La vita continua dopo la morte clinica?

Cosa succede dopo la morte? Un team di ricercatori di New York potrebbe essere vicino a risolvere questo mistero: in seguito ai loro studi, la conclusione è stata che al momento della morte si rimane pienamente consapevoli.

In precedenza, gli scettici hanno scartato le affermazioni di coloro che hanno vissuto esperienze pre-morte ascrivendole a fattori fisiologici e psicologici; tuttavia, ora alcuni ricercatori hanno osservato che la coscienza sembra rimanere in funzione dopo che il corpo è morto e ha cessato di inviare segnali di vita di qualsiasi tipo. In altre parole la persona è consapevole di essere morta; se si trova in una stanza d’ospedale, per esempio, può anche sentire i medici che annunciano la sua morte.

In un film degli anni 90’ dal titolo Flatliners, cinque studenti di medicina avevano deciso di fermare volontariamente il battito dei loro cuori per breve tempo nel tentativo di capire cosa ci fosse nell’aldilà.

Ebbene, anche un team di ricercatori della Langone School of Medicine della New York University si è posto gli stessi interrogativi e per darsi una risposta ha studiato i pazienti rianimati in Europa e negli Stati Uniti, riportati in vita dopo aver subito un arresto cardiaco.

Il direttore della ricerca di terapia intensiva e rianimazione della NYU, il dott. Sam Parnia, ha dichiarato a Live Scienze: «Tecnicamente parlando, è così che si ottiene il momento della morte, è tutto basato sul momento in cui il cuore si ferma. Una volta che questo accade, il sangue non circola più nel cervello, il che significa che la funzione cerebrale si interrompe quasi istantaneamente».

Tuttavia, secondo il dott. Parnia, molti dei pazienti rianimati hanno raccontato in maniera molto particolareggiata di aver udito e visto cosa  accadeva loro intorno dopo essere stati dichiarati clinicamente morti: «Descrivono come i dottori e le infermiere lavorassero su di loro, sono a conoscenza di intere conversazioni fatte sul momento, di cose accadute e cose che hanno visto, di momenti che non dovrebbero essere in grado di poter conoscere».

Le loro storie sono state successivamente verificate dal personale medico e infermieristico presente sulla scena. Il dottor Parnia e il suo team studiano con costanza cosa succede esattamente dopo la morte: «Stiamo cercando di comprendere cosa sperimentano le persone quando attraversano la morte e quali sono le esatte caratteristiche di questo passaggio, perché la comprensione  di quello che accade rifletterà l’esperienza universale che tutti noi avremo quando moriremo».

Parnia ha inoltre affermato che: «allo stesso tempo, studiamo anche la mente umana e la coscienza nel contesto della morte, per capire se la coscienza si annulla o se continua dopo la morte per un certo periodo di tempo – e in che modo è legata a quello che sta accadendo all’interno del cervello in tempo reale».

Alludendo alle persone che hanno affrontato un’esperienza di pre-morte, ha anche aggiunto: «Quello che tende ad accadere è che le persone che hanno avuto queste esperienze molto profonde tornano positivamente trasformate – diventano più altruiste, più impegnate nell’aiutare gli altri. Trovano un nuovo significato per la vita dopo aver avuto un incontro con la morte».

In uno studio precedente del 2013, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno provato che quando una persona muove, vi è un’«esplosione di energia cerebrale».

Articolo in inglese: You’re Still ‘Alive’ After Death Say Researchers, Who’re Studying the Conscious Mind

 
 
 

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