‘Io apro’, la disobbedienza civile di 50 mila ristoratori

Di Antonietta Gianola

Ventiquattro ore prima dell’entrata in vigore del nuovo, ennesimo, Dpcm che proroga le misure emergenziali e prevede, tra le altre misure, il divieto di asporto a partire dalle ore 18 e il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, oltre 50 mila esercizi commerciali, venerdì 15 gennaio, aderiranno alla manifestazione ‘Io apro’, un’iniziativa che parte dal ristoratore pesarese Umberto Carriera.

Bar, ristoranti, palestre, piscine, B&B, e tutti quelli che hanno un’attività, terranno aperti i battenti e serviranno i propri clienti a prescindere dalle norme in vigore nel territorio in cui si trovano. In caso di sanzione e multe gli organizzatori hanno coinvolto un team di avvocati e 8 studi associati che hanno offerto assistenza gratuita sia agli esercenti che ai clienti.

La mobilitazione coinvolge tutto il Paese: l’adesione è più alta nelle città, ma più scarsa nei capoluoghi di provincia dove la paura è maggiore (a tutela di quegli esercenti, per non arrecare un inutile danno, gli organizzatori consigliano di tenere chiusa l’attività).
Le regole: il 15 gennaio le attività che aderiscono dovranno rimanere aperte con il consueto orario e modalità, rispettando le norme anti-contagio in vigore nei mesi estivi ed il coprifuoco, con massimo 4 persone ai tavoli, distanziati e con le mascherine; il conto al tavolo dovrà essere presentato entro le 21.45, per dare modo appunto alle persone di ritornare a casa per tempo.

Il promotore Umberto Carriera è anche uno dei promotori del ‘Decalogo Pratico Commercianti Motivati’ (un nuovo D.p.c.m. in pratica): «Non si tratta di un open day – specifica il ristoratore pesarese – da quella data in poi rimarremo aperti e non si tratta di una protesta ma di un’assoluta necessità di un settore oramai arrivato al collasso, è l’unico modo per far ripartire tutta l’economia in quanto i ristori del Governo non sono sufficienti per cui non possiamo più fare a meno di aprire».

In caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine tutti gli esercenti si impegnano a relazionarsi con loro con la massima civiltà e disponibilità.

 
 
 

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