In Italia l’inglese non si impara a scuola, ma al lavoro

Di Articolo pubbliredazionale

EF Education First ha pubblicato pochissimi giorni fa l’edizione 2022 dell’Indice di Conoscenza dell’Inglese. Chiamato in inglese English Proficiency Index (EPI), l’Indice di Conoscenza dell’Inglese è un rapporto che analizza la conoscenza media della lingua inglese in 111 Paesi e regioni nel mondo.

Quest’anno, l’Italia è arrivata 32° nella classifica mondiale, ottenendo un punteggio di 548 su 800. Nel Quadro Comune Europeo di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue (QCER), questo punteggio EPI corrisponde ad un livello di inglese pari ad un medio-B2. 

L’Italia a confronto con il resto del mondo e l’Europa

L’Italia rimane anche quest’anno al di sopra della media mondiale, di ben 46 punti. Tuttavia, nella classifica europea, l’Italia sostiene una posiziona molto bassa, arrivando in 24° posizione su 35 Paesi europei. In questa classifica, l’Italia è stata superata di gran lunga da economie molto più ridotte come la Croazia, la Lituania e la Romania.

Rispetto all’anno scorso, il punteggio EPI italiano è aumentato del 2,4% e con questo dato, l’Italia diventa il quarto Paese europeo in più rapida crescita. Gli altri Paesi europei in cui è aumentata più velocemente la conoscenza dell’inglese sono l’Ucraina, la Turchia e la Russia che, assieme all’Italia, trainano l’alto tasso di crescita di inglese in Europa.

Come sta migliorando l’inglese in Italia?

L’alto tasso di crescita in Italia è quasi interamente sostenuto dagli over 26. Nel 2022, il punteggio EPI degli italiani di età compresa tra i 26-30 anni è aumentato del 6%, quello dei 31-40 di oltre 4% e quello degli over 41 del 2,9%. Per la fascia d’età dei 18-20, lo stesso dato è pari al -2,5%, indicando un peggioramento del livello di inglese tra i neodiplomati italiani. 

Quali sono i motivi per questo divario generazionale? La risposta è piuttosto semplice: in Italia, l’inglese si impara quasi solo per scopi professionali

L’inglese è sempre più richiesto come requisito fondamentale negli annunci di lavoro, sia in Italia che nel mondo. Uno studio di EF English Live ci dice che in Italia, questo fenomeno si verifica in modo particolarmente marcato nei settori delle vendite, del commercio professionale e dell’ospitalità ed organizzazione di eventi. Inoltre, rispetto al resto d’Europa, gli italiani iniziano a lavorare molto tardi. Secondo un’analisi del sito Truenumbers, in Inghilterra si inizia mediamente a lavorare a 19,7 anni, in Francia a 21,6 anni, in Grecia a 22,6 anni e in Italia a 24 anni. Le donne italiane iniziano persino ai 26 anni. 

Questi dati indicano che in Italia, l’inglese non è percepito come strumento utile o degno di apprendimento fino ai 24-26 anni, quando i giovani iniziano a cercare lavoro scontrandosi con il requisito fondamentale della conoscenza della lingua inglese. 

Nelle sue ultime dieci edizioni, l’EF EPI ha ripetutamente tratto la seguente conclusione: gli adulti sviluppano la loro conoscenza dell’inglese subito prima di trovare lavoro o addirittura sul posto di lavoro. Con l’aumento di annunci che richiedono l’inglese e l’altissima concorrenza tra canditati, i professionisti sono spinti a studiare la lingua per esigenza.

L’inglese si impara meglio al lavoro che a scuola

Le fasce d’età più giovani, come quella dei 18-20, non sono portate in modo così urgente a padroneggiare l’inglese. Inoltre, l’approccio didattico all’inglese che esiste nel sistema scolastico italiano enfatizza l’apprendimento della teoria grammaticale della lingua, cedendo nello sviluppo delle abilità comunicative degli alunni tramite il dialogo, la comprensione e la scrittura. 

D’altro canto, la formazione linguistica presente in azienda è basata su un approccio didattico molto più mirato alla comunicazione per gli scopi di un determinato settore lavorativo. EF English Live offre corsi di inglese professionale online, pensati specificatamente per sviluppare le competenze linguistiche richieste nel settore lavorativo del cliente. Oltre ai corsi di formazione aziendale, i professionisti in azienda sono a contatto quotidiano con l’inglese. Questa esposizione fornisce loro una pratica costante, cosa che spesso manca nelle lezioni di inglese a scuola.

 
 
 

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