La top model Pooja Mor denuncia il genocidio del Falun Gong

Di Jocelyn Neo

Pooja Mor, super modella vincitrice del premio ‘Giovane Achiever dell’anno’ presso il Vogue Women of The Year 2019, è diventata la voce di coloro che non hanno voce. Alla cerimonia di premiazione, la top model ha parlato senza paura del peggior genocidio in atto oggi nel mondo: la persecuzione del Falun Gong in Cina.

Il Falun Gong è un’antica disciplina spirituale che favorisce il benessere psicofisico e si basa sui principi di verità, compassione e tolleranza.

La Mor, che è cresciuta a Ahmedabad in India, vive attualmente a New York. Ha mosso i primi passi nel mondo della moda nel 2012 dopo aver vinto l’evento ‘Clean & Clear Ahmedabad Times Fresh Face’. Il suo debutto internazionale è arrivato invece nel 2016, quando ha sfilato sulla passerella del Louis Vuitton Cruise 2016 organizzato da Nicolas Ghesquiere presso Palm Springs in California.

La top model Pooja Mor al Vogue Women of The Year 2019 di Mumbai, il 19 ottobre 2019. (Per gentile concessione di Pooja Mor)

Da allora, la 27enne ha continuato a lavorare con stilisti del calibro di Elie Saab, Alexander McQueen, Tory Burch, Dolce & Gabbana, Calvin Klein e altri ancora. Inoltre, durante il Vogue Beauty Awards 2016, ha ricevuto il premio di ‘Modella dell’anno’.

Nel 2018, la nuova icona della moda ha ricevuto il premio ‘New Wawe: Creatives’ assegnato dal British Fashion Council. All’inizio di quest’anno, la Mor ha anche tenuto un discorso molto interessante su come le avversità siano in realtà una cosa buona, durante il noto programma Ted Talks.

La top model Pooja Mor al Vogue Women of The Year 2019 di Mumbai, il 19 ottobre 2019. (Per gentile concessione di Pooja Mor)

Sebbene abbia già ottenuto così tanti risultati, è stato solo di recente che la modella – che peraltro è laureata in ingegneria informatica – ha dichiarato di aver realizzato quale sia il vero significato della parola successo.

Durante la cerimonia di assegnazione dei Vogue Women of The Year 2019, tenutasi Mumbai il 19 ottobre, la Mor ha condiviso questa sua realizzazione con una platea composta prevalentemente da celebrità internazionali e del mondo di Bollywood.

«Di recente ho capito cosa voglia dire ottenere veramente qualcosa. È avvenuto quando ho iniziato a lavorare non solo per me stessa, ma anche per gli altri, diventando la voce di chi non ha voce», ha affermato durante il suo discorso alla cerimonia di premiazione, di cui aveva caricato un video sul suo account Instagram, ma che attualmente non è più disponibile.

La top model Pooja Mor al Vogue Women of The Year 2019 di Mumbai, il 19 ottobre 2019. (Per gentile concessione di Pooja Mor)

Negli ultimi anni, la Mor si è dedicata a una causa che le sta molto a cuore: sensibilizzare sulla persecuzione della Falun Dafa in Cina.

La modella ha conosciuto per la prima volta la Falun Dafa, anche nota come Falun Gong, nel 2014: «Sentivo che era una pratica di meditazione molto bella e pacifica, e mi riempiva sempre di positività», ha raccontato a Epoch Times.

La modella Pooja Mor medita a Central Park, il 19 aprile 2016 (Benjamin Chasteen/The Epoch Times)

È stata dura per lei accettare il fatto che il Partito Comunista Cinese abbia messo al bando questa pacifica pratica di meditazione dal luglio del 1999, dopo che il numero delle persone che la praticavano era cresciuto vertiginosamente, in meno di 7 anni dalla sua prima introduzione al pubblico nel 1992.

Secondo il Falun Dafa Information Center, dal 1999 «milioni di persone che praticano il Falun Gong sono state sottoposte ad arresti illegali, sessioni di lavaggio del cervello e torture; diverse migliaia sono morte mentre erano in custodia, stando unicamente ai dati sinora confermati».

Inoltre, negli ultimi anni la stampa internazionale ha pubblicato le prove che il regime comunista cinese sta prelevando forzosamente organi vitali dai prigionieri di coscienza ancora in vita, di cui la maggioranza sono praticanti del Falun Gong.

A questo proposito la giovane modella indiana ha dichiarato: «Un governo dovrebbe proteggere il suo popolo; non potevo credere che una cosa del genere potesse accadere, specialmente a un gruppo di persone che seguono i principi di verità, compassione e tolleranza».

(Gentile concessione di Anastasia Durasova @ The Wall Group)

Ha poi sottolineato quanto sia stato difficile per lei accettare questa triste realtà. Ha iniziato a fare ricerche e guardare documentari sul prelievo forzato di organi in Cina e così si è imbattuta in molti articoli, inchieste, testimonianze e deliberazioni governative che le hanno dato la certezza di come questo crimine disumano stia accadendo realmente.

Così, quando il suo agente le ha chiesto se avesse una causa su cui voleva sensibilizzare l’opinione pubblica, la risposta è stata scontata. Ha iniziato a scrivere articoli e a parlare alla gente della persecuzione. «La maggior parte delle persone con cui ho parlato sono rimaste scioccate e non riuscivano a capire perché una pratica così pacifica venga perseguitata in Cina».

Sebbene la Mor stesse attivamente sensibilizzando sulla persecuzione del Falun Gong in Cina tramite i suoi profili sui social media, non aveva mai parlato in pubblico della sua personale fede nella Falun Dafa. L’occasione si è presentata quando ha saputo che Vogue India l’aveva selezionata come ‘Giovane di successo dell’anno 2019’.

Quando ha iniziato a scrivere il discorso per la premiazione, si trattava di un normale discorso nel quale ringraziava tutti coloro che la hanno accompagnata nella sua carriera professionale. Poi la giovane modella ha dichiarato di essersi chiesta: «Quali sono stati i miei veri successi nella vita? Nel mio cuore e nella mia coscienza cosa è che mi rende una persona di successo?».

(Courtesy of Ryan Kyungroc Kim)

È così giunta a realizzare che «il vero successo arriva quando non si lavora solo per se stessi, ma soprattutto quando si lavora per gli altri e ci si alza in piedi per difendere le persone che non hanno una voce, per una causa più grande, che deve essere portata alla luce in questo mondo».

«Dopo aver terminato il discorso, mi sono sentita attraversata da una sensazione di felicità, il che mi ha resa una persona migliore. Questo, ai miei occhi, è un vero successo».

(Da sinistra verso destra) I Direttori di Anima Creative Management Mark Luburic e Gunita Stobe, la top model Pooja Mor e il celebre parrucchiere Gabriel Georgiou. (Per gentile concessione di Pooja Mor)

«Impegnandomi per gli altri ho capito cosa significhi veramente ottenere qualcosa nella vita».

La top model ha dichiarato a Epoch Times: «Continuo a essere grata per il premio assegnatomi da Vogue India. Quando ho tenuto il discorso quella sera, sono rimasta colpita da come tutti hanno reagito: volevano sapere di più sulla violazione dei diritti umani».

Ma poi ha anche aggiunto: «Dopo aver postato il video del discorso su Instagram, i miei agenti sono stati contattati da Vogue India, che ha chiesto loro di modificare o rimuovere il video, in quanto “non incoraggiano l’uso della loro piattaforma per rivendicazioni politiche personali”. Penso che sia semplicemente un’indicazione del fatto che in questo settore, così come in molti altri, sia necessario fare molta più chiarezza e informazione».

Pooja Mor indossa una maglietta con su scritto “Falun Dafa Is Good”. (Per gentile concessione di Bobby Lee)

Ad ogni modo la Mor ha confermato che continuerà a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo in Cina.

«Non posso restare seduta a guardare mentre milioni di persone innocenti vengono ingiustamente perseguitate, e rischiano persino che i propri organi vitali vengano asportati loro senza consenso, e senza anestesia. Devo alzarmi in piedi, è la mia causa, e questo per me significa essere la voce di chi non ha voce».

 

Articolo in inglese: Supermodel Pooja Mor Exposes Genocide of Falun Gong at Vogue Women of The Year 2019

Per saperne di più:

 
 
 

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