La Svezia è completamente stufa del Pcc

Di Wang Youqun

La Svezia era una volta una delle nazioni più favorevoli alla Cina, ma le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite nel corso degli anni, fino al punto che l’ambasciatore cinese si è dimesso dal suo incarico.

Gui Congyou è stato l’ambasciatore cinese in Svezia dal 2017. Ma nei suoi quattro anni in questa mansione, il ministero degli Esteri svedese lo ha convocato circa 40 volte e i parlamentari svedesi hanno chiesto la sua espulsione dal Paese per due volte.

Gui è considerato uno dei diplomatici ‘guerrieri lupo’ della Cina, ovvero individui che usano una retorica aggressiva a sostegno al Partito Comunista per paura di essere percepiti come deboli dal pubblico cinese.

Ma la Svezia ha iniziato a perdere la pazienza nei confronti di questa strategia diplomatica.

Il Paese nordico era una volta uno dei Paesi occidentali più amichevoli con la Cina ed è stato il primo Paese occidentale a stabilire relazioni diplomatiche con la Cina nel 1950. Tuttavia, da allora le cose sono precipitate: un sondaggio del 2021 condotto dal Pew Research Center ha rivelato che gli svedesi che hanno opinioni negative sul regime comunista cinese sono aumentati dal 49% nel 2017 all’80% nel 2021.

Un lupo travestito da ambasciatore

Gui ha ridicolizzato e minacciato pubblicamente la leadership svedese in più occasioni.

Il giornalista freelance svedese Jojje Olsson, per esempio, ha dichiarato di aver ricevuto un’e-mail dall’ambasciata cinese il 9 aprile 2021, che lo accusava di «corruzione morale» e lo minacciava di «conseguenze» per i suoi servizi critici nei confronti di Pechino. In seguito, dei politici svedesi – tra cui Lars Adaktusson, portavoce della politica estera della Democrazia Cristiana – hanno immediatamente chiesto l’espulsione dell’ambasciatore dalla Svezia.

Il 18 gennaio 2020, Gui Congyou ha paragonato i media svedesi a un «pugile dei pesi leggeri»: «Sono come un pugile dei pesi leggeri di 48 chilogrammi che provocano una faida con un pugile dei pesi massimi di 86 chilogrammi, che per gentilezza e buona volontà incoraggia il pugile [più piccolo, ndr] a prendersi cura di se stesso».

Il governo svedese ha convocato Gui per i suoi commenti, e i Democratici Svedesi, i Democratici Cristiani e il Partito della Sinistra hanno chiesto l’espulsione di Gui per la sua retorica provocatoria.

Nel novembre 2019, Gui ha dichiarato alla radio pubblica svedese: «Trattiamo i nostri amici con del buon vino, ma per i nostri nemici abbiamo fucili da caccia», come riportato da The Economist nel febbraio 2020.

Inoltre, nel 2019, divisione svedese del Pen, un’organizzazione per la libertà di parola, ha assegnato allo scrittore e libraio cinese Gui Minhai il Premio Tulcholsky per aver venduto libri critici nei confronti del Pcc, crimine per il quale è stato condannato al carcere in Cina per 10 anni nel 2020.

In risposta, il 7 novembre 2019, l’ambasciata del Pcc in Svezia ha definito Gui Minhai «un criminale» e «un fabbricante di bugie e un divulgatore di voci» sul suo sito web ufficiale, definendo la divisione svedese del premio del Pen «uno schiaffo» in faccia.

Il ministro della Cultura svedese Amanda Lind ha svelato il premio nel novembre 2019 nonostante le pressioni dell’ambasciata cinese. In risposta alla sua presenza, Gui Congyou, ambasciatore della Cina in Svezia, ha minacciato di annullare i viaggi di due delegazioni d’affari svedesi in Cina, tra le altre «contromisure».

Ma il primo ministro svedese Stefan Lofven ha risposto che la Svezia non avrebbe ceduto alle minacce. «Non va bene interferire con quello che il governo svedese fa», ha scritto in un’email a Reuters il ministro degli Esteri svedese Ann Linde.

L’ambasciatore Gui aveva commentato anche altri incidenti relativi al librario Gui Minhai, prima del suo premio. Il 2 settembre 2018, per esempio, tre turisti cinesi hanno litigato con la direzione di un ostello svedese, che ha chiamato la polizia, la quale ha allontanato i turisti cinesi. Il procuratore svedese, Mats Ericsson, aveva concluso che non era stato commesso alcun crimine, secondo Reuters.

Due settimane dopo, l’ambasciatore Gui ha usato l’incidente per creare conflitto. Ha accusato la polizia svedese di «trattamento brutale» dei turisti cinesi, sul sito web dell’ambasciata, e messo in dubbio che il governo svedese «rispetti la dignità dei diritti umani».

Una fonte del governo svedese ha detto a Reuters che i commenti dell’ambasciata cinese erano legati a Gui Minhai, il proprietario della libreria.

In reazione alle ripetute provocazioni di Gui Congyou, il sindaco di Linköping, Lars Vikinge, ha dichiarato di voler tagliare i legami con Guangzhou, ex città gemellata con la città svedese.

Del resto, anche la seconda città più grande della Svezia, Göteborg, ha concluso il suo rapporto di gemellaggio con Shanghai. Così ha fatto Luleå con Xi’an e Västerås con Jinan, secondo Hong Kong Free Press nell’aprile 2020.

Secondo un rapporto dell’Istituto svedese per gli affari internazionali, tra gennaio 2018 e maggio 2019, l’ambasciata cinese ha rilasciato 57 dichiarazioni critiche relative a come la stampa locale parla della Cina.

La posizione della Svezia per i diritti umani

La Svezia è uno dei Paesi europei che si è pronunciato contro il regime cinese per le sue violazioni dei diritti umani.

Per esempio, otto membri del Parlamento svedese si sono riuniti il ​​21 ottobre 2020 per sostenere una manifestazione sui diritti umani a cui hanno partecipato aderenti del Falun Gong e membri di altri gruppi per i diritti umani.

Praticanti del Falun Gong partecipano a una parata a Flushing, New York, il 18 aprile 2021, per commemorare il 22° anniversario dell’appello pacifico del 25 aprile di 10.000 Falun Praticanti di Gong a Pechino. (Samira Bouaou/The Epoch Times)

Il Falun Gong è una pacifica pratica di meditazione che insegna ad applicare i principi di Verità, Compassione e Tolleranza nella vita quotidiana. Il Pcc la sta però perseguitando dal 1999, arrestandone e uccidendone i credenti a piacimento.

«In effetti, la persecuzione delle minoranze in Cina è tra i peggiori crimini contro i diritti umani che il mondo abbia mai visto», ha detto a Minghui, Ann-Sofie Alm, un membro del Parlamento svedese. «È stato descritto come un genocidio da alcuni osservatori internazionali e autorità giudiziarie».

Secondo un articolo su Minghui, un sito web d’informazione che si focalizza sul Falun Gong, 606 legislatori di 30 Paesi, inclusa la Svezia, hanno firmato una dichiarazione congiunta il 18 luglio 2020, in cui condannano il Pcc per la sua brutale persecuzione del Falun Gong.

Insieme alla resistenza della Svezia alla diplomazia del guerriero lupo, gli ex leader hanno scritto sui pericoli del marxismo. Carl Bildt, ex primo ministro e ministro degli esteri della Svezia, ha scritto un articolo intitolato «Why Marx Was Wrong» nel maggio 2018, che è stato ripubblicato dall’Australian Strategic Policy Institute, un think tank australiano. «Il marxismo, dopo tutto, ha inflitto una miseria indicibile a decine di milioni di persone che sono state costrette a vivere sotto regimi che sventolano la sua bandiera», ha scritto Bildt. «Per gran parte del XX secolo, il 40% dell’umanità ha sofferto carestie, gulag, censura e altre forme di repressione per mano di sedicenti marxisti».

Bildt ha chiosato che il comunismo in Cina governata dal Pcc ha prodotto «la carestia e il terrore del ‘Grande balzo in avanti’ e della ‘Rivoluzione culturale’» e che lo sviluppo economico della Cina dimostra che la presunta validità del marxismo è «esattamente il contrario». Ha anche invitato le democrazie occidentali «a vaccinare le nostre società aperte contro la tentazione totalitaria che si annida nelle sue false teorie».

L’unica ideologia del Pcc è il marxismo, che è contrario a valori universali come libertà, democrazia, Stato di diritto e diritti umani. Ha governato la Cina per 72 anni e ha privato il popolo cinese delle sue libertà: libertà di credo, di parola, libertà dalla paura e dal bisogno.

Mentre la Svezia ha ottenuto cento, il punteggio più alto e completo, nel rapporto sulla libertà globale 2021 di Freedom House, la Cina ha ottenuto nove.

Freedom House ha concluso nella sua rassegna annuale che la Cina è diventata «sempre più repressiva», rafforzando il controllo su molti aspetti della società e minando il proprio Stato di diritto.

 

Wang Youqun si è laureato con un dottorato di ricerca sul Diritto presso la Renmin University of China. In passato ha lavorato come copywriter per Wei Jianxing (1931-2015), membro del Comitato permanente del Politburo del Pcc dal 1997 al 2002.

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

 

Articolo in inglese: Beijing’s Wolf Warrior Diplomacy Generates Negative Opinions in Sweden Toward Chinese Regime

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