Il rapporto dell’Oms è di parte?

Il rapporto pubblicato dall’Oms il 30 marzo ha lasciato irrisolta la questione di come il virus del Pcc (Partito Comunista Cinese) che causa la malattia Covid-19, si sia diffuso tra la popolazione, ma ha invece insistito che l’ipotesi della fuga da un laboratorio fosse estremamente improbabile.

Il tanto atteso rapporto è stato redatto da un team di esperti cinesi e stranieri, sulla base dei risultati di una missione di due settimane dall’inizio di febbraio a Wuhan.

Il rapporto ha rilevato che lo scenario di probabilità maggiore – «da probabile a molto probabile» – sia che il virus sarebbe stato trasmesso all’uomo da un altro animale infettato dai pipistrelli. La possibilità che si sia trasmesso direttamente dai pipistrelli all’uomo, invece, è stata valutata «da possibile a probabile».

Inoltre, un’altra possibile fonte del virus, ovvero i prodotti alimentari surgelati, è stata considerata possibile ma non probabile.

Il regime cinese aveva infatti iniziato a diffondere affermazioni infondate secondo cui l’epidemia iniziale a Wuhan potesse essere nata da cibo congelato importato nel giugno dello scorso anno.

«Al momento non ci sono prove che le persone possano prendere il Covid-19 da alimenti o imballaggi alimentari», riporta invece l’Oms sul suo sito web.

Uno degli investigatori del team, intanto, ha affermato che la Cina ha rifiutato di fornire dati grezzi sui primi casi di COVID-19, complicando gli sforzi per capire come è iniziata la pandemia globale.

Martedì il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato: «Nelle mie discussioni con il team, ho appreso delle loro difficoltà incontrate nell’accesso ai dati grezzi. Mi aspetto che i futuri studi collaborativi includano una condivisione dei dati più tempestiva e completa».

Ghebreyesus ha anche chiesto ulteriori studi per basarsi sui risultati del rapporto, affermando che «tutte le ipotesi rimangono sul tavolo»: «Non abbiamo ancora trovato la fonte del virus, e dobbiamo continuare a seguire la scienza e non lasciare nulla di intentato».

Critiche

Da quando lunedì i risultati del rapporto sono trapelati, sono stati pesantemente criticati e definiti di parte, da diversi legislatori statunitensi, tra cui Michael McCaul (R-Texas), il capo repubblicano della commissione per gli affari esteri della Camera: «L’Oms non avrebbe mai dovuto permettere al Partito Comunista Cinese di mettere una mano così pesante nella stesura di questo rapporto. Un rapporto censurato dal Pcc è peggio di qualunque rapporto, perché consente al Pcc di continuare a diffondere disinformazione sul virus e nascondere il ruolo che hanno svolto nel consentirne la diffusione», accusa McCaul.

Steve Scalise (R-La.), invece, ha scritto su Twitter che il rapporto è uno scherzo, poiché l’Oms «copre la Cina», e che non è stata una sorpresa che il rapporto dell’Oms «escludesse la fuga dal laboratorio di Wuhan».

Il laboratorio in questione, ovvero l’Istituto di virologia di Wuhan, è stato a lungo ipotizzato come fonte della pandemia nello scenario di una fuga accidentale. I ricercatori del laboratorio, infatti, stavano conducendo ricerche approfondite sui virus mortali dei pipistrelli.

Una scheda informativa rilasciata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti alla fine di gennaio ha affermato che il Dipartimento «aveva motivo di credere» che nell’autunno del 2019 diversi ricercatori dell’istituto si sono ammalati con sintomi compatibili sia con Covid-19 che con malattie stagionali comuni. Un ricercatore senior presso l’istituto aveva annunciato, invece, che nel luglio 2020 ci siano state «zero infezioni» tra il personale da laboratorio e gli studenti.

Il rapporto dell’Oms ha anche affermato che non è certo quale sia stato il ruolo che il mercato del pesce di Huanan situato a Wuhan, (che Pechino sostiene sia stato il punto zero per l’epidemia) nel contribuire alla diffusione del virus.

Jamie Metzl, un senior fellow del Consiglio Atlantico che è anche un consigliere dell’Oms, ha detto a Fox News che i risultati del rapporto sarebbero stati il ​​risultato di un «compromesso» tra gli scienziati stranieri e il regime cinese.

Metzl ha contestato il rigetto nel rapporto della teoria della fuga del virus dal laboratorio, sottolineando che «ci sono molte prove che suggeriscono […] che questa è una possibilità molto, molto reale».

A sollevare ulteriori integrativi e controversie sul rapporto dell’Oms, è stato anche scoperto che alcuni dei membri del team che si sono recati a Wuhan all’inizio di quest’anno hanno rapporti con il Pcc, cosa che ha sollevato il problema del conflitto di interessi.

 

Articolo in inglese: Critics Challenge WHO Virus Origins Report, Saying It Lacks Independence

 
 
 

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