Il viaggio di uno chef prodigio, dalla prigionia in Cina alla libertà a New York

Vincere il primo premio in una competizione culinaria è un momento di grande soddisfazione per qualsiasi chef. Ma dietro il momento di gloria di un cuoco cinese che vive a New York, vi è il riflesso di un passato movimentato: dall’aver abbandonato la scuola, al raggiungimento del successo nel suo mestiere, all’arresto illegittimo per via della sua fede, alla fuga dal Paese natìo.

A vederlo al lavoro, Luo Zizhao non sembra diverso dagli altri chef, mentre prepara con cura un piatto delizioso nel suo raffinato locale di New York. Ma andando oltre le apparenze, si può vedere la strada da lui percorsa: un cammino arduo per riconquistare la sua libertà e arrivare dove si trova ora.

Nato nella provincia del Guangdong, nel sud-est della Cina, Luo ha lasciato gli studi mentre frequentava la scuola media, per dedicarsi alla sua passione: la cucina. Grazie alla sua volontà e al suo impegno è arrivato ben presto a ricoprire il ruolo di chef: «Mi hanno promosso velocemente», ha raccontato in un’intervista al programma Legends Unfolding, aggiungendo che il suo insegnante gli ha dato modo di trasferirsi a Pechino, dove è diventato chef-capo a 19 anni.

Ha poi incontrato la sua futura moglie, Wang Jing, che faceva la cameriera nel primo locale dove Luo ha trovato lavoro. Per il loro secondo appuntamento hanno deciso di provare il Kentucky Fried Chicken di Pechino, appena aperto. Luo si è reso conto che Wang Jing sarebbe stata una moglie ideale per lui quando l’ha vista mangiare il pollo con attenzione, senza sprecarne nemmeno un po’.

Luo Zizhao assieme a Wang Jing (Screenshot | Legends Unfolding – 傳奇時代)

Per poter imparare la cucina cantonese, Luo ha deciso di lavorare come semplice aiuto cuoco in un altro ristorante. Il proprietario, che lo teneva in alta considerazione, ha deciso di assegnargli un compito importante: assumere un gruppo di collaboratori per l’azienda. Da allora la sua carriera è decollata. In seguito ha ricoperto il ruolo di executive chef presso l’Hotel Kunlun, un cinque stelle a Pechino. Si è sposato con Wang e dopo tre anni dopo è arrivato il loro primo figlio.

Punto di svolta

Tutto sembrava andare bene, fino a quando Luo e Wang hanno iniziato a litigare a causa delle tante donne che lui aveva intorno a sé. La tempesta si è placata quando lei ha iniziato a praticare una disciplina spirituale chiamata Falun Gong. Anche Luo si è quindi interessato al Falun Gong e ha iniziato a praticarlo.

Secondo il sito web della disciplina, il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è un’antica pratica di coltivazione della mente e del corpo, basata sui principi di ‘Verità, Compassione e Tolleranza’.

Dopo aver praticato il Falun Gong, Luo ha iniziato a lavorare per migliorare sé stesso. Ha smesso di accettare bustarelle sul posto di lavoro e ha messo fine ai rapporti con le sue amanti: «Avevo capito che non avrei dovuto vivere in quel modo». La coppia era di nuovo armonia, ma, purtroppo, un’altra tempesta era all’orizzonte.

Con la rapida diffusione della pratica spirituale negli anni ’90, il Partito Comunista Cinese (PCC) considerava il Falun Gong come una minaccia ideologica al suo governo autoritario. L’allora leader del partito, Jiang Zemin, ha ordinato la messa in atto di una brutale campagna di persecuzione con lo scopo di eliminare il Falun Gong. La repressione è iniziata ufficialmente il 20 luglio 1999.

Immagini di arresti di praticanti del Falun Gong in Cina (Minghui)

Sia Luo che Wang sono stati arrestati più volte in modo illegittimo per non aver rinunciato a praticare il Falun Gong.

Nell’ottobre 2000, Luo è stato rinchiuso nel centro di detenzione di Shunde, nella provincia del Guangdong. In una intervista a Epoch Times Luo descrive come sia stato forzato ad assemblare prodotti destinati all’esportazione, come forcine per i capelli e luci di Natale. Si feriva spesso con le lastre di rame affilate che maneggiava, e le sue dita erano piene di vesciche. Aveva così deciso di iniziare uno sciopero della fame per protestare contro il lavoro inumano e le torture.

Nel 2002, Luo è stato nuovamente arrestato illegalmente e condannato a due anni di prigione, da scontare nel campo di lavoro di Sanshui, nella provincia del Guangdong. Tra le varie torture subite, Luo è stato anche costretto a stare seduto su un piccolo sgabello tutto il giorno, senza potersi muovere. Poteva usare il bagno solo tre volte al giorno.

La luce alla fine del tunnel

Nel 2011, Luo ha colto la possibilità di fuggire negli Stati Uniti assieme al figlio. La Wang ha dovuto aspettare un anno per andarsene dalla Cina grazie a degli amici. Dopo 13 anni la famiglia era finalmente riunita. Oggi Luo lavora come executive chef presso il ristorante Radiance a New York.

Sempre nel 2011, Luo ha partecipato al Concorso Internazionale di Cucina Cinese organizzato da Ntd Television, classificandosi primo.

Luo Zizhao partecipa alla al Concorso Internazionale di cucina cinese organizzato da NTD (NTD.tv)

«Ho pensato che partecipare al concorso fosse qualcosa di molto significativo», il commento di Luo «Mi ha aiutato a distogliere la mente da me stesso e dalle mie esperienze in Cina, mi ha fatto capire che posso ancora contribuire per fare del bene in questo mondo».

Luo ha portato a casa anche molti altri premi e riconoscimenti. Un articolo pubblicato dal Louisiana Seafood & Louisiana Travel elenca alcuni premi da lui ottenuti, tra cui più di dieci ottenuti quando era ancora in Cina.

Sebbene Luo abbia riconquistato la libertà negli Stati Uniti, non ha dimenticato la brutale persecuzione che è ancora in corso nel suo Paese. Molti praticanti del Falun Gong soffrono ancora per le torture e le privazioni e Luo utilizza quindi il suo tempo libero per sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani in Cina.

Luo Zizhao partecipa a una veglia commemorativa davanti al consolato cinese di New York nel 2016 (Dai Bing/The Epoch Times)
 
 
 

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