L’adorazione dei Magi, alla scoperta di un quadro di Jan Gossaert

È facile dimenticare lo scopo del Natale con il trambusto che accompagna lo shopping natalizio. Ma in questo periodo festivo, il dipinto di Jan Gossaert l’Adorazione dei Magi può aiutare a ricordare perché il Natale è così speciale.

La nascita di Gesù

L’Adorazione dei Magi, conosciuta anche come l’Adorazione dei Re, rappresenta la storia biblica presentata in Matteo 2 (1-12), in cui tre saggi, guidati da una stella, viaggiano dall’Oriente per vedere il neonato Gesù Cristo.

Durante il loro viaggio, i tre saggi chiedono dove possono trovare il neonato che è stato profetizzato come re, perché viaggiano per fare doni e adorare il giovane.

Il re Erode sente che i saggi sono alla ricerca di un re ed è turbato. Crede che il suo potere sia minacciato e riunisce tutti i suoi capi sacerdoti e gli scribi per chiedere loro dove nascerà Gesù, che gli dicono che secondo le profezie un re sarebbe nato a Betlemme.

Dopo aver sentito questo, Erode manda i tre saggi a Betlemme e ordina loro di cercare il neonato con la falsa premessa che anche lui lo adorerà. I tre saggi assentono all’ordine di Erode e se ne vanno.

Dopo aver lasciato la residenza di Erode, i saggi sono di nuovo guidati dalla stella e si rallegrano. La stella li conduce nel luogo che custodisce Gesù. Vedono Maria e Gesù e si inginocchiano per adorarli, e fanno dono di oro, incenso e mirra.

Dopo aver celebrato la nascita di Gesù, i tre saggi fanno un sogno che li avverte di non tornare da Erode. Così al risveglio, prendono un’altra strada per tornare a casa.

Anche lo sposo di Maria, Giuseppe, viene avvertito in sogno di prendere il neonato Gesù e di fuggire in Egitto fino alla morte di Erode.

Quando Erode non vede più ritornare i saggi dell’Oriente ad informarlo si arrabbia terribilmente. Non conosce la posizione esatta del re profetizzato, perciò decide di far uccidere tutti i bambini di Betlemme, causando grande dolore al popolo fino alla sua morte.

Alla morte di Erode, in seguito al consiglio di un angelo e all’avvertimento di Dio, Giuseppe e la sua famiglia si recano a Nazareth e vi si stabiliscono per vivere.

L’adorazione dei Magi

L’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert, conosciuto anche col nome di Mabuse, è un quadro complesso e ricco di simbolismo.

Maria e Gesù sono il punto focale e si trovano al centro della metà inferiore della composizione. Maria si trova al centro di quelle che sembrano le rovine di un grande edificio, mentre in lontananza appaiono una campagna con pecore condotte al pascolo da un pastore e una città con edifici monumentali.

Particolare dell’Adorazione dei Magi: dietro Maria, sullo sfondo pecore al pascolo e una città con edifici monumentali.

Maria indossa una veste blu e tiene in grembo il bambino Gesù. Alla destra di Maria e di Gesù c’è uno dei tre saggi, Gaspare, che offre a Gesù un dono di monete d’oro in un calice anch’esso d’oro. Gesù guarda Gaspare e prende una delle monete nella mano sinistra.

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert: Gesù prende in mano un moneta d’oro offertagli da Gaspare.

Gaspare, si nota nell’immagine, si è tolto il cappello per rispetto. Il coperchio del calice è accanto al suo cappello ed è inciso con il nome di Gaspare «[L]e Roii Iaspar» in lettere dorate e ornate alla base del coperchio vicino al bordo.   

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert: il cappello di Gaspare e il coperchio del calice con le lettere incise di «Re Gaspare»

Il secondo saggio, Melchiorre, è in piedi dietro a Gaspare con i suoi assistenti. Melchiorre è in attesa di presentare il suo dono di incenso, custodito nell’elaborato vaso d’oro che tiene in mano.

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert: Melchiorre in attesa di offrire al bambino re un elaborato contenitore di incenso

Il terzo saggio, Baldassarre, è alla destra di Maria e Gesù. Anche Baldassarre è circondato dai suoi assistenti. Sul suo cappello sono incisi sia il suo nome, «Baltazar», sia il nome dell’artista, «Gossaert». Porta un vaso d’oro contenente il dono della mirra, che attende di presentare a Gesù. Il nome di Baldassarre è scritto in caratteri dorati e decorati con uno sfondo rosso in cima alla corona. Anche il Gossaert è scritto in caratteri dorati e decorati con uno sfondo rosso sul tessuto appeso alla corona di Baldassarre.

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert: Baldassarre circondato dai suoi assistenti tiene in mano un contenitore con la Mirra da offrire a Gesù.

Baldassarre porta anche una stola bianca che nella parte finale vicino alle frange reca iscritta una preghiera a Maria: «Salve Regina Misericordiae» (Salve Regina della Misericordia).

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Jan Gossaert: la stola di Baldassarre con la scritta «Salve Regina Misericordiae».

Giuseppe è raffigurato vestito con una veste rossa, in piedi sullo sfondo, tra Maria e Baldassarre, e guarda i nove angeli che volano sopra di lui. I nove angeli possono rappresentare i nove ordini di angeli.

Tutti gli angeli, tranne uno, hanno le mani giunte, come se pregassero per onorare l’evento sacro. L’angelo che non tiene le mani in preghiera tiene invece una pergamena che recita «Gloria in Excelsis Deo» (Gloria a Dio nel più alto dei Cieli).

In lontananza, in alto al centro della composizione, si trovano una stella luminosa e una colomba. La stella può potenzialmente rappresentare Dio o la stella che ha guidato i saggi verso Gesù. La colomba rappresenta tipicamente lo Spirito Santo.

Ricordando un Sacro Natale

Gossaert fa un ottimo lavoro mettendo insieme tanti elementi figurativi e simbolici in questa composizione: racconta con un fermo immagine una storia che si svolge.

Gossaert raffigura Maria e Gesù seduti in mezzo alle rovine, con una grande città sullo sfondo. Si posso facilmente fare delle ipotesi: la parte in rovina rappresenta la legge morale dell’Antico Testamento, la legge che Gesù, attraverso il suo cuore, la sua mente e le sue azioni, deve soddisfare e superare? E’ questo il motivo per cui le pecore sono condotte al pascolo verso la bella città sullo sfondo? Oppure la città monumentale rappresenta il paradiso e i pastori stanno lasciando la città per essere testimoni dell’evento sacro?

I tre saggi portano i loro doni per celebrare la nascita di Gesù. L’oro è un omaggio, l’incenso rappresenta il sacrificio e la mirra serve a seppellire i morti. Questi rappresentano Gesù come re, Dio e uomo.

Giuseppe guarda al cielo come se stesse ricevendo il messaggio degli angeli di prendere Gesù da questo luogo per evitare i pericoli del re Erode.

Ciò che è più significativo, tuttavia, è il modo in cui sia il cielo che la terra sono venuti a testimoniare l’evento sacro. La gente viene da tutto il mondo per vedere il divino manifestarsi sulla terra e per porgere il dovuto rispetto. E anche tutto il cielo è venuto a testimoniare: abbiamo i nove angeli, che, se rappresentano i nove ordini di angeli, includono davvero tutto l’aiuto di Dio in cielo; c’è la colomba, ovvero lo Spirito Santo; e la stella, che può rappresentare Dio. Tutto si è fermato per testimoniare la sacralità di questo evento.

Questo periodo festivo, per quanto sia stato difficile, può ancora offrire conforto umano: per alcuni, lo scambio di doni, la condivisione di cibo e tradizioni, e l’incontro con i propri cari o almeno il contatto con loro. Ma forse offre anche la possibilità di apprezzare il divino qui sulla terra.

Forse si può recuperare il significato più profondo del Natale oltre a quello di comprare cose che non si possono portare via dopo la morte. Fermandosi e prendendosi un momento nel proprio cuore e nella propria mente,  si può rendere omaggio al sacro e ricordare che il divino si manifesta in mezzo a noi sulla terra, a volte quando e dove non ce lo si aspetta. Con questo pensiero, forse la mente si tranquillizzerà, le aspettative nei confronti degli altri diminuiranno e i cuori saranno pieni di gentilezza e di gioia.

 

Eric Bess è un artista rappresentativo praticante ed è dottorando presso l’Istituto di Dottorato in Arti Visive (IDSVA). Egli afferma: «L’arte ha un’incredibile capacità di indicare ciò che non può essere visto, in modo da potersi chiedere “Cosa significa questo per me e per tutti coloro che lo vedono? Come ha influenzato il passato e come potrebbe influenzare il futuro? Cosa suggerisce l’esperienza umana?” Queste sono alcune delle domande che esploro nella mia serie ‘Reaching Within: What Traditional Art Offers the Heart‘».

Articolo in inglese: Remembering the Sacred at Christmas: ‘The Adoration of the Magi’

 
 
 

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