La Cina allunga le mani sulle risorse naturali dello Zimbabwe

Di Andrew Mambondiyani

MUTARE, Zimbabwe – Il presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnagagwa sta corteggiando gli investitori cinesi, mentre la provincia cinese dello Zhejiang si appresta a concludere un accordo di partenariato con due provincie del Paese africano.

Gli esperti, tuttavia, temono che il governo dello Zimbabwe stia cedendo alla Cina il controllo di troppe risorse naturali nazionali.

Mnangagwa ha dichiarato, di fronte a una delegazione imprenditoriale cinese che si è fermata in Zimbabwe per tre giorni, di essere lieto che l’interesse dei funzionari cinesi nel suo Paese si sia esteso oltre i tradizionali investimenti nelle aree urbane.
La delegazione cinese era guidata da Ge Huijun, che presiede il comitato provinciale dello Zhejiang della Conferenza politica consultiva del popolo cinese.

Mnangagwa ha dichiarato: «Il gemellaggio con diverse provincie del nostro Paese apre una lunga strada verso lo sviluppo di tutte le zone del nostro Paese». Le due provincie in questione sono quella del Mashonaland occidentale e quella del Matabeleland settentrionale, che si trovano rispettivamente nella parte settentrionale e occidentale del Paese africano.

Ma gli esperti sono allarmati dal potenziale sfruttamento e dalla colonizzazione cinese dell’Africa, che sta avvenendo attraverso la cosiddetta ‘diplomazia della trappola sul debito’.

I finanziamenti cinesi

Un’inchiesta condotta da Green World Warriors – una rete di attivisti ambientalisti – rivela che la Cina è diventata «non solo il più importante partner commerciale dell’Africa, ma anche uno dei suoi principali finanziatori», in quanto ha concesso numerosi prestiti per la costruzione di ferrovie, strade e stadi. La cosa strana, però, è che molti di questi prestiti non porteranno alcun profitto alla Cina.

Tuttavia, «quando questi progetti non riescono a rispettare i termini del finanziamento, la Cina può controllare e utilizzare i progetti a proprio piacimento. Questa tattica, nota come diplomazia della trappola del debito, è stata usata in tutto il mondo».

Secondo il quotidiano online New Zimbabwe, il governo dello Zimbabwe avrebbe addirittura offerto mille e 200 ettari di terra nell’area della Cascate Vittoria – una delle meraviglie naturali del nostro pianeta – nel tentativo di attirare gli investitori cinesi nel settore del turismo.

Tongoona Chitando, un’azienda legata ufficialmente all’Autorità dello Zimbabwe per le Zone Economiche Speciali, ha dichiarato alla delegazione cinese che il Paese ha diversi terreni riservati a hotel, campi da golf, servizi finanziari e centri turistici.

Tuttavia, Linda Masarira, economista e presidente degli Africani Democratici (Lead), un nuovo partito politico dello Zimbabwe, sostiene che gli accordi per il gemellaggio tra le provincie non siano una buona idea, poiché non porteranno alcun beneficio alla popolazione dello Zimbabwe.
La Masarira ha dichiarato a Epoch Times: «È necessario conoscere le motivazioni che si celano dietro l’accordo. Considerando che il governo dello Zimbabwe è disperato, le motivazioni potrebbero danneggiare gli zimbabwesi».

«La questione più importante è quali siano realmente le condizioni dell’accordo. Fondamentalmente si tratta di svendere lo Zimbabwe e la nostra eredità».

Mutuo beneficio?

Il governo dello Zimbabwe sta offrendo incentivi agli investitori cinesi, come esenzioni fiscali quinquennali, assenza di una tassa sull’importazione di beni strumentali, e procedure di registrazione semplificate all’interno delle cosiddette zone economiche speciali del Paese.

Ma la Masarira si è chiesta se lo Zimbabwe disponga delle risorse finanziarie e fisiche necessarie per avvantaggiarsi delle medesime opportunità in Cina, e addirittura se i funzionari cinesi permetterebbero agli zimbabwesi di andare in Cina e sfruttare le risorse locali nello stesso modo in cui i cinesi sfrutteranno le risorse dello Zimbabwe.

La Cina beneficerebbe dell’avorio, dei diamanti e dell’oro della provincia del Matabeleland settentrionale, oltre che dei diamanti e dell’oro della provincia del Mashonaland occidentale; al contrario, però, gli zimbabwesi non otterrebbero niente di paragonabile da parte della Cina: «Come farà lo Zimbabwe a controllare i cinesi? Dato che attualmente le autorità dello Zimbabwe non sono riuscite a controllare i cinesi, con questi ulteriori legami diplomatici il governo dello Zimbabwe non controllerà di certo i cinesi».

Ge, il leader della delegazione cinese, ha affermato che lo Zimbabwe è stato un partner importante della Cina in Africa, in quanto i due Paesi godono di un’amicizia storica: «Attualmente, il rapporto è migliore che mai. Guidati dall’ambizione e dalla leadership politica del presidente Xi Jinping e di sua eccellenza il presidente Mnangagwa, il rapporto tra la provincia di Zhejiang e lo Zimbabwe è sempre più profondo»,

Ma secondo Masarira alcune imprese cinesi che operano in Zimbabwe starebbero già eludendo le tasse e il sistema bancario locale: «Come farà lo Zimbabwe a controllarli in queste province? I partenariati dovrebbero essere condotti onestamente e da una posizione di forza, non di accattonaggio, non dovrebbero rappresentare una minaccia per la nostra sovranità nazionale, e nessun individuo o gruppo locale dovrebbe esserne danneggiato».

Ma nello Zimbabwe alcune aziende cinesi sono già balzate agli onori della cronaca per aver violato le leggi locali, soprattutto le leggi sul lavoro e sull’ambiente.

All’inizio del 2019 un esperto di relazioni tra Cina e Zimbabwe, Francis Danha (che è anche leader di un partito politico di opposizione, il ‘Movimento per la Libertà del 1980’) ha dichiarato a Epoch Times che i giornalisti dovrebbero raccogliere le prove dell’influenza cinese e delle attività illecite condotte nel Paese, per poi denunciarle.

«Abbiamo bisogno di un giornalismo d’inchiesta che delinei chiaramente le attività [delle aziende cinesi, ndr] e che esponga il marciume. Poiché ora la Cina moderna è consapevole della propria immagine e sensibile all’opinione pubblica, sono pronti a fare marcia indietro quando le loro scorrettezze vengono esposte chiaramente».

«L’ipocrisia cinese rende necessario un giornalismo d’inchiesta capillare».

 

Articolo in inglese: China Expands Influence Over Zimbabwe Natural Resources

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