Le 12 fatiche di Ercole; un eroe che smonta l’idea della «mascolinità tossica»

Di Michael Wing

Non c’è dubbio: alcuni segmenti della società stanno prendendo di mira il ruolo tradizionale degli uomini. Le pubblicità dei rasoi woke definiscono la mascolinità «tossica», mentre le riviste maschili popolari si stanno piegando per femminilizzare gli uomini: la tendenza a detronizzare la virilità sta davvero invadendo la cultura.

C’è dunque un eroe che può riscattare gli uomini dalle accuse di «oppressori», «tiranni» e « mascolinità tossica»?

Un eroe maschile potrebbe rispondere alla chiamata: Ercole (conosciuto come Eracle dai Greci), che, secondo il mito affronta il suo lato più oscuro e trova la redenzione.

Secondo il prof. Lawrence Alison, che lavora per aiutare gli ex militari e le forze dell’ordine ad affrontare lo stress post-traumatico, i giovani soldati dell’antica Grecia hanno affrontato questioni come quelle che gli uomini di oggi devono affrontare, attraverso i miti.

«L’idea era che attraverso la narrazione, i miti e le leggende e così via, potessimo ottenere informazioni e aiutare le discussioni su argomenti difficili», ha affermato mentre introduceva la sua rivisitazione de Le fatiche di Eracle. I miti potrebbero aumentare la nostra «conoscenza dei sistemi di valori, delle credenze e dei modi in cui pensiamo».

I militari che Alison aiuta, che sono stati esposti al campo di battaglia o a criminali senza cuore, conoscono in prima persona gli effetti di un ambiente tossico: la guerra stessa è un eufemismo per la «tossicità» dell’Uomo. Come i greci, Alison impiega il mito come terapia catartica per aiutare gli ex membri del servizio militare ad affrontare la lotta interiore.

Ma oltre ad offrire speranza agli ex guerrieri che superano il trauma, Eracle potrebbe forse anche redimere la mascolinità stessa.

Espiazione

La ragione di Eracle per cercare l’espiazione?

Nato per metà mortale e per metà dio, figlio illegittimo di Zeus, re degli dei, l’infante Eracle incorse nell’ira di Era, regina degli dei, che lo maledisse, usando i suoi poteri per mandarlo su tutte le furie. Questo lo spinse ad uccidere sua moglie e i suoi figli: ed è questo atto di violenza, la colpa che deve espiare.

«Eracle ha perso tutto», scrive Alison. «Nel suo lutto, vergogna, senso di colpa, disprezzo di sé e contemplazione di cercare la propria morte, è al nadir»: il nostro eroe, come la mascolinità tossica, deve liberarsi di una maledizione. Con rimorso, cerca la saggezza al Tempio di Apollo e viene inviato a svolgere le sue fatiche.

Il leone di Nemea e altre bestie

Le bestie che Heracles affronta, a cominciare dal leone di Nemea nella sua prima fatica, rappresentano un motivo comune nel mito – seguono l’Idra, il cinghiale erimanteo e il toro cretese – ovvero che Eracle domina usando il suo «potere e dimensioni disumane».

Ma la «forza bruta» di Eracle lo rende presto inadeguato man mano che le fatiche aumentano di complessità. Fare affidamento solo sulla forza diventa dannoso, con dure conseguenze e un prezzo da pagare per la mancanza di arguzia e altruismo.

Arruolamento Divino

Procurarsi l’aiuto divino è un altro motivo ricorrente. Nella sua terza fatica, Eracle «si inginocchiò davanti alla dea», scrisse Alison, e «Artemide ebbe pietà di lui» prestandogli la sua Cerva di Cerinea (un’enorme femmina di cervo), veloce e delicata, che probabilmente sarebbe sfuggita ad Ercole.

Nella sua sesta fatica, «Eracle è aiutato da Atena, dea della saggezza. Aveva visto quanto Eracle aveva passato per guadagnarsi la sua espiazione» e lo aiutò a disperdere gli stinfalidi dal becco di bronzo, uccelli carnivori, allevati da Ares, il dio della guerra, probabilmente a simboleggiare l’estinzione del conflitto interiore.

Il tocco «tossico» di Eracle

Il nostro eroe è regolarmente assistito nei suoi compiti dai parenti più prossimi, che spesso ne pagano il prezzo con la propria vita. Suo nipote Iolao lo aiuta a sconfiggere l’Idra nella seconda; nella quarta, il centauro Chirone aiuta Eracle ma viene sfiorato dalle sue frecce, immerso nel sangue tossico dell’Idra e muore.

Seguono altre vittime, che perseguitano Eracle nella sua decima fatica, dove «molte voci disincarnate lo accompagnano lungo la strada», scrive Alison, cercando «di schiacciarlo o spingerlo avanti».

La svolta di Eracle

Secondo Alison, la quinta fatica di Eracle era spesso vista dagli antichi greci come il suo punto di svolta per due motivi:

Uno, perché usa l’arguzia unita alla forza, spostando due enormi massi per deviare i fiumi Alcaeus e Kinaus per completare il suo compito di pulire le Scuderie di Augia, colme di 30 anni di letame, in sole 24 ore.

In secondo luogo, aiuta contemporaneamente gli altri: «Non solo le stalle erano pulite, ma i contadini sottostanti ottennero 30 anni di fertilizzanti che inzuppavano le colline». La forza è accoppiata con l’intelligenza e l’altruismo, con buoni risultati.

Eccesso di fiducia e arroganza

Un eroe non deve riposare sugli allori. Le fatiche successive furono create per attirare Eracle in un falso senso di fiducia e intrappolarlo. Nella settima torna alla forza bruta: per sottomettere il toro cretese, che prende letteralmente per le corna, sopraffacendolo.

La nona prova gli permette di procurarsi la cintura della regina amazzone Ippolita apparentemente senza sforzo, ma non a costo zero. Guidato dal desiderio, Eracle guida i suoi uomini in una trappola tesa da Era. Sebbene scappi con la cintura, il suo amore e molti dei suoi uomini vengono uccisi.

Tradimento

L’arroganza di Eracle si ritorce contro di lui nella sua ottava fatica. Il cattivo Diomede, figlio di Ares, batte in arguzia e con il tradimento il nostro eroe, che ha il compito di procurare le cavalle carnivore e sputafuoco di Diomede.

Sebbene Eracle distrugga il cattivo usando la forza, l’inganno è costato la vita allo stretto alleato di Eracle, Abdero, che viene mangiato dalle orribili giumente. Un’altra dura lezione per il nostro eroe.

L’eroe stremato

Nella sua decima fatica, gli amici caduti di Eracle tormentano la sua mente, ma la loro perdita non è stata casuale: nella sua undicesima e dodicesima fatica, il nostro eroe mostra i segni di un eroe stremato.

Il Titano Atlante, che sorregge le sfere celesti, viene arruolato nell’Undicesima fatica dal nostro eroe, il quale si offre di sostenere quel fardello mentre Atlante raccoglie per lui le mele d’oro delle Esperidi; ma quando Atlante cerca di rinnegare l’accordo, lasciando Eracle con il peso del cielo sulle spalle, il nostro eroe si assicura argutamente che il carico venga giustamente restituito e che le mele vengano ricevute.

Nella sua dodicesima e ultima fatica, Eracle scende nella tana di Ade, Dio degli inferi, per andare a prendere il cane a tre teste Cerbero: questo «è forse il suo momento decisivo nella misura in cui lo porta al punto di partenza», scrive Alison. «Vale la pena confrontare quanto lontano è arrivato confrontando questa fatica con la prima».

Senza violenza, Eracle tiene saldamente la bestia finché non si calma e alla fine fa amicizia con il cane tormentato, dandogli una pacca sulla testa.

Epilogo

I tiranni esistono, su questo non c’è dubbio. Come per Eracle, la tirannia esiste dentro di noi tutti. La domanda per gli uomini diventa: possiamo affrontare il nostro «lato oscuro», come dice Alison, il nostro «infliggere sofferenza ad altre persone» e rivelare tratti che sono sia maschili che ammirevoli? Tratti guidati dalla ragione e volti ad aiutare gli altri?

Con radici antiche, i valori della civiltà occidentale rivivono nei nostri miti e leggende. Dai filosofi greci al codice cavalleresco medievale, la nostra eredità promulga uno standard per l’espiazione: la spiritualità e la ricerca del divino sono spesso al centro di questo.

Quindi, abbracciamo le nostre tradizioni, svolgiamo le nostra fatiche e riscattiamo la più ammirevole mascolinità!

 

La rivisitazione del Prof. Lawrence Alison di The Labors of Heracles può essere trovata nel suo corso online qui.

L’autore dell’articolo, Michael Wing, è uno scrittore ed editore con sede a Calgary, in Canada, dove è nato e ha studiato arti. Scrive principalmente di cultura, interesse umano e notizie di tendenza.

Articolo in inglese: Legendary Hercules and His 12 Labors Redeemed a Hero, Totally Destroys ‘Toxic Masculinity’

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