La polizia di Hong Kong filmata mentre tortura e umilia i manifestanti

Di Olivia Li

In seguito all’arresto di oltre mille manifestanti nei dintorni del Politecnico di Hong Kong, sono state postate online numerose foto e video di poliziotti che maltrattano disumanamente i manifestanti, come fossero «criminali di guerra».

Secondo quanto emerso dalle prime fasi di un processo giudiziario, i manifestanti detenuti hanno subito umiliazioni, come l’essere costretti a spogliarsi nudi in pubblico. Per giunta, molti degli arrestati erano abitanti del quartiere accorsi in sostegno degli studenti intrappolati nel campus universitario.

Abusi fisici e intimidazioni durante la detenzione

In uno dei video rilasciati dalla polizia per celebrare la propria vittoria, si vede un gruppo di manifestanti che viene costretto a sdraiarsi per terra a pancia in giù, con le braccia legate dietro la schiena e la faccia schiacciata contro il pavimento. Un utente ha specificato che il video è stato girato sul tetto di un grande edificio nel quartiere Tsim Sha Tsui.

Una foto scattata nel quartiere di Yau Ma Tei mostra invece come la polizia abbia costretto i manifestanti detenuti a inginocchiarsi di fronte a un muro, con le mani legate dietro la schiena. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, la polizia ha arrestato quasi 70 persone a Yau Ma Tei, che sono state costrette a rimanere in ginocchio per circa un’ora.

Come se non bastasse, anche il personale medico dell’Università, che stava prestando volontariamente soccorso ai feriti, è stato portato via dalla polizia e maltrattato al pari dei manifestanti.

 

Un gruppo di manifestanti costretti dalla polizia a inginocchiarsi con la faccia rivolta verso un muro nel quartiere di Yau Ma Tei, a Hong Kong. (Screenshot Twitter)

Molti cittadini hanno postato commenti per esprimere la propria rabbia nei confronti della polizia; alcuni hanno affermato che guardando le foto e i video è sembrato loro di assistere a scenari di guerra.

Durante l’assedio dell’università, alcuni dei volontari medici sono stati costretti ad andarsene, e una di loro ha descritto la sua esperienza ai giornalisti. La volontaria ha dichiarato che uno studente si era fratturato il polso mentre nel campus regnava il caos, ma che quando l’equipe medica ha tentato di aiutarlo, la polizia li ha scacciati via usando gli spray al peperoncino. Era ancora addolorata per il ragazzo ferito e le lacrime continuavano a scivolarle sul viso mentre parlava.

Un residente di Hong Kong con cittadinanza canadese ha raccontato su Twitter di essere stato arrestato da un poliziotto in borghese che lo ha condotto nella stazione di polizia di Yau Tsim Mong: «I poliziotti mi hanno picchiato e poi mi hanno costretto a sedermi su una sedia. Quindi mi hanno puntato negli occhi una torcia elettrica molto potente al fine di torturarmi».
Durante la detenzione gli è stato dato da mangiare solo un panino pieno di senape piccante o una palla di riso ricoperta di polvere, e la polizia lo ha costretto a inghiottire il cibo e non gli ha permesso di bere acqua.

«Siamo stati detenuti in uno scantinato. Eravamo bendati, con le mani legate dietro la schiena. La polizia esplodeva colpi a salve come per simulare delle esecuzioni. All’interno della stanza degli interrogatori, abbiamo visto dei sacchi per i cadaveri che la polizia aveva messo lì per spaventarci. Questo è il comportamento della polizia di Hong Kong sotto il dominio comunista». Il manifestante ha poi aggiunto che, per via del suo passaporto britannico e della sua cittadinanza canadese, le torture che ha subito sono state molto meno gravi rispetto a quelle subite dagli altri manifestanti.

Umiliazioni disumane

Il 18 novembre, secondo giorno dell’assedio al Politecnico, la polizia ha arrestato 60 persone con l’accusa di «rivolta». Otto di loro, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, sono stati gravemente feriti durante la detenzione e in seguito trasferiti in diversi ospedali. Il 21 novembre sono stati processati presso il tribunale di Kowloon City, ma il loro avvocato ha colto l’occasione per spiegare durante l’udienza come sono stati torturati e umiliati.

L’avvocato ha dichiarato che uno degli otto manifestanti ha riportato ferite alla spalla sinistra dopo che un poliziotto lo ha colpito per due volte con un manganello. Il manifestante ferito ha quindi chiesto più volte alla polizia di mandarlo in ospedale, ma gli agenti hanno atteso ben 18 ore prima di accontentarlo. Una volta in ospedale, i medici hanno riscontrato diverse fratture alle ossa della spalla sinistra. L’avvocato ha anche spiegato come la polizia abbia insultato il manifestante nella caserma di polizia, chiamandolo «scarafaggio» e dicendo: «Spazzatura della nuova era, devi ammettere la tua colpevolezza». Inoltre, la polizia lo ha costretto a togliersi tutti i suoi vestiti, compresa la biancheria intima, davanti a un boccone dell’aria condizionata, e gli ha ordinato di eseguire movimenti imbarazzanti che lo hanno fatto sentire a disagio.

Un altro imputato ha riportato ferite sul lato destro del volto, che durante l’udienza era coperto da una garza. Gli occhi erano rossi e ancora preoccupantemente gonfi. Ha raccontato che la polizia lo ha colpito con violenza alla testa, sebbene non avesse fatto alcun tentativo di resistenza.

Un terzo imputato ha raccontato che la polizia lo ha colpito duramente alla nuca e di essere stato percosso ripetutamente alle cosce. Di fatto, una volta arrivato in ospedale, hanno dovuto cucirgli la testa.

Il quarto imputato ha riportato gravi ferite all’occhio sinistro dopo che un poliziotto gli ha dato un pugno sull’occhio.

L’avvocato ha inoltre sottolineato che una delle accuse mosse nei confronti degli otto manifestanti era quella di «possedere oggetti pericolosi»; tuttavia nessuno di loro è stato trovato in possesso di simili oggetti.

 

Articolo in inglese: Hong Kong Police Caught on Video Torturing and Humiliating Detained Protesters

Per saperne di più:

 
 
 

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