La pillola Paxlovid di Pfizer non mostra benefici misurabili negli adulti tra 40 e 65 anni

Di Catabella Roberts

Un nuovo studio ha rivelato che Paxlovi, la pillola Covid-19 antivirale orale di Pfizer, sembra dare poco o nessun beneficio per gli adulti tra i 40 e i 64 anni, anche se è risultata efficace per gli anziani.

Lo studio israeliano, pubblicato mercoledì sul New England Journal of Medicine, ha esaminato oltre 109 mila pazienti tra il 9 gennaio e il 31 marzo di quest’anno. Durante il periodo di studio, la variante omicron era il ceppo dominante in Israele.

I pazienti nello studio sono stati separati in due gruppi: uno dotato di immunità acquisita da vaccinazioni o infezioni precedenti e un altro senza alcuna precedente immunità (ovvero composto da persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose di vaccino mRna e senza precedente infezione da Covid-19 documentata).

La pillola Paxlovid di Pfizer consiste di due diversi farmaci antivirali: nirmatrelvir e ritonavir. Viene assunta due volte al giorno per cinque giorni ed è preferibile assumerla entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi.

La pillola è attualmente autorizzata per l’uso condizionale o di emergenza in più di 60 Paesi per il trattamento di pazienti Covid-19 ad alto rischio di malattie gravi a causa di condizioni come obesità, diabete e malattie cardiache.

Tra i 109.254 pazienti nello studio, 3.902 (4%) hanno ricevuto almeno una dose di nirmatrelvir durante il periodo di studio, inclusi 2.484 dei 42.821 pazienti (6%) di età pari o superiore a 65 anni e ritenuti ad alto rischio e 1.418 dei 66.433 pazienti (2%) di età compresa tra i 40 e i 64 anni.

Tra i 42.821 pazienti di età pari o superiore a 65 anni, il ricovero per Covid-19 si è verificato in 11 pazienti trattati (14,7 casi ogni 100.000 persone) e in 766 pazienti non trattati (58,9 casi ogni 100.000 persone).

Nel frattempo, tra i pazienti di età pari o superiore a 65 anni, la morte per Covid-19 si è verificata in 2 dei 2.484 pazienti trattati e in 158 dei 40.337 pazienti non trattati.

Situazione diversa per chi è tra i 40-64 anni

Tuttavia, secondo l’analisi delle cartelle cliniche, le persone di età compresa tra 40 e 64 anni ad alto rischio non hanno riscontrato benefici misurabili.

Tra i 66 mila 433 pazienti di età compresa tra 40 e 64 anni, il ricovero per Covid-19 si è verificato in 7 pazienti trattati (15,2 casi ogni 100.000 persone) e in 327 pazienti non trattati (15,8 casi ogni 100.000 persone), quindi una differenza poco significativa, se si considera il dato statisticamente uniforme (quello raffrontato a una popolazione di 100 mila persone).

Tra questi pazienti, la morte per Covid-19 si è verificata in 1 su 1.418 pazienti trattati e in 16 su 65.015 pazienti non trattati.

Ai pazienti è stato somministrato il farmaco poco dopo l’infezione.

Paxlovid è diventato il trattamento ambulatoriale raccomandato dal Cdc per Covid-19 e l’amministrazione del presidente Joe Biden ha speso più di 10 miliardi di dollari per acquistare il farmaco e renderlo disponibile in migliaia di farmacie in tutto il Paese attraverso la sua iniziativa test-to-treat.

L’autorizzazione del farmaco si basava sui risultati finali dello studio Epic-Hr di Pfizer, che ha mostrato che un ciclo di trattamento di una dose ogni 12 ore per cinque giorni riduceva il tasso di ospedalizzazione a causa di Covid-19 o morte di quasi il 90% nei pazienti trattati entro tre giorni dalla comparsa dei sintomi.

Pfizer prevede che Paxlovid incasserà più di 20 miliardi di dollari quest’anno.

«Il nostro studio suggerisce che durante il picco di Omicron, i tassi di ospedalizzazione e morte dovuti a Covid-19 erano significativamente più bassi tra gli adulti di età pari o superiore a 65 anni che avevano ricevuto un trattamento con nirmatrelvir rispetto ai giovani adulti che avevano ricevuto tale trattamento, indipendentemente da se un paziente avesse una precedente immunità Sars-CoV-2», hanno scritto i ricercatori. «Tuttavia, non è stata trovata alcuna prova di beneficio negli adulti più giovani».

Lo studio è stato sottoposto a revisione paritaria, ma rileva diversi limiti: «Il nostro studio ha mostrato che solo una minoranza di pazienti identificati come ad alto rischio e idonei alla terapia con nirmatrelvir ha ricevuto la terapia antivirale. Non sappiamo perché gli altri pazienti idonei non abbiano ricevuto il trattamento e potrebbe esserci qualche meccanismo di selezione che non è spiegato dai fattori di confondimento osservati; pertanto, questa osservazione rimane la nostra preoccupazione principale per quanto riguarda la distorsione residua».

Inoltre, lo studio si è basato su dei dati compilati da un grande sistema sanitario israeliano, anziché arruolare i pazienti in uno studio randomizzato con un gruppo di controllo.

Sintomi di ricaduta

Questo studio arriva dopo che i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) a giugno aveva emesso un avviso agli operatori sanitari che il farmaco può causare sintomi di «ricaduta del Covid». «Paxlovid continua ad essere raccomandato per il trattamento in fase iniziale di Covid-19 da lieve a moderato tra le persone ad alto rischio di progressione verso una malattia grave», [tuttavia, ndr] «è stato segnalato che la ricaduta di Covid-19 si verifica tra 2 e 8 giorni dopo il recupero iniziale ed è caratterizzata da una ricorrenza dei sintomi di Covid-19».

Giovedì la Casa Bianca ha propagandato i benefici della pillola: «Il rischio di gravi esiti da Covid è variabile e il crescente corpo di prove sta dimostrando che anche le persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni possono trarre vantaggio da Paxlovid», ha dichiarato l’assistente del segretario stampa della Casa Bianca Kevin Munoz al Associated Press.

Tuttavia, Walid Gellad, direttore del Center for Pharmaceutical Policy and Prescribing dell’Università di Pittsburgh, ha dichiarato a Endpoints News che è necessario pubblicare ulteriori informazioni dagli studi clinici sul farmaco. «Il governo sta spingendo troppo forte questo farmaco per essere usato senza un minimo di dubbio per tutti, senza prove sufficienti che abbia benefici sufficienti per superare i rischi noti e sconosciuti, inclusa la continua incertezza sulla ricaduta e i rischi teorici della resistenza. Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una sperimentazione randomizzata su giovani vaccinati, che gli inglesi alla fine ci daranno, perché la Fda non lo richiedeva qui».

 

Articolo in inglese: Pfizer’s Paxlovid COVID Pill Showed No Measurable Benefit in Adults 40 to 65: Study

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