalmente i praticanti del Falun Gong, e che a molti di loro sono stati sottratti gli organi mentre erano ancora in vita.

«Stiamo solo chiedendo aiuto», ha aggiunto. «Il Falun Gong è legale in molti Paesi del mondo. Stiamo solo facendo sentire la nostra protesta. Stiamo chiedendo aiuto. Quando i persecutori non vengono giudicati colpevoli, ma chi chiede aiuto lo è, che razza di legge è?», ha sottolineato. Inoltre, mentre la pandemia Covid-19 sta devastando la Cina, Dong spera di incoraggiare e confortare le persone con la sua fede, dicendo loro di ricordare che «La Falun Dafa è buona e che Verità, Compassione e Tolleranza sono buone», perché secondo lei, questo aiuterà le persone a ottenere pace e salute.

Dopo l’annuncio del verdetto di assoluzione, Dong ha chiesto in tribunale la restituzione degli oggetti personali confiscati. Fung Nat-tin, l’avvocato che rappresentava l’accusa, ha detto che il Dipartimento dell’igiene alimentare e ambientale (Fehd) prenderà in considerazione la data di restituzione dopo che tutti gli altri casi relativi al Falun Gong saranno conclusi.

Riguardo al rigetto da parte del tribunale della richiesta di appello, Dong ha dichiarato fuori dal tribunale di ritenere che la decisione del giudice dimostri che la giustizia ha prevalso: «Ovviamente non siamo mai stati colpevoli. Sono felice per la sentenza, grazie mille!», ha dichiarato.

La Fehd confisca il materiale dei praticanti del Falun Gong

Da quando il Pcc ha iniziato a perseguitare il Falun Gong nel 1999, i praticanti di Hong Kong hanno protestato pacificamente in vari modi, cercando di dire alla gente la verità sul Falun Gong. Striscioni e cartelli dei praticanti del Falun Gong si vedono infatti spesso nel centro e nei luoghi panoramici della città.

Nel 2013, l’ex capo dell’esecutivo Leung Chun-ying ha ordinato al Fehd di confiscare molti striscioni e cartelli dei praticanti del Falun Gong.

Nello stesso anno, due praticanti del Falun Gong hanno presentato un ricorso giudiziario. Nel 2018, il Tribunale di primo grado dell’Alta Corte ha stabilito che la sezione 104A dell’Ordinanza sulla salute pubblica e i servizi municipali «che proibisce l’esposizione di manifesti senza permesso» dava al Fehd troppa discrezionalità e andava contro il principio che le restrizioni alle libertà civili devono essere «prescritte dalla legge». Il tribunale si è schierato dalla parte dei praticanti del Falun Gong.

Tuttavia, il governo ha vinto il successivo appello e i due praticanti del Falun Gong hanno chiesto il permesso di appellarsi alla Corte d’appello finale, ma il 13 maggio dello scorso anno, quest’ultima ha annunciato che non avrebbe accettato il caso.

La sentenza della Corte d’appello finale ha confermato la decisione della Corte d’appello dell’Alta Corte, stabilendo che anche gli oggetti esposti durante le manifestazioni sono regolamentati dall’ordinanza 104A, ma solo quando si può dimostrare «un certo grado di permanenza e regolarità abituale».

Il 27 e 28 maggio 2021, il Fehd, il Dipartimento del Territorio e la polizia hanno agito congiuntamente per confiscare gli oggetti dei praticanti del Falun Gong in molti luoghi di Hong Kong. Secondo le statistiche incomplete di Epoch Times, almeno sette praticanti del Falun Gong sono stati multati dopo l’operazione. Questo è stato il primo caso ad andare a processo.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una pratica spirituale cinese che consiste in esercizi di meditazione semplici e lenti e in insegnamenti basati sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. La sua popolarità è cresciuta negli anni ’90, con 70-100 milioni di aderenti in Cina alla fine del decennio, secondo le stime dell’epoca.

Sentendosi minacciato dalla sua popolarità, il Pcc e il suo leader di allora, Jiang Zemin, hanno lanciato una campagna di eliminazione sistematica nel luglio 1999. Il Pcc ha diffuso disinformazione e persino inscenato degli eventi per incastrare dei praticanti del Falun Gong, come l’incidente sull’autoimmolazione di Piazza Tiananmen; inoltre il regime ha molestato, imprigionato illegalmente, sottoposto a lavori forzati, torturato i praticanti del Falun Gong e prelevato forzatamente gli organi da molti di loro mentre erano ancora in vita, attirando la condanna della comunità internazionale.

Nel luglio 2006, David Kilgour, ex direttore del Dipartimento canadese per l’Asia e il Pacifico, e David Matas, avvocato internazionale per i diritti umani, hanno pubblicato una relazione investigativa sul prelievo di organi da parte del Pcc. Questa relazione è stata citata dalle Nazioni Unite e da numerosi rapporti sui diritti umani di molti Paesi. Nel giugno 2021, 12 esperti indipendenti in materia di diritti umani delle Nazioni Unite hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si dichiaravano estremamente scioccati dalle credibili accuse di prelievo di organi da parte del Pcc nei confronti di credenti religiosi come i praticanti del Falun Gong e delle minoranze etniche.

 

Articolo in inglese: Hong Kong Falun Gong Wins Case for Banner Fine, Court Refuses DOJ’s Appeal to Review

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